Bproud risponde

Bproud risponde è una sezione dedicata alle vostre domande, ai vostri dubbi e alle vostre piccole grandi incertezze con una grande novità: aiutare, allo stesso tempo, tutti coloro che si trovano in una situazione simile e che grazie alla vostra esperienza potranno trovare le loro risposte.

Sin dalla sua nascita, Bproud ha sempre offerto un importante supporto alle persone bisessuali e pansessuali attraverso tutti i propri canali ma questa sezione vuole essere qualcosa di diverso: le risposte, anche in forma assolutamente anonima, saranno pubblicate sulla pagina così che la vostra esperienza possa aiutare tutti coloro che stanno vivendo una situazione simile. Una volta inviata, la domanda sarà pubblicata sulla pagina (i vostri dati personali non saranno visibili) e la nostra risposta arriverà il prima possibile.

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44 messaggi.
Enrica Enrica da Napoli pubblicato il 17 Giugno 2020 alle 8:32 PM:
Ciao Bproud, sono una ragazza di 17 anni e da poco ho dei dubbi sulla mia eterosessualità. Io provo attrazione nei confronti dei ragazzi ed è innegabile, ma mi eccito guardando video lesbo ed è da un po’ di tempo che non riesco a legarmi sentimentalmente ad un ragazzo per svariati motivi. A settembre mi sono fidanzata con uno e non avevo la voglia di farci sesso neanche quando stavamo a casa da soli, diciamo che non ho mai avuto quell’impulso (oltre ai limiti morali di non finire a letto con uno dopo 2 settimane). Ho chiuso con lui dopo 1 mese perché mi ero scocciata. E mi è successo molte altre volte. A me interessano i ragazzi, infatti quando cammino per strada e ne vedo uno carino lo noto immediatamente, ma mi sento incompleta. Credo di essere bisex però non ho mai baciato una ragazza in vita mia, neanche tra amiche, e non so come sarebbe. Mi sento un po’ di pressione addosso e vorrei trovare una ragazza con cui fare le prime esperienze, solo che giustamente non piovono dal cielo. Non so neanche come riconoscere una ragazza bisex/lesbica da una etero e provarci. Più di un consiglio, avevo bisogno di uno sfogo. Grazie per il vostro tempo.
brusch Risposta dell'amministratore di: brusch
Ciao Erica, grazie per averci scritto.
La situazione in cui ti trovi è molto comune, la confusione, il voler provare, la pressione, il voler scoprire una parte di sé stessi.
Purtroppo non ci sono segni di riconoscimento a vista per capire se una persona è bisessuale o lesbica, devi andare per tentativi e gettarti nella mischia, poi vedi le reazioni.
Potresti tentare con le app dedicate solo alle donne e alle relazioni saffiche, ce ne sono diverse. Sarebbe più semplice e ti toglierebbe dalla paura di provarci con la persona sbagliata.
Se hai altre domande non esitare a scriverci ancora.
Un abbraccio,
Federica
eloisa eloisa pubblicato il 8 Giugno 2020 alle 8:42 PM:
Ciao Bproud, sono una ragazza di 20 anni e da alcuni anni ho dubbi sulla mia eterosessualità. Sin dalla preadolescenza sono attratta fisicamente molto più dalle donne che dagli uomini, però mi sento molto più lusingata se ricevo un complimento da un maschio che da una femmina, perché mi rende più felice l'idea di apparire bella agli occhi del sesso maschile. Non riesco a capire cosa significhino questi pensieri...
Sara Risposta dell'amministratore di: Sara
Ciao Eloisa,
grazie innanzitutto per averci scritto ed esserti raccontata.

Capisco i tuoi pensieri e dubbi e, soprattutto quando si è giovan*, è facile interrogarsi riguardo il proprio orientamento. Quello che posso dirti è che la bisessualità ha tante sfumature, come spieghiamo qui: https://www.bproud.it/wordpress/pregiudizi/. Si tende a pensare alla bisessualità in termini assoluti e di estremi, ma come tante altre cose nella vita, è fatta invece di sfumature. Perché ogni persona vive il suo orientamento in modo diverso e personale. Non esiste quindi un modo unico e universale di vivere la bisessualità.

Purtroppo, non ho la risposta per te, perché l'orientamento è un fattore intimo e personale. Ma posso sostenerti e ascoltarti. E penso che col tempo riuscirai a dare un senso a questi tuoi pensieri.
So che magari si vorrebbe avere una risposta subito, ma in questi casi il tempo aiuta tantissimo. Bisogna cercare, però, di non fissarsi troppo su questi pensieri e di non avere la mente occupata solo da essi. Parlarne con qualcun* di fidato (e solo se te la senti, ovviamente) può aiutare anche ad alleggerire questo carico mentale.

Noi siamo sempre qua.

Ti mando un grande abbraccio.

Sara
Anna Anna pubblicato il 5 Giugno 2020 alle 11:07 PM:
Ciao Bproud, sono una ragazza bisessuale, ho avuto una cotta per una ragazza sia emotiva che fisica ma non ho mai sperimentato. Adesso però mi sorge un dubbio, nei video erotici mi disturba vedere i genitali femminili, ci metto una mano sopra per non vedere. Forse mi capita più che altro nel caso di una inquadratura molto ravvicinata nel momento della penetrazione, è una cosa che mi disgusta. Mi chiedo se davanti all'atto pratico che tipo di reazione io possa avere. Certo, l'amore/il sesso è una questione molto più ampia rispetto a dei semplici genitali ma mi chiedo da dove derivi questo mio respingimento e se questo possa limitarmi. Chiedo a voi se conoscete esperienze di questo tipo...Anna
brusch Risposta dell'amministratore di: brusch
Ciao Anna, grazie per averci scritto.
La repulsione o disagio nel vedere genitali femminili può avere diversi significati, non necessariamente legati alla reale attrazione o meno verso il genere femminile.
Nel porno la visione dei genitali femminili è rivolta, nel 90% delle volte, ai maschi cis etero e non al pubblico femminile, che richiederebbe delle dinamiche diverse, esigenze differenti, anche nelle stesse inquadrature. Persino il porno lesbico è rivolto principalmente ad un pubblico maschile cis etero. Quindi un senso di disagio o disgusto potrebbe essere ricondotto a queste cose.
Potresti anche avere un interesse prettamente romantico e non sessuale verso il genere femminile, rientrando comunque nella bisessualità. Dovresti provare e capire cosa ne viene fuori 🙂
Se hai altre domande o senti l'esigenza di condividere ancora, non esitare a scriverci.
Un saluto,
Federica
Ellie Ellie da Milano pubblicato il 23 Maggio 2020 alle 11:58 PM:
Ciao❤️ Ho 29 anni, bisex, ho sempre saputo di esserlo ma non ho mai ritenuto importante doverlo comunicare. Per me lo stare bene con qualucuno mi portava al di là di qualsiasi etichetta e il fatto di avere avuto una relazione lunga con un maschio ha reso inutili spiegazioni di sorta. poi la relazione con l’ex è finita e io sono molto più orientata sulle donne e, a dir la verità, con una sto cominciando a uscire e mi piace tanto. Ora darò tempo al tempo e starò a vedere se là relazione so costruirà e se sarà quella giusta per me. Dopodiché faró i conti che dovrò fare. Mia madre sa della mia bisessualità e lo accetta. Mio padre non sa nulla. Viene da un retaggio culturale molto rigido e, per quanto sono sicura che continuerà ad amarmi, so che scontrarsi con questa cosa gli chiederà di rivedere i suoi piani per me, gli genererà frustrazione e probabilmente imbarazzo nei confronti dei suoi parenti stretti e il resto del mondo. Probabilmente starà a noi modulare la cosa, offrirgli una realtà di serenità con la quale confrontarsi e aiurarlo. Credevo che avrei potuto evitarlo, ma a quasi 30 mi rendo conto che difficilmente potrò riuscirci.
Forse un po’ fuori età, ma in diversi momento forse si danno diverse consapevolezza alle cose
Anna Risposta dell'amministratore di: Anna
Cara Ellie, grazie intanto per averci scritto e perdona il ritardo nella risposta. La vita di tutti i giorni chiede prepotentemente la nostra attenzione anche quando vorremmo occuparci delle cose che ci stanno più a cuore! Posso dirti una cosa? Il tuo messaggio è una vera ventata di aria fresca. Si percepisce la tua voglia di confrontarti e parlarci della tua esperienza più che di chiedere consigli. Hai già cominciato un tuo percorso, ti sei fatta delle domande a cui hai trovato le tue risposte. Il tempo, come dici tu, ci regala spesso chiavi di lettura straordinarie che mai ci si sarebbe aspettati. Ma mi sembri una persona che conosce se stessa e che si accetta con gioia. Il coming out con tuo padre sarà un passo difficile, da quello che mi dici, ma, come saprai già visto che lo hai già fatto con tua madre, se senti che è la cosa giusta da fare vuol dire che è così. Se ti senti pronta sono certa che sarà anche un momento importante, di condivisione e scambio e di grande liberazione. Essere aperti e sinceri con le persone che amiamo regala sensazioni davvero impagabili. Come dici tu, lui non smetterà di amarti. Nè di stimarti (anche i genitori stimano). Ci metterà un po' di più a capire, ad accettare, e magari dovrai "riprendere" il discorso più volte nonostante l'imbarazzo, ma alla fine andrà tutto bene. In bocca al lupo per tutto e facci sapere come è andata!
Alice Alice da Torino pubblicato il 7 Maggio 2020 alle 8:46 PM:
Ciao Bproud!
Sono una ragazza di 17 e negli ultimi mesi sto avendo dei dubbi sulla mia sessualità. Quando parlo con dei ragazzi che trovo interessanti/attraenti mi viene difficile guardarlo dritti negli occhi e la stessa cosa è successa anche con delle ragazze nell’ultimo periodo. Però non so cosa pensare perché non ho mai avuto una relazione in tutta i miei 17 anni e quindi non so se succede perché vorrei una relazione o perché potrei essere bi+ o non so
Sara Risposta dell'amministratore di: Sara
Ciao Alice,
grazie per averci scritto ed esserti aperta con noi.

I dubbi che hai sono legittimi e può succedere di interrogarsi riguardo il proprio orientamento. Ovviamente io non ho la risposta perfetta per te, perché non sono te e non ti conosco. Solo tu puoi sapere esattamente cosa provi e potrai, poi, definirti. Ma posso dirti che non sempre serve avere una relazione per capire se si è bi o no. Non posso sapere il perché tendi a non guardare negli occhi persone che trovi attraenti/interessanti, ma posso consigliarti di provare a concentrarti sul tuo sentire interiore e cosa effettivamente senti riguardo quella persona. Forse questo può aiutarti un poco a sciogliere i tuoi dubbi.
Ma ci tengo a precisare che una cosa molto importante è il tempo: datti tempo. Questi tuoi dubbi saranno più chiari col passare del tempo e con calma. So che magari si vorrebbe sapere tutto subito, ma in questo caso il tempo è veramente un grande aiuto. E altra cosa importante è cercare di non fissarsi troppo su questi dubbi e di non avere la mente occupata solo da essi. Confidarsi e confrontarsi con qualcun* di fidato può aiutare ad alleggerire questi dubbi.

Noi siamo sempre qua se vorrai nuovamente aprirti con noi.

Ti mando un grande abbraccio.

Sara
Giulia Giulia pubblicato il 6 Maggio 2020 alle 10:14 AM:
Salve a tutti! Grazie per questo bellissimo portale dove poter condividere storie complesse e confuse con la promessa di un finale più sereno! Questo è quanto: ho 28 anni e fino ai 27 mi sono sentita abbastanza sicura della mia sessualità. Con questo intendo che, pur avendo tante migliori amiche e fortissimi legami con loro, la differenza rispetto a ciò che provavo e mi facevano provare gli uomini era abissale. Quindi, mi spiace, niente cotta non identificata per le migliori amiche. Arrivo a 27 anni abbastanza esausta: non avevo ancora avuto modo di avere una relazione stabile con un ragazzo e mi ero stancata di correre dietro ad amori non corrisposti. Ero maturata, avevo capito che dovevo aspettare, costruire qualcosa con qualcuno che ne valesse la pena. Ma un bel giorno mi sento attratta dalla mia professoressa dell'università, e la terra ha tremato sotto i piedi: mi ha sconquassata, finché non è esplosa una frase nella mia testa "Sono lesbica". Wow, aveva senso! Niente ragazzi, attrazione per le ragazze: è fatta, hai risolto. E invece non è andata così. Dirmelo era come rinnegare 26 anni di vita, di sensazioni ed emozioni realmente provate con gli uomini e mai con le donne. Sono stata molto male ma a un certo punto mi sono detta: esci e scopri! Beh, ironia della sorte conosco un ragazzo: avevo mille paletti alzati visto che ormai mi ero convinta di essermi scoperta lesbica, ma non ho potuto ignorare tutte quelle sensazioni ed emozioni che mi erano appartenute per tutta la vita. Decido di lasciarmi andare, ma non ero tranquilla. Dovevo sempre tenere a bada quel pensiero ossessivo e fobico e mi dicevo "Guarda alla realtà, ascolta quello che senti per lui" e passava. Poi, una notte, sogno una ragazza che conosco dichiaratamente lesbica e mi sveglio con un serio attacco di panico. Capisco che devo approfondire: vado in psicoterapia e il mantra da usare era "Lascia stare le ossessioni e i pensieri intrusivi, prendili per quello che sono: fantasie". E invece arriva una telefonata che sconvolge tutto: una mia amica mi dice che il suo ragazzo dopo 6 anni la lascia perché è gay. O meglio, perché il pallino e il pensiero di poterlo essere ormai lo ossessiona, anche se la ama e sta bene con lei. BOOM, crolla tutto. Perché mi rivedo in lui, fra sei anni. Racconto tutto al mio ragazzo e lui ovviamente mi dice che sto solo ingigantendo un pensiero su cui mi sono fissata, ma sento che non basta. Perché dire "sono lesbica" fa liberare qualcosa dentro di me, mi fa sentire leggera in qualche modo. Anche se non è così semplice, ahimè. E adesso...adesso sono tagliata a metà. Perché nella mia testa qualcosa mi dice che c'è di più di un ossessione trasformata in fobia per la semplice attrazione verso le donne... ma quando vado a dormire serena pensando "ok, devi solo iniziare a camminare" sogno il mio ragazzo e anche altri ragazzi, e le sensazioni che mi davano e al risveglio sono in lacrime. Con lui - che è straordinario - continuo a sentirmi e se mi dice cose del tipo "Vorrei che fossi qui" non posso ignorare il fatto che mi senta trasformata, sciogliere qualcosa dentro, ma dopo un secondo qualcos'altro mi spinge con forza indietro e sento dentro di me urlare "NO, questo è sbagliato non è quello che vuoi". Ormai ho capito che devo dare spazio a questo lato di me ed esplorarlo, dargli tempo e vita perché è chiaro che lo pretende...ma ho paura di non arrivare mai ad essere capace di rimanere in questa dimensione: che sentirmi con una ragazza, flirtarci e baciarla mi farà sentire bene perché asseconderà quel lato, ma arriverà il dolore e la mancanza dell'altro. O che, pur ammettendo e riconoscendo che sono più che semplicemente attratta dalle ragazze, non riesca a vivermi una storia (anche questa che ho temporaneamente sospeso) con serenità perché mi sentirò sempre ipocrita. Ipocrita perché di storie del tipo "è lesbica ma ha scelto l'uomo per questioni sociali e omo-normative se ne sentono TROPPE. E forse, in questo modo, non avrò mai abbastanza forza e coraggio per amare chi mi ama e chi realmente desidero amare.
Francesca Risposta dell'amministratore di: Francesca
Cara Giulia,
rispondo a questo tuo secondo messaggio, anche se abbiamo ritenuto corretto pubblicarli entrambi.
La tua non è una situazione facile: in un mondo ideale avremmo la possibilità di scoprirci ed esplorarci nei modi e nei tempi migliori per noi, senza ripercussioni negative né su di noi, né sulle persone che ci stanno accanto.
La realtà, ahimè, è più complessa... e te lo dico proprio perché anch'io, come te, quando ho avvertito i primi "turbamenti" consapevoli per le donne ero in una relazione consolidata, con un ragazzo che mi amava e che ricambiavo.
Non sai quante volte avrei voluto avere una bacchetta magica per "mettere in pausa" il mio rapporto con lui, fare le esperienze che sentivo di dover fare e poi riprendere la mia relazione oppure terminarla con una nuova consapevolezza su di me.
Invece non è andata così: dopo avere soffocato (con molta fatica e molto dolore) una cotta totalizzante per una ragazza, mi sono ritrovata coinvolta con Silvia, e dato che lei provava le stesse cose per me ho deciso di porre fine alla relazione con quel ragazzo e di mettermi con lei.
Paradossalmente, però, questa decisione non ha sedato i dubbi su chi ero. Anzi, all'inizio non me ne sono proprio posta, di dubbi: ero innamorata di una donna, quindi ero lesbica. Fine della storia.
Però prima o poi quello che senti torna in superficie e non puoi ricacciarlo nell'inconscio all'infinito...
Ciò che voglio dirti è che se davvero provi attrazione sia per i ragazzi che per le ragazze, nemmeno avere un'esperienza/relazione con una ragazza ti darebbe la tranquillità che cerchi, la certezza che ti manca in questo momento.
Anzi, potresti ritrovarti pentita di avere rinunciato a una persona per cui chiaramente provi ancora dei sentimenti.
Purtroppo questa "dualità" è difficile, all'inizio, da accettare e integrare nella propria identità, perché siamo viviamo in una società profondamente binaria che ci spinge a forza in una direzione o nell'altra: uomini o donne, etero o gay. Invece ci sono infinite sfumature tra i due estremi, sia nell'identità di genere che nell'orientamento sessuale.
Se anche trovassi una ragazza che ami e ti mettessi con lei, l'attrazione per i ragazzi non sparirebbe per magia... Quindi, anche se non ho una soluzione, l'unico consiglio che mi sento di darti è di cercare di vivere giorno per giorno accettando tutte le parti che convivono in te: soffocare una o l'altra non porterebbe a niente di buono.
Ciò non vuol dire che tu sia destinata a non poter avere una relazione felice: con la persona giusta potrai esprimere e condividere tutto ciò che c'è dentro di te, sia che significhi semplicemente parlarne, sia - se è ciò che vorrai - scegliendo la strada della non monogamia etica, il poliamore.
Però, anche se sembra una banalità, per trovare la felicità in una relazione è necessario che prima tu riesca a stare bene con te stessa. Prenditi il tempo per farlo, e tutto il resto arriverà al momento giusto.

Ti mandiamo un grande abbraccio.

Francesca
Giulia Giulia pubblicato il 6 Maggio 2020 alle 9:50 AM:
Buongiorno! Innanzitutto grazie per aver creato questo portale: al mondo non c'è peggio che sentirsi soli nella confusione. Questo è quanto: ho 28 anni e per i primi 27 ho avuto un mucchio di migliori amiche e un pò di ragazzi. Con le amiche ho avuto legami molto stretti, ma nulla a che vedere con la chimica e le sensazioni che provavo con un ragazzo. Un anno fa mi è capitato di sentirmi attratta da una ragazza: mi ha scombussolato, ho sentito un terremoto dentro di me e mi sono sentita esplodere con la frase che bombava in testa "sono lesbica". In quel periodo non avevo incontrato nessun ragazzo interessante, anche perché mi ero stancata di intraprendere infatuazioni non ricambiate e aspettavo semplicemente che "arrivasse quello giusto". Motivo per cui ho creduto di essere chiaramente lesbica: i ragazzi non ti dicono più niente, le ragazze ti intrigano UN SACCO! Panico e ansia totale, perché qualcosa non tornava. Mi faccio coraggio e mi dico "esci e vedi che succede!". Ecco, ho conosciuto un ragazzo. Avevo mille pregiudizi perché in quel momento pensavo di aver ormai chiuso quel capitolo, ma non ho potuto fare a meno di provare quello che provavo stando con lui...le sensazioni erano quelle di sempre. Allora mi sono detta "ok, hai affrettato le conclusioni, stai bene con questo ragazzo, fine". Ma ho vissuto malissimo l'anno insieme a lui... mi sentivo a disagio se c'erano ragazze gay nei dintorni, a disagio se nei film accadeva lo stesso, nel panico se qualcuno scherzando mi diceva "tu sei un pò lesbica". Sono andata in psicoterapia e avevamo iniziato a lavorare sul "Pensa a quello che provi nella realtà e lascia perdere le paranoie mentali". Ma qualcosa non tornava, lo stesso. E poi arriva la chiamata che ha fatto scoppiare tutto: una mia collega, fidanzata da sei anni, mi dice che il suo ragazzo l'ha lasciata perché credeva di essere gay. Non aveva incontrato nessuno e stava bene con lei, ma il pallino mentale ormai lo stava consumando e non ne poteva più. BADABOOM: scoppio di nuovo. Improvvisamente sento di nuovo quel terremoto interiore e sento il bisogno di dirlo: sono lesbica. Dirlo mi faceva sentire leggera, libera anche se non capivo da cosa. Non riesco più nemmeno a farmi toccare dal mio ragazzo perché provo un dolore infinito (emotivo, non fisico) e chiedo alla psicoterapeuta di approfondire la cosa. E adesso..adesso sono spaccata a metà. Ho capito che non posso ignorare quello che provo per e con il mio ragazzo, ma qualcosa nella mia testa mi dice che è sbagliato, che sono lesbica. Ho deciso di confrontarmi con le dirette interessate e sì, mi sento carica, piena di adrenalina, leggera nell'immaginarmi in quel contesto e poterlo vivere liberamente ma...ma finisco per sognare il mio ragazzo. E mi sveglio in lacrime. Ora ho capito che forse ho demonizzato parecchio la cosa e che c'è un solo modo di capire: smetterla di idealizzare o soffocare l'attrazione per le ragazze e provare a vivere questa cosa. La mia paura è la seguente: visto che l'ho fatta diventare una fobia, come se il semplice essere attratta dalle donne mi impedisse di vivere quello che - forse - mi fa stare bene davvero, troverò un modo per trovare più equilibrio? Perché al momento se il mio (ormai ex) fidanzato mi scrive "vorrei che fossi qui con me" mi sento sciogliere dentro, e trasportata, ma poi qualcosa mi blocca e mi urla "E' SBAGLIATO, Devi seguire quella strada" e mi fa stare male...Temo che il problema non sia il mio orientamento sessuale ma il modo fobico, idealizzante e totalizzante in cui non riesco a convivere con le emozioni. A volte penso che si tratti solo di avere coraggio, approfondire la mia sessualità e scoprire un mondo nuovo dove mi troverò finalmente felice e serena. Ma qualcosa, dentro di me, mi dice che non sarà così semplice...
Andrea Andrea da Correggio pubblicato il 1 Maggio 2020 alle 7:13 PM:
È normale che per una persona che si definisce bisex per un periodo non trovi attrazione per lo stesso sesso ?
Cioè mi hanno sempre attratto sia gli uomini che le donne ma in questo periodo gli uomini non mi attraggono è solo un periodo così o no
Sara Risposta dell'amministratore di: Sara
Ciao Andrea,
innanzitutto grazie per averci scritto!

Riguardo la tua domanda: la bisessualità ha tante sfumature e può variare con il tempo, quindi sì, possono esserci periodi in cui si è più attratti verso un genere piuttosto che l'altro. Questo non ti rende meno bisessuale. Spesso si pensa che le persone bisessuali siano attratte allo stesso modo da entrambi i generi, ma non è così. Ci sono tante sfumature perché ci sono tante persone bi+ e ogni persona è diversa. Di questo ne abbiamo un po' parlato nella sezione "Pregiudizi": https://www.bproud.it/wordpress/pregiudizi/ che ti invito a leggere. Può aiutarti!

Se hai altre domande, puoi sempre contattarci. Noi siamo qua.

Un abbraccio,
Sara
Tati Tati pubblicato il 21 Aprile 2020 alle 3:24 PM:
Ciao Bproud!
vi scrivo perché ultimamente sento di essere piuttosto confusa.
Non ho mai preso in considerazione l'idea di essere attratta anche dal sesso femminile, ho 23 anni e negli ultimi sei sono stata assieme ad un ragazzo. In questi anni sono sempre stata sicura della mia sessualità, anche perché prima di lui non ero interessata ad avere relazioni, di nessuno tipo.
Due anni fa penso però di aver preso una sbandata per una ragazza, ma ero fidanzata, con lui stavo bene e ho lasciato perdere. Da quel momento però ho iniziato a immaginarmi e ad essere curiosa di sperimentare non tanto con quella ragazza, ma con una ragazza in generale.
Ho portato avanti questi dubbi dentro di me fino a quando il mio ragazzo mi ha lasciata, poco prima della quarantena. Sempre prima della quarantena, da single, durante un uscita con amici, c’è stato uno scambio di sguardi con una ragazza, con la quale sono poi uscita, ma il mio umore dovuto alla recente rottura non mi ha permesso di essere molto coinvolta.
E’ poi iniziata la quarantena e ho così deciso di approfondire, per quanto possibile, questo dubbio che mi portavo avanti da anni, ma ora che siamo costretti in casa, la situazione è complicata. Mi sono iscritta ad una app di incontri solo per parlare con ragazze e ragazzi e cercare di capire se potesse cambiare qualcosa parlando con i due sessi. Ma il fatto di sapere che non ci sarà altro che qualche chiacchiera per passare questi giorni noiosi mi porta ancora più confusione perché è come se tutte le conversazioni che sto avendo siano "inutili".
Ora, oltre avere pazienza, cosa mi consigliate per capire se quello che sento, riguardo all’immaginarmi con una ragazza sia solo pura curiosità (visto che magari l’unica relazione che ho avuto, dai 17 anni ai 23 sia stata con ragazzo) o ci sia qualcosa di più?
ValeriaEmma Risposta dell'amministratore di: ValeriaEmma
Ciao Tati, innanzitutto ti ringraziamo di averci scritto!
Come hai passato la quarantena? Spero che non sia stata troppo pesante per te e i tuoi cari. Per quanto riguarda i dubbi che ci hai scritto, sappi che sono perfettamente normali 🙂 viviamo in una società che dà per scontata l'eterosessualità della gente, e questo a volte crea confusione in noi persone bi+, perché effettivamente a noi piace il sesso opposto e in una relazione che dall'esterno sembra etero ci stiamo bene. Il risveglio alla propria bi o pansessualità per alcune persone arriva in un secondo momento, e porta con sè tanti dubbi come quelli che hai tu. In realtà già il fatto che tu abbia dubbi e curiosità così insistenti è il segnale che c'è qualcosa di inesplorato nella tua sessualità che richiede attenzione, altrimenti non ti saresti nemmeno posta il problema...
Una soluzione a questi dubbi è leggere quanto più ti è possibile e confrontarti con altre persone bi+, spesso le esperienze degli altri ci aiutano a fare chiarezza dentro di noi. Oltretutto tu sei single, e per quanto questo periodo non sia il più propizio a conoscere gente nuova, in certi casi anche online si creano rapporti interessanti: ad esempio, anche online puoi renderti conto se arrivi a desiderare davvero l'incontro dal vivo con una persona oppure no.
Insomma il consiglio che sento di darti è di sperimentarti e di ricercare le tue risposte in tutti i posti che ti sembrano opportuni e sicuri per te.
Se ti va, facci sapere come vanno le cose 🙂
Un abbraccio enorme,
Valeria - Staff BProud
Francesco Francesco da Toscana pubblicato il 14 Aprile 2020 alle 6:14 PM:
Buongiorno,
Innanzitutto vorrei complimentarmi con voi per il lavoro che fate qui sul blog, aiutando, ponendovi come punto di appoggio, coloro che hanno dei dubbi circa la propria sessualità, e ringraziare in anticipo chi prenderà un po' del suo tempo per rispondermi. 🙂
Sono un ragazzo toscano di 19 anni, con un passato caratterizzato da dubbi, sempre accantonati, per quel che concerne il soggetto della mia attrazione.
Negli ultimi tempi ho riflettuto parecchio sull'argomento, trovando errate le certezze che mi ero creato negli ultimi anni, pensando che una mia ipotetica attrazione per altri ragazzi fosse solo invidia. Tutto ciò mi ha dunque portato a prendere in considerazione la bisessualità, la quale sembra, al momento, la più indicata per me, trovandomi attratto da soggetti di ambedue i generi.
Se, qualche anno fa, avere una relazione sia sentimentale che sessuale con una ragazza era pressoché ovvio e da me apprezzato moltissimo, lo stesso discorso, per antitesi, non era così scontato nei confronti del genere maschile. Il grande divario tra allora e adesso, è il mio considerare possibile anche una relazione con un ragazzo, l'idea non mi infastidisce più, neppure il pensiero di ipotetici baci, rapporti e momenti di intimità, come se il mio pensiero si fosse evoluto nel tempo.
Sono arrivato alla conclusione, dunque, che la mia bisessualità è pressoché palese, e differentemente da ciò che pensavo accettarla è stato facilissimo, me ne sono accorto a mala pena, è stato tutto così naturale.
Il mio problema ora è... come faccio a essere ciò che sono alla luce del sole? Ogni volta che ci penso l'ansia mi assale! Con la mia famiglia andrebbe tutto liscio come l'olio, in ambito sessuale in casa mia non esistono tabù, ma gli amici, i conoscenti, loro come lo prenderebbero? Ho due compagnie di amici, tutti molto aperti mentalmente in ambito di lgbt, a parte un paio di eccezioni, tra i quali vi sono dei bisessuali che hanno addirittura rapporti tra loro.
Vede, in realtà non ci sarebbe nulla da temere, ma sono sempre vittima di un'ansia che mi impedisce di compiere questo passo per me decisivo, dubbi ricorrenti sono "e se avessi sbagliato tutto? Se io non fossi realmente bisessuale?", oppure "come faccio a conoscere ragazzi disposti ad avere qualche esperienza con me?", "come faccio a uscire allo scoperto se ho l'ansia che si sappia in giro?", "come faccio a sapere con chi voglio stare, se colei o colui mi piacciono davvero o se sono la persona sbagliata?".
In conclusione aggiungo che nonostante in molti, sia ragazzi che ragazze, mi dicano che sono bello e ho un buonissimo fisico con spalle larghe e un buona percentuale di muscolatura (non sono un palestrato, sono un nuotatore), anche se non proprio definita del tutto, ho avuto sempre scarsa fortuna con le donne (riconosco di essere un po' artefice del mio destino, non è che ci abbia proprio provato), e adesso quando qualcuno mi attrae (siano essi uomini o donne), sono già convinto di non piacere, come se il destino fosse già scritto, come s'io fossi una creatura a parte dagli altri destinata a questo, non ci provo neppure... in realtà non so neanche come si faccia provarci... XO, ma sono arrivato al punto di voler cambiare, stravolgere la mia vita, smettere di mantenere segrata la mia bisessualità e riuscire finalmente a concludere con qualcuno; anche perché più passano gli anni più la voglia di avere una prima esperienza bussa alla porta.
Rimango in attesa di un gentile riscontro,
Ciao e buone cose.
ValeriaEmma Risposta dell'amministratore di: ValeriaEmma
Ciao Francesco, grazie per averci scritto!!
Tutte le domande che tu ti fai, e tutte le tue paure, sono normalissime e abbastanza condivise da tante persone bisessuali nel mondo. Scoprire in se stessi un orientamento sessuale diverso da quello etero porta con se' tanti dubbi e paure, inclusa la paura di aver "capito male". Ma, vedi, l'orientamento sessuale fa parte della nostra identità, è solo nostro, e abbiamo tutto il diritto di sperimentare, fare prove ed errori, per capire pienamente chi siamo. Questo è anche il bello delle definizioni: ce ne sono tantissime, e possiamo scegliere di volta in volta quella che sentiamo più nostra.
Da quello che scrivi si capisce che tu hai un grandissimo desiderio di vivere una vita più autenticamente tua, ed è chiaro che pensare a tutto insieme (il coming out con tutti, il trovare persone da frequentare, presentarsi come coppia agli amici e parenti) possa spaventare. Perché allora non inizi da una piccola cosa per volta? Prova a parlare con un@ amic@ con cui ti senti sicurissimo che ti accoglierà senza fiatare; inizia con piccoli coming out a tu per tu in modo da acquisire sicurezza in te stesso. Sai già di partire abbastanza avvantaggiato perché hai un contesto tranquillo e inclusivo, approfittane 😉
Nel frattempo magari prova a confrontarti con altre persone bi o pansessuali: ci sono tanti gruppi online (visto che al momento non è possibile socializzare più di tanto dal vivo) in cui ci si confronta sui propri dubbi e le proprie curiosità, e spesso parlare con altre persone che stanno vivendo le tue stesse cose aiuta a sentirsi più forti e a chiarirsi.
Se ti va, scrivici ancora e facci sapere come vanno le cose 🙂
Un abbraccio fortissimo,
Valeria - Staff BProud
Sara Sara da Catania pubblicato il 9 Aprile 2020 alle 10:40 PM:
Ehilà BProud :)!
Sono venuta a conoscenza di questo blog giusto qualche minuto fa ed eccomi già qua a scrivere! Sin da piccolissima non ho mai provato attrazione fisica per i maschi. Non sapevo cosa significasse fino a circa 12 anni, quando scoprii di essere lesbica.
Mi ritrovo a guardare sempre porno etero e ad impersonificarmi nell'uomo che dà il piacere alla donna. Trovo i porno tra donne abbastanza finti e visti da un occhio maschile, per questo motivo mi annoiano. Il più delle volte mi piace vedere un uomo che soddisfa una donna, a volte però non ci riesco proprio a causa (**trigger warning**) delle molestie subite da mio cugino all'età di 12 anni ed altre volte ancora mi piace "impersonificarmi" nella donna che viene soddisfatta dall'uomo (1 volta ogni 1000 tipo?). Il fatto è che mi eccita anche vedere un uomo masturbarsi.
Tutti questi riscontri però nella vita reale non li trovo. Io mi chiedo ogni giorno però se possa essere bisessuale ma avere un trauma a causa delle molestie subite oppure magari trans o semplicemente una donna lesbica.
So che non siete dei geni della lampada però mi piacerebbe proprio avere un'opinione da qualcuno che non sia io.
Sfortunatamente non riesco a parlarne con nessuno dato che sono molto incerta di questi argomenti.
Francesca Risposta dell'amministratore di: Francesca
Ciao Sara,
grazie per il tuo messaggio. È una questione molto interessante che ci dà l'opportunità di affrontare una tematica ancora poco discussa: le fantasie sessuali (nello specifico, legate alla masturbazione), il loro ruolo e il rapporto che hanno con l'orientamento sessuale di una persona.
In passato le fantasie che emergevano (o che venivano ricercate) durante la masturbazione sono state spesso considerate come la cartina al tornasole dell'orientamento sessuale: cerchi porno gay? Allora sei per forza omosessuale!
La realtà, però, è ben più complessa: ti faccio un esempio.
Moltissime persone hanno fantasie considerate "estreme" (ad esempio le varie forme di feticismo o persino fantasie legate all'idea dello stupro) che funzionano benissimo finché sono nella loro testa, ma che non si sognerebbero mai di mettere in atto davvero. Perché questa apparente discrepanza? Perché quello che funziona nei nostri pensieri potrebbe addirittura darci fastidio o farci sentire a disagio, se accadesse davvero.
Con questo voglio semplicemente dirti che le fantasie, a meno che non siano davvero esclusive e a senso unico, lasciano il tempo che trovano. È un ambito in cui abbiamo il controllo totale: non dobbiamo gestire emozioni o avvenimenti che coinvolgano altre persone, men che meno abbiamo a che fare con le loro reazioni e la loro fisicità.
Né, d'altra parte, una storia di abusi determina necessariamente l'orientamento o le pulsioni/repulsioni che abbiamo da adulti.
Per questo motivo, se davvero hai bisogno di capirti e indagare, puoi partire da chi ti attrae nella vita reale: chi ti smuove sensazioni forti? Chi ti fa battere il cuore, in senso emotivo o anche solo puramente fisico?
Concentrati solo su questo, senza pregiudizi: con il tempo, avrai la risposta 🙂

In bocca al lupo!
Andrea Andrea da Milano pubblicato il 30 Marzo 2020 alle 12:46 AM:
Salve Bproud!
Sono un ragazzo di nome Andrea che è 18enne da non molto tempo. Da piccolo pensavo di volere attenzioni sia da ragazze che da ragazzi e ho avuto principalmente due “crush” per ragazze e due per ragazzi. Non sono stato mai uno stereotipo di un ragazzo gay e la cultura gay mi è, posso dire, “relatable” ovvero “condivisibile” (che posso condividere) ma allo stesso tempo sento che non mi può rappresentare ”completamente”. Questo perché mi sono reso conto di avere avuto un percorso molto personale e un po’ “isolato”, che mi ha lasciato un po’ incerto.
Sin dall’età di 12 anni sono attratto dal genere maschile e dalla p*rnografia gay (è vero che non ci si debba basare sulla pornografia, però è anche vero che la frequenza con cui guardo p*rnografia etero è pari a 0).
È stato all’età di 14 quando ho preso una cotta abbastanza forte per un mio amico e questo mi aveva lasciato abbastanza triste. In tutto questo ringrazio la mia migliore amica che conosco dalla scuola media (lei è bi) con cui sono riuscito a fare coming out e a dire quello che ho provato. Ora sono in una relazione con un ragazzo anche se qualche volta abbiamo divergenze per i nostri “caratteri”.
Ho sviluppato un po’ tardi la passione per la musica e ho iniziato ad ascoltare e ad appassionarmi di più recentemente: il fatto di essere “diverso” dalla maggior parte mi lascia incerto. Ora sono sotto stress per la scuola e impegni vari, non riesco a provare particolare attrazione per nulla e mi sento confuso, inoltre ho pochi amici lgbtq+ e questo mi rende ancora più insicuro
Sara Risposta dell'amministratore di: Sara
Ciao Andrea,
intanto grazie mille per averci scritto e per esserti apert* con noi.

Capisco la tua insicurezza e confusione, non è sicuramente facile. Questi sentimenti, però, sono normali. Sappi che non ti sentirai per sempre così e col tempo cambierà e non ti sentirai più insicur* e confus*. Al tuo fianco ora hai persone fidate, come la tua migliore amica e il tuo ragazzo, e sono sicura che più avanti incontrerai altre persone con cui poterti confrontare e stringere un forte legame. Non sei sol*.

Non sentirti in colpa o abbattut* per provare queste emozioni. Non è facile, sì, ma è possibile superarle. Piano piano e senza essere dur* con te stess*.
La situazione attuale che stiamo vivendo poi non aiuta per niente nessun* ed è normale non sentirsi interessat* a niente. Lo so che su internet le persone sembrano essere super impegnate e produttive, ma ti assicuro che non sono tutt* così e ci sono molte persone che fanno fatica. Non sei sol* neanche in questo.

Vedrai che piano piano la situazione cambierà e andrà meglio e riuscirai a trovare altre persone, anche della comunità lgbtq+, con cui parlare e stringere legami. In questo momento, puoi provare anche ad utilizzare internet: su facebook ci sono tanti gruppi dedicati in cui puoi conoscere persone.

Anche noi ci siamo, siamo sempre qua.

Ti mando un grosso abbraccio e ricordati che non sei sol*.
Abbi cura di te.

Sara
Silvia Silvia da Milano pubblicato il 19 Marzo 2020 alle 11:57 PM:
Ciao a tutte, ho bisogno di un consiglio, qual è il modo migliore per conoscere persone bisessuali/pansessuali in Italia? Credo di averle provate tutte, sia online che offline ma alla fine le uniche categorie che mi capita di incontrare sono etero (che cercano la threesome), omosessuali (che ti temono) o persone che intuisco non vogliono fare coming out e quindi non so con chi sto parlando. Ho bisogno di confrontarmi con persone che vivono il mio stesso orientamento, a cui non devo spiegare nulla, e con cui non debba sempre avere la sensazione di camminare sulle uova... mi sento isolata dal mondo e desidero tanto conversazioni libere e senza pregiudizi. Vi ringrazio per qualsiasi suggerimento potrete darmi.
Sara Risposta dell'amministratore di: Sara
Ciao Silvia,
grazie per averci scritto ed esserti rivolt* a noi.
Capisco la difficoltà nell'incontrare persone con cui parlare liberamente e la fatica e il dispiacere che si viene poi a creare.
Non so quali siti tu abbia utilizzato, ma mi viene da consigliarti di provare su facebook. Ci sono vari gruppi legati al mondo lgbtq+ e forse si riesce a conoscere qualcun*. Penso, ad esempio, al gruppo PANPLANET - Gruppo pansessuale e panromantico.
Mentre offline mi viene da consigliarti l'arcigay della tua città e/o i vari sottogruppi ad esso collegati, ma non so se tu ci abbia già provato. Magari, visto anche il momento che stiamo attraversando, hanno dei gruppi/contatti online dove poter fare conoscenza.
Ad ogni modo, fare conoscenza di persone con cui ci si trova bene non è sempre facile e immediato e, a volte, avviene con il tempo. Capisco però il dispiacere che provoca il non trovare persone con cui confrontarsi e parlare liberamente.
Sono sicura, però, che prima o poi riuscirai a trovare qualcun*.
Sappi che noi siamo sempre qui per qualsiasi cosa.

Un caro abbraccio,
Sara
Vanessa Vanessa pubblicato il 26 Febbraio 2020 alle 9:29 PM:
Ciao! Sono Vanessa e ho 19 anni. Vi scrivo perché vorrei aprirmi con qualcuno che mi possa capire. Allora io credo di aver iniziato a farmi domande riguardo l’essere bisessuale circa un anno fa credo. In pratica il primo ricordo che ho al riguardo è l’aver sognato che baciavo una ragazza protagonista di una serie tv. All’inizio ci sono passata sopra ma poi pensandoci ho realizzato che la cosa mi era piaciuta. Ma in quel momento era solo una cosa che mi era passata per la mente a cui non ho dato tanto peso, anche se l’idea mi ritornava in mente abbastanza spesso. Dopo ho guardato un’altra serie e, anche se so che sembra stupido, man mano che la guardavo mi rendevo conto di essere attratta dalla protagonista in qualche modo, anche se non sapevo di preciso come. Dopo un po’ di tempo, ora non ricordo, ma ho provato ad iscrivermi ad un’app di incontri per ragazze perché mi piaceva l’idea di poterne conoscere qualcuna. Dopo ho solo smesso di usarla perché, essendo tanto insicura, non avevo neanche il coraggio di mettere una mia foto come profilo, quindi ho lasciato perdere. L’ho detto solo a due mie amiche: una non so se mi abbia preso troppo sul serio o se non ci fa caso e basta, anche se a quanto dice è bisessuale anche lei, ma io non ne sono troppo sicura. Poi c’è la mia migliore amica che invece mi crede e all’inizio pensava che mi fossi innamorata di lei ma ho smentito subito perché non è così. Anche se pensando al classico stereotipo dell’innamorarsi della propria migliore amica mi ha fatto pensare se non fosse così anche per me.. in ogni caso no. Nell’ultimo periodo sto pensando al mio orientamento molto spesso, sento sempre di più di essere attratta anche dalle ragazze, anche se per lo più sono cotte per celebrità e un paio di persone nella vita reale che mi hanno colpito. Il punto è che fin da piccola ho sempre immaginato la mia vita con un ragazzo e adesso che sto scoprendo questa cosa, al tempo stesso sono emozionata e nervosa, per come andranno le cose. Alle medie ho avuto una cotta per un ragazzo, poi è iniziata la mia passione per gli One Direction e alle superiori niente di che. Anche se guardando le serie tv e i film in quegli anni speravo solo di trovare un ragazzo come loro, perché mi piacevano e volevo qualcuno a cui potessi piacere solamente per chi ero, senza preoccuparmi delle apparenze. Non ho mai avuto una relazione e nemmeno dato il primo bacio e fra pochi mesi faccio 20 anni. Non so cosa pensare.. Poi qualche mese fa incontro un ragazzo, il primo, che inizia a scrivermi e, tralasciando dei grandi scivoloni, all’inizio la cosa mi piaceva perché era la prima volta che qualcuno si interessava a me. Solo che fin dai primi giorni ho poi avuto una brutta sensazione, di non essere adeguata, tanto che la sera in cui siamo usciti l’ho fatto controvoglia, perché fondamentalmente non mi interessava. Era troppo invadente e il suo carattere non mi piaceva. In pratica quella sera e i giorni in cui ci siamo scritti l’ho “usato” come valvola di sfogo, perché era l’unico che mi abbia mai fatto domande personali. Quella sera mi ha anche preso la mano al tavolo, ma non mi ha fatto nessun effetto.. anzi ero a disagio più che altro. Pochi giorni fa sono uscita con delle mie amiche e c’era anche la sorella del moroso della mia migliore amica, una ragazza semplice e carina. Per strada per scherzare mi ha dato la mano e non so neanche spiegare come mi sono sentita, ero contenta, a mio agio e mi sentivo in qualche modo attratta. Poi l’ho tolta quasi subito perché non sapevo se a lei sarebbe andato bene camminare per mano, dato che non la conoscevo. Quindi ora sono qui a farmi questo tipo di domande: so che sono attratta anche dai ragazzi, solo che riesco ad immaginarmi insieme solo a ragazzi celebrità, se penso alla mia vita reale, non riesco ad immaginarmi con un ragazzo, ma non perché a me non piacciano, solo che non riesco ad immaginarmi che possa piacere ad un ragazzo e vivere come fanno tutti gli altri.. non so se mi spiego. Invece con una ragazza riesco ad immaginarmi anche nella vita reale. Poi mi pongo anche tanti altri problemi: se mi metto con una ragazza poi riuscirò ad avere dei figli? Perché vorrei averne anche di miei e di adottati. E poi ho quasi 20 anni e non ho mai avuto nessuna esperienza con nessuno dei due sessi e mi ritrovo a pensare che sono attratta da entrambi, non me lo sarei mai immaginato.
brusch Risposta dell'amministratore di: brusch
Ciao Vanessa, grazie per averci scritto.
Ho letto con molta attenzione e partecipazione ciò che hai voluto condividere con noi.
Leggo qualche piccolo problema o paura nel relazionarti con persone reali intorno a te, per quanto riguarda le possibili attrazioni o storie sentimentali.
A volte può capitare di rimanere particolarmente colpiti da un personaggio rappresentato in qualche film o serie tv e cercare quelle caratteristiche anche fuori dal monto della finzione, rimanendo delusi ogni volta. Ti posso consigliare di cercare di staccarti un po' da quel mondo fantastico che è il cinema o la tv e trovare il bello e l'interessante anche nelle persone reali che puoi incontrare nella vita, ti assicuro che, senza partire con un'aspettativa irragiungibile, si possono avere delle piacevoli sorprese, fidati 🙂
Per quanto riguarda la bisessualità, dovresti provare anche lì a lasciarti andare, piano piano e vedere cosa succede. A volte rimangono solo fantasie, altre volte succedono cose belle da vivere e che ti cambiano radicalmente la visione della vita.
Se hai altre domande scrivici ancora.
Un abbraccio,
Federica
anna anna da roma pubblicato il 18 Febbraio 2020 alle 12:02 AM:
Ciao bproud, scrivo per chiedervi un consiglio su come impostare una relazione aperta. Da qualche mese io e il mio ragazzo abbiamo deciso di iniziare ad avere una relazione aperta. Ammetto che la necessità iniziale che mi ha protato a proporgli questa cosa non sia stata il frutto di una maturazione personale su come affrontare una relazio serenamente, ma piuttosto è nata la necessità con la prospettiva che avremmo dovuto affrontare una relazione a distanza per un anno intero. Poichè stiamo insieme da vari anni e abbiamo un forte legame di fiducia, ho pensato che la cosa migliore per affrontare questa nuova fase della vita fosse quella di avere più libertà sessuale ed emozionale. Io sono fermamente convinta che sia fisiologico di noi esseri umani provare attrazione per altri esseri umani, e il continuo soffocare questa pulsione nella società monogama mi ha fatto capire che l'idea della relazione aperta sia la soluzione in generale a tutte le fasi della relazione (non solo durante la distanza). Le regole della nostra relazione aperta sono quelle del rispetto e dell'attenzione verso i rischi si contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Abbiamo deciso però di non basare questa apertura sulla completa sincerità perchè in realtà non ci raccontiamo se frequentiamo altri partner. So che alla base delle relazioni aperte ci sta anche la sincerità totale nella quale il compagno continua ad essere partecipe della tua vita anche privata con gli altri partner. Sembra una prospettiva ideale, liberatoria e soprattutto di profonda unione. Io però non so come fare questo ultimo passo, soprattutto perchè ormai viviamo lontani e la comunicazione per cose così delicate non è facile via telefono. So che il passo verso l'apertura è incompleto secondo gli "standard" del poliamore, secondo voi questo tipo di sincerità sia fondamentale? che consigli mi potete dare?
Grazie mille per avermi deicato spazio e tempo.
anna
brusch Risposta dell'amministratore di: brusch
Ciao Anna,
Grazie per averci contattato.
Partiamo dalla differenza fra coppia aperta e poliamore: entrambe fanno parte delle non monogamie etiche/consensuali, ma con diversità di coinvolgimento. La coppia aperte ha come base una libertà esclusivamente sessuale all'esterno della coppia, quindi nessun coinvolgimento emotivo/sentimentale verso altre persone. Il poliamore implica una relazione diversa, non solo sessuale (potrebbe anche non esserci il sesso in realtà), ma, appunto, di natura emotiva/sentimentale.
Nelle non monogamie consensuali, coppia aperta inclusa, vige la regola del consenso e della comunicazione sincera, leale. Ma anche regole che ogni coppia, triade, altro, può inserire nel nucleo e che vanno bene a tutti i coinvolti. Il vostro mi sembra un dadt, don't ask don't tell, una regola che permette ai partners coinvolti di condividere alcune cose ed escluderne altre, come dettagli su incontri sessuali, romantici, altro. Ogni nucleo può creare regole diverse, l'importante è che siano chiare e volute da tutti.
Per quanto riguarda la vostra scelta, la motivazione che vi ha spinto ad aprire la coppia, vedrete poi col tempo se funzionerà o meno, o se ci sarà bisogno di piccoli accorgimenti o modifiche di regole.
Se hai bisogno di altre informazioni o consigli, non esitare a contattarci nuovamente.
Un saluto,
Federica
S. S. da Milano pubblicato il 9 Gennaio 2020 alle 2:49 PM:
Ciao Bproud,
scrivo per chiedervi come posso definirmi e anche per sfogarmi. Sono un ragazzo di 27 anni e da anni faccio fatica a inquadrare il mio orientamento sessuale. Sin da adolescente ho avvertito in me la presenza di fantasie omosessuali e un attrazione netta verso gli uomini. Le ragazze mi colpivano ma senza un reale trasporto sessuale, quanto più affettivo e platonico. Vado avanti così fino all'età di 19 anni quando conosco la mia prima ragazza che chiamerò M. Il rapporto con M.,conosciuta in università è iniziato dopo che la vidi ad un esame e rimasi colpito dalla sua testardaggine. Niente di fisico solo il suo carattere. La corteggiai per mesi fino a che ci mettemmo insieme. La relazione è durata 2 anni. Ancora ad oggi sono convinto di averla amata. Mi resi conto del sentimento che provavo dopo un anno quando vedevo i suoi difetti e l'accettavo ma soprattutto perché avvertivo in me fantasie sessuali nei suoi confronti. Quando guardavo video porno, non cercavo quelli gay ma quelli etero e pensavo a lei. La desideravo a tutti gli effetti e la frequenza dei rapporti che avevo con lei non erano per me abbastanza. Stando con lei scoprì un altro lato della mia sessualità del quale ero completamente all'oscuro. La storia si concluse dopo due anni. L'anno e mezzo successivo lo trascorsi a riprendermi dalla fine di quella storia che fu tanto bella quanto devastante. Impiegai parecchio a smaltire il sentimento che provavo e alcune volte mi capitava di ricontattarla con la speranza di ricucire un rapporto senza avere mai successo. In quell' anno e mezzo le mie fantasie continuavano ad essere rivolte a lei e a quello che sentivo per lei. Tuttavia man mano che il sentimento passava, le fantasie su di lei diminuivano di intensità lasciando posto alle fantasie omosessuali. Già allora chiesi un parere sulla situazione: chiesi ad un conoscente bisessuale che mi disse apertamente che secondo lui ero per l'appunto bisessuale e non gay e chiesi anche al responsabile di un forum sul tema dell'omosessualità che mi rispose che secondo lui non ero omosessuale per tutta la componente emotiva e sessuale vissuta con la mia ex ma non sapeva come inquadrarmi. Arriviamo al 2016 decido di ripartire e buttarmi in una nuova frequentazione sebbene abbia ancora paura di star male per amore. Incontro una nuova ragazza, il sesso con lei mi piace ma allo stesso tempo non sono innamorato. La frequentazione finisce dopo 3 mesi. Anche in quell'occasione comparvero le fantasie sessuali su di lei, alternate a quelle omosessuali. Ad oggi non ho alcuna frequentazione, sento le fantasie gay più intense ma quando mi capita di ripensare maggiormente alla mia prima ragazza avverto che la cosa mi piace. Sento che ripensare a quello che facevo con lei mi piaceva ma perché c'era il sentimento profondo che lega due persone che si amano e si desiderano. Ad oggi non riesco a capire come inquadrarmi e chi sono. Se sia stata una cosa passeggera o se a seconda di chi mi innamoro o con chi mi frequento le mie fantasie mutano nel tempo. Mi chiedo se sono l'unico ad avvertire questo e come possa quindi defirnimi.

Vi ringrazio per i consigli e il supporto che potete darmi in questa situazione abbastanza complicata e vi faccio i complimenti per il lavoro che svolgete.
Chiara Risposta dell'amministratore di: Chiara
Ciao!
Immagino la frustrazione e la confusione che provi non riuscendo a definirti, perché anche a me capita che per lunghi periodi mi attragga solo un genere, quindi mi sono posta domande simili alle tue. Quello che posso dirti è ciò che ho imparato io stessa: le etichette sono nate per farci sentire parte di un gruppo, uniti in una famiglia allargata, non per farci soffrire perché non capiamo a quale apparteniamo. Anzi, c'è anche una bellissima definizione che permette a tutti di metterci comodi al suo interno stando bell* largh* al suo interno: queer.
Ci sono persone che cambiano modo di definirsi più volte nella vita, in base a come si sentono in quel momento, a ciò che provano a alle persone per cui lo provano.
Ciò che voglio dirti è che non devi necessariamente incastrarti in un termine che senti poco adatto a te, permettiti invece di vivere le emozioni che provi intensamente e senza porti limiti.
Non è importante definirsi, ma amarsi per ciò che si è, anche se spesso ci appare poco chiara la nostra vera natura.
Ti auguro tanta gioia e spero di esserti stata in qualche modo di aiuto,
Chiara
Valentina Valentina pubblicato il 8 Gennaio 2020 alle 2:47 PM:
Buongiorno a tutti, Sono una ragazza di 30 anni e mi sono sempre considerata etero. Ho avuto il primo fidanzatino alle medie. Di li in poi non ho avuto nessuno accanto sentimentalmente. Nessuno che mi abbia fatto mai perdere la testa e nessun rapporto sessuale. A giugno arriva una nuova collega al lavoro. Fin dal primo momento abbiamo avuto una forte intesa. Il desiderio di conoscerla sempre di più. A dicembre usciamo diverse volte io e lei da sole, ho parlato con lei di cose così intime e personali che non mi spigavo perché lo facessi. La sensazione di conoscerla da una vita. Mi ha stravolto la vita. Ho messo in dubbio chi sono e cosa voglio. Ho capito che tutti i sentimenti che stavo provando in realtà per me non sono solo amicizia ma qualcosa di più. Ho “accettato” e capito di essere bisessuale. Insomma, mi sono follemente innamorata di questa persona. Desidero il contatto fisico e baciarla. Non mi interessa l’essere giudicata, il fatto di dover fare coming out etc…….non mi sono mai innamorata così e il mio amore che provo va oltre questi “problemi”. E’ successo…al cuore non si comanda!!!
Il fatto e che tra poco più di un anno diventerò la responsabile del mio reparto. Lei sarà una mia collaboratrice. Non so come fare. Da un lato vorrei esprimermi e dichiararmi, dall’altro lato non voglio perderla ( lavoriamo nello stesso reparto a contatto ogni giorno ). Non ho la certezza assoluta che lei sia lesbica. Ho paura di un suo no…..e che questo mi allontani da lei. Giocherelliamo , mi fa battute ed io altrettanto ma non so se questo è solo gentilezza e il piacere di stare con me per un fatto di amicizia. Non so su che base giudicare visto che non ho mai vissuto nessuna storia d’amore.
Vi pregoooo aiutatemi a capire cosa fare!!!!
Grazie mille
Silvia Risposta dell'amministratore di: Silvia
Cara Valentina,
grazie per averci scritto.

Quando ci piace così tanto qualcuno, tutti abbiamo un fortissimo bisogno di avere delle risposte e di capire se siamo in qualche modo "autorizzati" a provare ad avere un approccio più intimo con la persona che ci sta stravolgendo la vita.

Ogni segnale che riceviamo può apparire allo stesso tempo sia positivo che negativo, ma purtroppo fino a che non si fa quel passo in più non si è mai certi se l'altra persona stia ricambiando il nostro sentimento o meno.

Le tue paure e i tuoi dubbi non riguardano il fatto di avere poca esperienza, è un sentire comune che capita ogni volta che si perde la testa per qualcuno, anche se ci è già successo migliaia di volte e purtroppo non si ha mai una risposta chiara subito.

Il tuo istinto però ha già fatto delle cose stupende: ti ha portata a capire di essere innamorata, di essere bisessuale e di volere lei.
Sembra poco, ma ti assicuro che sono dei passi enormi, che hai fatto nei tempi che ti erano necessari, senza fretta di avere la risposta subito.
Anche per il resto lasciati il tempo necessario per capire meglio se puoi rischiare.

L'urgenza dell'innamoramento è un momento molto difficile da gestire a livello emotivo, ma è anche molto bello, goditelo fino a che non sentirai in maniera chiara e irrefrenabile cosa devi fare.

A quel punto comunque andranno le cose non ti pentirai di aver preso quella decisione, a prescindere dal risultato a cui porterà.

Purtroppo nessun altro può dirti cosa fare, come farlo e quando farlo, ma se continui a fidarti di te stessa, troverai tutte le risposte quando sarai pronta, come lo è stato per il resto.

Ti mando un abbraccio grande, se ti va facci sapere come stai e come andranno le cose.
In bocca al lupo!
Silvia
Eleonora Eleonora da Milano pubblicato il 29 Dicembre 2019 alle 1:04 AM:
Salve Bproud, vi scrivo perchè è da giorni che una questione mi angoscia e su internet sono venuta a conoscenza del vostro sito...Scrivo per me riguardo la mia ragazza con cui sto da circa sette mesi..Io ho quasi 29 anni, sono lesbica da non ricordo quando, penso dalle prime pulsioni alle scuole medie, e lei 24, e dice di essere lesbica. Quando l'ho conosciuta, parlandone così, mi disse che era bisessuale e che l'ultima storia era finita l'anno prima ed era stata con un ragazzo per sei anni con cui non finì bene perchè l'aveva tradita..lei per questa cose ci stette molto male ma fu anche l'occasione, mi disse, per "scoprire" questa sua parte nonostante amici e familiari le dicessero che poteva essere solo una fase, una reazione per questa delusione. Dopo qualche tempo dove già stavamo insieme, mi disse che non si sentiva più bisessuale e l'attrazione per i ragazzi non l'aveva più, che i ragazzi non le piacevano più: io rimasi un po' così perchè pensai "come si può eliminare l'attrazione nei confronti di un genere se la si è sempre avuta?!". La mia paura è che lei stia "negando" una sua parte sebbene ho cercato di spiegarle che il fatto che ora le piacciano le ragazze non deve escludere l'attrazione per i ragazzi, e che sì ora sta con me che sono una ragazza ma l'orientamento sessuale rimane sempre bisessuale. Lei continua a dire che no, a prescindere da me i ragazzi non li guarda più, non ne è più attratta, e a volte finisce anche per arrabbiarsi perchè dice che insisto col volerle farle ammettere qualcosa che non è. Ma temo anche che lei mi dica così per non farmi fare "paranoie" perchè sa che sono molto gelosa e magari vuole evitare che io pensi che debba "competere" anche con i ragazzi.
Le ho spiegato che per me è importante sapere, conoscere chi ho al mio fianco perchè in questo modo non riesco a lasciarmi andare se non ho le cose "chiare" e contraddittorie e, no, non mi basta sapere che mi vuole bene. Uno ha anche bisogno di sapere chi ha al proprio fianco.
Oltre a queste cose, ci sono anche altre piccole cose, anche stupide, che mi fanno pensare che lei mi stia negando questa cosa: ad esempio, il fatto che lei mette likes su instagram alle foto a petto nudo, muscoli, ecc. di alcuni supermodelli: potrà sembrare stupida questa cosa ma a questo tipo di foto, io, ad esempio, i likes li metto alle supermodelle. Lei spiega questa cosa dicendo che trova belle "le foto" ma che se avesse davanti il modello, non proverebbe niente. O.o mi sembra un po' strano.
Io non mi sento superiore a nessuno, non voglio giudicare nessuno, vorrei solo togliere le contraddizioni e la confusione che tutto ciò mi provoca, vorrei solo sapere chi ho al mio fianco, tutto qua, tutti abbiamo questo diritto.

Grazie per qualsiasi consiglio in questa situazione un po' frustrante. Complimenti per tutto:)
brusch Risposta dell'amministratore di: brusch
Ciao Eleonora,
Ti ringraziamo per averci scritto.
La situazione nella quale si trova la tua compagna è abbastanza comune.

Spesso si pensa che per potersi definire bisessuale si debba essere attratti sempre allo stesso modo, senza mai variazioni di intensità, ma non è così. Se cambia l'attrazione verso un genere o svanisce per un bel periodo, si rimane comunque bisessuali, anche se l'attrazione è 90/10 o se da un dato momento in poi si concentra solo verso un genere.
Un pensiero simile potrebbe averlo fatto anche lei, non avendo più sentito nessun tipo di pulsione romantica o sessuale verso il genere maschile forse ha credudo di non essere più bisessuale.

Ci potrebbe essere una questione di bifobia interiorizzata, di paura di non essere accettata pienamente da te o dal contorno che avete.

In aggiunta a tutto ciò c'è anche l'autodeterminazione. Se la tua compagna si sente più a suo agio nel definirsi lesbica o in qualsiasi altro modo, è un suo diritto farlo e un dovere di tutti riconoscerlo come vero per lei. Le motivazioni potrebbero essere tante, e vanno tutte rispettate.

Un consiglio che mi sento di darti è
quello di lasciati andare con lei, non è il definirsi in un modo o in un altro che deve creare paure o tensioni. Per te che differenza c'è se lei si sente meglio nel definirsi in un modo o in un altro? La tua compagna è sempre la stessa medesima persona, sta lì, non cambia carattere o indole a seconda di come preferisce definirsi.
Aiutala a sentirsi accettata e accolta, farà bene a entrambe 🙂.
Un saluto,
Federica
Asia Asia da Asti pubblicato il 25 Dicembre 2019 alle 4:26 PM:
Ciao bproud!
Io ho 13 anni e, anche se sono molto giovane per decidere il mio orientamento sessuale, provo una grande attrazione verso le ragazze e i ragazzi. A causa di ciò sono stata fortemente bullizzata a scuola e tutti i miei compagni mi guardavano storto, ma avevo una amica che mi sosteneva e appoggiava la mia idea e con lei anche alcuni miei amici. La stessa ragazza che mi sosteneva è la mia attuale ragazza da 6 mesi e con lei mi si ranlegrano le giornate. I miei genitori non sono molto contenti della cosa, ma mia madre ha iniziato ad accettare la cosa. Ho sempre avuto la sensazione che non fossi come tutti i miei amici eterosessuali sin da quando avevo 11 anni. Io ero e sono molto diversa da tutte le mie amiche, io infatti non mi trucco, odio le barbi e le bambole in generale e non provo schifo per molte cose come le operazione chirurgiche.
Sara Risposta dell'amministratore di: Sara
Ciao Asia,
innanzitutto scusa se ti rispondo in ritardo, ma siamo tornat* attiv* giusto ieri! E poi ti ringrazio tantissimo per averci scritto.
Mi fa piacere leggere che tu abbia capito e realizzato di essere bisessuale. Non esiste un'età giusta per capirlo, non sentirti quindi "troppo giovane" per deciderlo. Il proprio orientamento è una cosa personale e lo si realizza ad età sempre differenti per ognuno.
Mi dispiace sapere che hai subito bullismo e spero che la situazione si sia risolta. Se non fosse così, sappi che è molto importante parlarne con qualcuno (adulto, insegnante, amicizie). E' una cosa molto bella e positiva che tu, però, abbia ricevuto supporto e sostegno e non sia stata lasciata da sola. Sono anche molto contenta di leggere della tua relazione che ti rallegra le giornate! E' molto importante avere una rete di sostegno.
Mi spiace sapere, invece, che la tua famiglia non abbia accettato del tutto il tuo orientamento, sicuramente non è facile. Il fatto, però, che tua mamma lo stia iniziando ad accettare è un piccolo passo in avanti e spero che continui sempre verso un miglioramento.
La cosa importante è che tu non sia sola, ma che abbia comunque un supporto, tra amicizie e con la tua ragazza. Sappi che anche qui, con noi, hai un supporto e sostegno e puoi scriverci quando vuoi e ne avrai bisogno. Non sei sola.

Ti ringrazio ancora per averci scritto e per esserti raccontata e aperta. Noi siamo sempre qui.
Ti mando un abbraccio grande,
Sara

Ps. Ci tengo anche ad aggiungere e a dirti che l'orientamento non c'entra con i gusti personali in merito ad abbigliamento o hobby. Quelle sono cose che dipendono dalla personalità e carattere di ogni persona!
Nina Nina pubblicato il 22 Ottobre 2019 alle 10:38 PM:
Ciao.
Ho 37 anni e da circa un anno ho scoperto una parte di me e un desiderio che non sapevo di avere.

Sono in una relazione stabile con un uomo da 12 anni, con cui convivo. È sicuramente l’uomo più importante della mia vita, mi dà molta sicurezza, sono cresciuta con lui e ho trovato un solido equilibrio. Fin da subito è stato una presenza costante nella mia vita. Sappiamo tutto l’uno dell’altra, ci conosciamo come le nostre tasche e facciamo tantissime cose insieme. È anche il mio miglior amico. Abbiamo interessi simili anche se siamo molto diversi come sensibilità e carattere. Tuttavia una relazione lunga non è un idillio, i problemi ci sono, ci sono stati, la stanchezza della routine pure, insieme a piccole fratture e incomprensioni che in un modo o nell’altro però abbiamo sempre superato. A volte però ho come la sensazione che mi manchi qualcosa, è come se non ci fosse completa sintonia o forse è solo la monotonia della coppia. Mi dico che è normale dopo tanti anni che ci siano momenti di stanca, alti e bassi e vado avanti.
Vivevo comunque il mio tran tran quotidiano piuttosto tranquillamente fino a quando ritrovo in internet una cara amica che non vedo da vent’anni. Lei è lesbica da sempre e aveva un debole per me quando eravamo adolescenti.
Quel giorno è cambiata la mia vita. Interiore se non altro.

Quando eravamo più giovani le ho voluto senz’altro bene, l’avevo scelta come amica e ci frequentavamo regolarmente. Il suo coming out non mi creò nessun problema ma rimasi sconvolta dal fatto di sapere di piacerle. Non potevo ricambiare i suoi sentimenti, io l’avevo vista sempre con altri occhi, ci siamo allontanate e poi perse completamente di vista. Sicuramente una parte di me però non ha mai voluto veramente cancellarla dalla mia vita e un paio di volte ho provato molto serenamente a riavvicinarmi a lei, senza che ci fosse però un vero seguito o la vera volontà di concretizzare questi tentativi.
L’ultima volta è andata diversamente.

È entrata nei miei pensieri come se qualcuno avesse lanciato un sasso dentro la mia testa. Senza preavviso e senza che potessi farci niente. Improvvisamente mi sono ritrovata a pensare a lei ogni giorno, a fantasticare di rivederla e stare insieme.
Non ho mai provato una reale attrazione per le donne prima. Non ho mai sviluppato curiosità o interesse verso il corpo femminile, né desiderato baciare qualcuna (nemmeno lei con la quale sarebbe potuto succedere qualcosa più di una, più di due e più di tre o dieci volte, da ragazze).
Solo ora leggendo questo blog e le esperienze di altre persone capisco che, mettendo tutto in prospettiva, forse fin dalla mia infanzia e adolescenza (pur senza desiderare di stare con qualcuno del mio stesso sesso) qualche domanda in più sulla mia identità “fluida” me la potevo fare in modo più approfondito, diciamo.

Ci siamo scritte solo pochi messaggi e poi un silenzio tombale per circa sei mesi.
Anche se non ci parlavamo pensare a lei mi dava gioia e allo stesso tempo mi tormentava. Avevo paura di provare quello che provavo. Non osavo contattarla di nuovo perché credevo che non volesse vedermi (in fondo erano passati ventanni) e perché tutto sommato credevo che fosse solo una mia fantasia.
Non sapevo come gestire queste emozioni ma non ci sono stati giorni migliori di quelli della speranza di rivederla.
Ovviamente vivevo questi pensieri solo nella mia testa, come una consapevole (e stupida) fantasia romantica; mi sembrava una cosa impossibile e una gigantesca follia: non la vedevo da ventanni, probabilmente non le interessavo più e di fatto non ci sentivamo. Ma si era innescato qualcosa dentro di me e non potevo più tornare indietro.

Ci soffrivo. Molto. Ero sicura di provare qualcosa (nostalgia, amicizia, affetto, qualcosa di più? Tutto quanto?) e allo stesso modo ero sicura anche che non potevo essermi “innamorata” di una persona che non vedevo da secoli. Ero nella bolla di un sogno ma quei sentimenti e quelle sensazioni mi riempivano le giornate.
Timidamente ho cercato di riavvicinarmi a lei con qualche messaggio. Lei rispondeva ma come se in realtà non volesse mai veramente approfondire la conoscenza. Tutto mi faceva pensare che non mi volesse vedere. Inaspettatamente anche lei, dopo il mio messaggio, mi scrive qualcosa e mi sembra di intuire qualche significato “ambiguo” nelle cose che pubblica.
Siamo andate avanti così per diversi mesi. Un giorno, dopo che eravamo riuscite a rompere un po’ il ghiaccio, io avevo anche trovato il coraggio di chiederle di vederci e lei aveva accettato. Ero molto felice. Poi il giorno in cui dovevamo vederci nessuna delle due si fece viva. L’avevo interpretato come un chiaro rifiuto. E sono sparita. Dovevo darci un taglio, lasciare perdere e ritornare alla vita reale. Cerco di comportarmi in modo normale e dopo diversi giorni ritorno “online”, metto mi piace a una cosa che pubblica, come se non fosse successo niente e più avanti le scrivo anche un commento “simpatico” senza nessun fine. E da lì lei mi fa capire con più insistenza che le “interesso”. Ma perché ora se non mi aveva voluto vedere? Speravo che fosse lei a chiedermi di rivederci perché io non sapevo più dove trovare il coraggio. Ma non è mai successo.
Di nuovo ci siamo mandate dei segnali abbastanza inequivocabili del nostro reciproco interesse, anche se non ce lo siamo mai comunicate apertamente e direttamente. Cosa che più di una volta mi ha mandato nei matti e mi ha fatto chiedere se non stessi sognando tutto. Ancora me lo chiedo a volte, non ho la certezza totale ma tante cose, troppe, mi hanno portato a crederlo vero.

L’epilogo è stato drammatico. Quando ormai forse era troppo tardi io ho “calato la maschera” con segnali più espliciti – cercando di farle capire che sì provavo “qualcosa” per lei ma avevo pure una relazione con un’altra persona - e lei ha “risposto” esortandomi ad agire e prendere una direzione. Io ho temporeggiato di nuovo, stavo vivendo un conflitto interiore enorme. Lei mi ha mandato un messaggio durante le vacanze e poi ha iniziato una storia con un’altra persona (o forse altre persone) che credo stia portando avanti e non ci siamo mai viste. È stato terribile.
Non ci stiamo più scrivendo e non stiamo più mandando segnali.
Credo che siamo rimaste ferite e deluse entrambe, consapevoli che i nostri sentimenti fossero cambiati o impossibili. O forse sono solo io che la voglio vedere così.

Non so se l’avessi vista se poi avrei avuto davvero la forza di mollare tutto e andare fino in fondo; so solo che quello che ho provato non l’ho sognato. Ed è l’unica cosa di cui sono certa in tutta questa folle storia.
Ora non so se ricontattarla. Non so più cosa provo e cosa voglio. Forse non sarebbe nemmeno la persona giusta per me, siamo ormai due donne così diverse che frequentano mondi lontani, incomunicabili. Eppure era la mia amica e la sua sensibilità e il suo mondo interiore mi sembra di conoscerli ancora. E mi manca. E mi mancherà per sempre.

Inoltre sento il peso di questa doppiezza con il mio compagno. Anche se non è successo niente, è cambiato tutto. Sa che io in fondo potrei avere una relazione anche con una donna perché durante una conversazione con amici mi è uscita molto naturalmente questa cosa ma non ne abbiamo mai parlato seriamente.
Non posso dirgli quello che ho vissuto senza perderlo, non lo accetterebbe. E il pensiero che lui non sia più parte della mia vita è più destabilizzante di aver capito che posso essere attratta anche da una donna.
Non so se ora dovrei stare da sola per chiarirmi le idee. Non so più nulla. E poi voglio davvero perderlo per qualcosa che non so più se desidero ancora?
Sicuramente avevo bisogno di vederla almeno una volta per capire se i miei sentimenti per lei fossero reali o solo una fantasia. Comunque sono cambiata.
Forse resterà l’unica donna della mia vita con cui avrei potuto andare. Non so se proverò ancora qualcosa di simile per un’altra donna. Sto provando a guardarmi intorno e dentro per capire se ho curiosità in merito. Ma per ora non mi pare che mi interessino le donne in generale, mi interessava lei in particolare! Non so come andrà con il mio compagno. Non so se è stata la mia crisi di mezzetà. So solo che ne sono uscita emotivamente esausta.

E a complicare ulteriormente il quadro, qualche giorno fa scopro un orientamento nello spettro della sessualità che non conoscevo e in cui in parte mi rivedo (ma devo approfondire): la demisessualità.
Non so più se mettermi a “piangere” o a ridere, perché non ci capisco più niente. Mi metto a ridere perché è meglio trovare il lato comico della vita e accettarla così com’è. In generale vorrei fregarmene delle etichette in questo momento per concentrarmi sui miei sentimenti e capire se voglio recuperare il rapporto con questa persona, quantomeno per chiarirci o almeno salvare un’amicizia o un qualcosa di buono. Ma cosa dovrei dirle poi? Sei l’unica donna da cui mi sono sentita attratta (romanticamente? fisicamente?) dopo ventanni ma non so se avrei mai potuto lasciare il mio compagno per te?
Mi sento patetica. E so che soffro perché non so cosa voglio davvero. Ma come faccio a saperlo se non ho mai avuto modo di uscire dalla mia testa? Lei non me lo ha nemmeno mai chiesto. Forse è troppo tardi anche per recuperare un qualsiasi rapporto. Certe persone quando escono dalla tua vita non le ritrovi più e forse dovrebbe essere questo l’insegnamento da trarre da questa storia. È triste ma bisogna accettarlo perché crescere è anche questo: lasciare andare.

Mi spiace di essermi dilungata tanto. Vorrei avere un consiglio o un vostro parere in merito (anche in forma privata).
Grazie per aver creato questo sito, siete un faro nella nebbia in questo momento confuso.
ValeriaEmma Risposta dell'amministratore di: ValeriaEmma
Ciao Nina, innanzitutto vogliamo ringraziarti per esserti aperta così con noi, per averci raccontato questo spaccato della tua vita. Hai toccato molti argomenti importanti, spero di riuscire a risponderti a tutto.
Partendo dalla scoperta, sofferta e molto lunga, della tua identità, mi sento di dirti con la massima spontaneità che ti comprendo. Siamo coetanee e bisogna dirlo: quando eravamo ragazzine noi non esistevano tutte le informazioni che esistono oggi. E soprattutto il modello relazionale che ci veniva presentato come sano e desiderabile era uno solo: una coppia monogama uomo-donna, punto. Io ero interessata ai ragazzi e quindi *dovevo* essere per forza etero, quanto all'interesse molto forte verso le ragazze, lo sublimavo sempre in amicizia, al punto da reprimere completamente eventuali pulsioni fisiche, considerandole il frutto di una semplice ammirazione (del tipo, ah, che bel viso, quanto sarebbe bello essere carina come lei). Tu oltretutto dici che potresti riconoscerti nella demisessualità, e in effetti devo ammettere che ci avevo pensato anche io leggendo la tua lettera; e capisco che questo aggiunga un ulteriore livello di complessità alla tua ricerca di chiarezza.
Una piccola nota sulle etichette: da qualche parte nel web ho letto questa frase: "prima i sentimenti, poi le definizioni", e mi sento di consigliarlo anche a te. Esistono davvero tante sfaccettature nello spettro degli orientamenti sessuali, ma trovare la propria definizione deve essere qualcosa che porta gioia e sollievo, che ci fa sentire meno soli, meno sbagliati, che ci fa sentire parte di una comunità più ampia; non deve invece essere qualcosa che ci fa sentire in gabbia o a disagio. Informati, parla con altre persone queer (online ci sono moltissime risorse), sperimenta nella tua mente le definizioni che ti sembrano più calzanti e fallo con calma, con i tuoi tempi. Non c'è mai fretta in queste cose. Io ad esempio ci ho messo veramente tanto tempo a comprendere di essere bisessuale, e uno degli alleati più importanti in questo viaggio è proprio il mio attuale compagno, è stato un viaggio che abbiamo fatto (e stiamo facendo) in parte insieme. Questo mi porta ad un altro argomento della tua lettera, ovvero la comunicazione con il tuo compagno.
Mi pare di capire che lui sappia che potresti avere una storia con una donna per via di una frase che tu hai detto per caso mentre parlavate con amici, ma gli hai poi parlato privatamente di come questa scoperta ti fa sentire? Mettendo un attimo da parte tutto quello che hai fatto per riavvicinarti alla tua amica, parlare al tuo compagno del fatto che ti sei resa conto che effettivamente puoi provare una attrazione sentimentale e fisica molto forte verso le donne, e che la cosa ti destabilizza, potrebbe aiutarti a toglierti un peso dal cuore. Parlare del tuo orientamento sessuale e dei tuoi dubbi in merito non significa affatto mettere in dubbio il vostro rapporto e d'altronde nascondere una parte rilevante della tua identità al tuo compagno potrebbe creare un allontanamento tra di voi. Bisogna anche dire che quando si scopre tardi il proprio orientamento, come è successo a me, è comprensibile che nascano dei desideri, che ci si chieda come sarebbe stata la propria vita se si fosse seguita anche questa parte di noi stessi fin da subito. Io e mio marito abbiamo parlato a lungo di tutti questi pensieri, e mi ha aiutato a sentirmi un pochino più normale... ti auguro sinceramente di poterlo fare anche tu con il tuo compagno; naturalmente senza affrettare i tempi. Devi prima sentirti sicura tu. E magari, nel frattempo, hai qualcun altro con cui confidarti: un'amica, un parente, qualcuno con cui tu possa intanto sfogarti e misurarti nel dire ad alta voce tutto quello che ti turba.
Per quanto riguarda, infine, la storia con la tua amica: per sdrammatizzare ti direi che hai vissuto un vero e proprio lesbodramma, cosa che capita prima o poi a tutte noi donne che amiamo altre donne! Tornando seri: di certo la tua amica ha avuto il merito di farti scoprire qualcosa su te stessa. Le cose poi purtroppo non sono andate come avresti voluto, ma questo non significa che l'esperienza sia stata inutile. Hai visto succedere in te varie cose, e credo che possa essere utile per te prenderti del tempo per metabolizzarle. Intanto hai avuto conferma di una tua attrazione verso le donne, e di che tipo di attrazione puoi provare; in secondo luogo hai anche potuto sperimentare che l'amore non è per forza un sentimento esclusivo. Tu dici giustamente che sei certa di non esserti sognata i tuoi sentimenti verso la tua amica, e io non ho difficoltà a crederlo. Se hai letto il nostro sito, avrei sicuramente trovato alcuni approfondimenti sul poliamore, ovvero sulla capacità di amare più di una persona contemporaneamente. Potrebbe essere stato questo il caso per te: lo è stato anche per me... e anche su questo il consiglio migliore che posso darti è di prenderti del tempo per comprendere veramente tutto quello che è successo. Perchè vedi non è necessario mettere in pratica ogni singola cosa che si scopre di se' stessi: esistono persone bi+ che hanno avuto relazioni con un genere solo, esistono persone poliamorose in relazione con una sola persona, il punto non è accumulare esperienze. Il punto è raggiungere una serenità interiore, quella serenità data dal sapere chi siamo. Comprendo benissimo che tutto questo sia tantissimo da metabolizzare, infatti dici di sentirti emotivamente esausta, quindi l'ultimo consiglio che mi sento di darti è di pensare se possa essere utile per te rivolgerti ad uno psicoterapeuta. Io in questo sono di parte: sono andata in psicoterapia per altre ragioni mie personali e poi ho anche affrontato con la mia terapeuta tutti questi argomenti, e per me è stato veramente utilissimo ed importante; so che non è così per tutti, ma è una strada che mi sento sempre di consigliare.
Scrivici ancora, facci sapere come va. Un abbraccio fortissimo,
Valeria - team BProud.
Annalisa Annalisa da Milano pubblicato il 21 Ottobre 2019 alle 11:19 AM:
Ciao bproud... Vi avevo scritto a maggio raccontandovi della mia situazione e avevo ricevuto un "abbraccio" virtuale da parte vostra... E ora a distanza di qualche mese sono qui ancora bisognosa di conforto...
Brevemente vi racconto ... Sono sposata da 12 anni, 2 figli, un lavoro che amo... A gennaio scoppia una bomba dentro di me. Scopro di essere innamorata di una mia collega coetanea ... Anche lei sposata 2 figli..
A giugno pensando che non avrei più lavorato con lei, glielo dico. Lei non ricambia.. Dice che le dispiace molto ma ama il suo.uomo.
Io sono in terapia già da 2 anni quasi, per altri motivi ovviamente scaturiti dal mio matrimonio che stava lentamente naufragando. A settembre il destino vuole che ci richiamino a lavorare nella stessa scuola e nella stessa classe.
Ho.passato in rassegna tutte le emozioni possibili... Dal disagio alla paura alla felicità all' ennesima Potenza... Ne sono innamorata dentro e fuori.. Da 3 settimane vivo la mia vita a mille all'ora, mi sento drogata da quando posso vederla parlarle tutti i giorni. Lei con me è fantastica... Gentile, premurosa, mi ascolta, mi incoraggia a non mollare e ad essere felice della vita che ho. E che piano piano risolvero' i miei problemi.
A volte faccio una gran fatica a starle vicino, guardarla negli occhi sostenere lo sguardo... Vorrei abbracciarla...
ma insieme funzioniano bene , tutti sono contenti di noi il.lavoro va alla grande.
Mi voglio godere ogni attimo con lei e ne sono felice ..
Ho solo paura di quella Annalisa dentro di me che continua a credere che Sara prima o poi mi dirà : si, mi sono innamorata anch'io...
La.mia situazione familiare si sta avviando lentamente verso la.più triste delle ipotesi ma pacificamente affronteremo tutto.
Soffriremo tutti lo so... I miei figli vedranno cambiare la loro vita quotidiana, lui sarà duro con me perché lo vive come un fallimento totale, Sara non ricambia quello che provo... Insomma le premesse per una lunga agonia.
La testa si deve perdere in due. Altrimenti è un' esecuzione. Una volta ho letto da qualche parte...
Io sto lentamente morendo ma con la gioia negli occhi.
Grazie di cuore per l attenzione.
Annalisa
brusch Risposta dell'amministratore di: brusch
Ciao Annalisa,
Mi dispiace tantissimo per la difficile situazione che stai affrontando.
La fine di un matrimonio, una relazione di lunga durata, è sempre un evento traumatico, vissuto come un lutto anche, ma che ha il significato della rinascita dopo. Vedrai che poco per volta riemergerai più forte e splendente di prima. E non sentirti l'unica responsabilità, ma un 50/50, nella relazione eravate in due e in due avete creato ogni momento, anche il finale.

Per quanto riguarda la situazione con la tua collega, cerca, se puoi, di non vivere nella speranza di un suo cambiamento nei tuoi riguardi a livello sentimentale, non ti fa bene e non ti permette di andare avanti. Coltiva il rapporto di amicizia, se riesci a starle vicino senza starci male, ma con una distanza di sicurezza per proteggerti da altri urti. Esci con amici, conoscenti, dedica del tempo solo a te stessa, coccolati un po'.
Un abbraccio forte
Federica
Agatha Agatha da Venezia pubblicato il 15 Ottobre 2019 alle 8:45 PM:
Ciao sono Agatha,
vi scrivo perchè non vi conoscevo e sembra che le cose capitino proprio al momento giusto. Come iniziare? Ieri la mia ragazza mi ha girato il vostro link in cui è raccontata la vostra storia, all’episodio degli incontri al coro ero già in lacrime. Allora sono una ragazza che è sempre stata tranquillamente etero, cresciuta in un ambiente ipercattolico e con una madre altrettanto iper ecco! La mia famiglia è stata un disastro fin dalla mia nascita, ho subito molti abbandoni dalle figure maschili ( mio fratello a cui ero molto affezionata se n’è andato di casa molto presto e mio padre due anni dopo quando avevo 11 anni). Fin da piccola sono sempre stata una bambina che rispondeva a tono ai maschi, che loro “rispettavano”, all’asilo ero l’unica bimba, e non ho mai avuto storie o altro con un ragazzo fino ai 17 anni! Mi sono sempre considerata una bambina un po’ maschiaccio, non esteticamente, ma ho giocato a basket per anni, mi piaceva molto correre e vestirmi comoda!
Con il ragazzo che ho incontrato a 17 anni ho avuto una storia molto lunga ,che è durata fino a questo Natale 2018 ( ora di anni ne ho 26) , durante la quale ci siamo lasciati tantissime volte, eravamo molto incompatibili eppure molto legati, lui ha spesso a mio parere fatto le veci di una figura genitoriale per me. Sono rimasta con lui per molto tempo anche se forse sapevo che non ero più del tutto innamorata fino a che non è successo questo. A settembre ho cambiato casa all’università e quella che oggi é la mia ragazza era una frequentatrice assidua di casa mia, lei è lesbica. Io avevo già avuto una precedente esperienza molto strana nell’altro appartamento. Ero in camera con una ragazza lesbica e i suoi modi e i suoi atteggiamenti mi avevano mandata in crisi, a quel tempo ne avevo parlato anche con il mio ragazzo e mi ricordo che mi ero pure chiesta “e se fossi lesbica?”
Ero andata totalmente in crisi ma senza avere una vera risposta! Poi questo novembre succede il fatto, ad una festa io mi accorgo che inizio a guardare la mia attuale ragazza, la cerco con lo sguardo, mi emoziono a stare vicino a lei, e quando se ne va mi manca, assurdo!!! Quella è stata la notte più assurda della mia vita, l’ho passata nel letto in bianco a chiedermi cosa mi succedesse, ero elettrizzata ed emozionata e non riuscivo a capire di chi fosse quel corpo che sentiva quelle sensazioni fortissime! Poi il giorno dopo la rivedo e decido di andare a fondo e invitarla al cinema e qualche sera dopo ci siamo baciate durante una notte che ricorderò per sempre e che mi ha cambiato la vita. Diciamo quindi che nel giro di un mese io ho lasciato il mio ragazzo (con grande sofferenza per una persona che mi ha accompagnata per così tanto) e mi sono messa con lei, senza nessun dubbio o perplessità su quanto sentissi, ero davvero innamorata persa. Da quel giorno fino ad ora l’ho detto a tutti i miei amici e tutte le persone più care che però in molti(questo mi lascia un amaro in bocca) continuano a considerarla una fase pur essendo felici per me!
Porto lei a casa (perché io non abito nella mia città universitaria) tre volte in incognito sperando potesse essere una cosa positiva per mia mamma in un futuro averle dato un volto e aver visto che non era un mostro che sputa fuoco (quello che alcuni cattolici pensano degli omosessuali). Insomma tentativo fallito, ad agosto mia mamma si insospettisce, lo scopre e quando torno a casa per parlarne con lei e mio padre col cuore in mano loro mi aggrediscono (soprattutto mio padre), mia madre mi toglie tutti i soldi e decide di non pagarmi più l’affitto per l’università. In quel frangente ho sentito di tutto, che ero stata irretita, che il diavolo mi aveva presa, mio padre sosteneva che le lesbiche non si dovessero azzardare a stare con una non lesbica e che a mio padre faceva schifo!
Da quel momento io non sono tornata più a casa e ad oggi ho ancora contatti con mia mamma e i miei fratelli ( uno dei quali ha pianto di commozione quando gliel’ho raccontato). Mia mamma pensa che non sia la mia strada (dice di conoscermi meglio di chiunque altro, probabilmente anche di me!) e che io abbia avuto solo esperienze negative con gli uomini e avuto un padre assente! ( ho avuto anche una storia da amante a 21 con un 40 che mi ha distrutta) ma non ho mai perso la fiducia negli uomini, perlomeno non ho proprio sentito questo! Insomma ora sono giorni che mia madre mi ha ritirato fuori questa cosa che non è la mia strada e che sono finita in un tranello tanto che sono un po’ preoccupata. Io sono felice ma ammetto di essere una che si mette sempre molto in discussione, che pensa e che ascolta gli altri, quindi se mia madre mi dice certe cose inconsciamente mi colpisce. Purtroppo però la sua visione cozza proprio con quello che sento e con la mia storia (tra 3 mesi è un anno, assurdo!) con la mia ragazza e siamo proprio felici . Forse io per prima sono scettica e ricerco molte giustificazioni a quello che è successo?!?Insomma l’ultimo incontro con mia madre mi ha spinta a capirne di più e devo dire che sono confusa. Una cosa che mi ha sconvolta molto in questi mesi ad esempio è sapere che la mia ragazza ogni tanto mi dice “gli uomini non mi interessano ma magari proverei”, cioè in pratica, io non ci capisco più nulla, ma perché? Lei non è mai stata con uomini e a volte li apprezza anche se non con vero interesse però io penso spesso che forse è perché non è mai stata con nessun uomo che è lesbica. Insomma, è come se io stessa cercassi giustificazioni sul suo orientamento come mia madre fa con me! Quindi, dato che attualmente non so più chi sono e non so più se davvero sto sbagliando tutto o semplicemente questa è la realtà e tutto il resto è fantasia (tipo la religione estremizzata) vi chiedo aiuto! Scusate il lungo messaggio, ma davvero non riesco a credere di potervi scrivere e chiedere queste cose, grazie che siete qui!
P.s. Questa cosa della bisessualità io proprio non la capisco, se fossi lesbica sarebbe tutto più chiaro, invece così mi sembro solo una persona confusa che non ha ancora capito niente della vita e salta di palo in frasca! Devo dire però che da quando ho provato a stare con una donna non so se tornerei più a stare con un uomo ma non nego che in qualche modo gli uomini mi attirino sempre!

Help!
In tutto questo, io ragazze sono innamorata persa e stare con una donna mi piace tantissimo, con lei poi, veramente tanto! 🙂
Grazie!
Francesca Risposta dell'amministratore di: Francesca
Cara Agatha,
sono Francesca. Ci tenevo a essere io a rispondere al tuo messaggio perché ritrovo nella tua storia molti punti che rispecchiano il percorso che ho fatto anch'io anni fa, all'inizio della mia storia con Silvia.
Innanzitutto, lasciami dire che mi dispiace molto per il comportamento che la tua famiglia ha avuto nei tuoi confronti: a volte non è facile per i genitori rendersi conto che la loro figlia non è quella che pensavano, soprattutto se provengono da un ambiente con una mentalità piuttosto chiusa. Spero davvero che con il tempo le loro posizioni possano ammorbidirsi e che il vostro rapporto possa essere più sereno.
Le cose che ti sei sentita dire - è una fase, sei confusa, ecc. - sono le stesse che moltissime persone sentono nel momento in cui fanno coming out come bisessuali. Queste parole possono essere molto dannose, perché spesso insinuano dubbi su sentimenti e sensazioni che invece sono chiarissimi per la persona che li prova. Però, dato che le dice una persona cara, una parte di noi inevitabilmente finisce per crederci.
Quello che dici verso la fine del tuo messaggio - il fatto di "non riuscire a capire" la bisessualità - mi porta a pensare che forse tutti questi messaggi negativi che hai ricevuto ti hanno portata a mettere in dubbio una cosa che provi con chiarezza: sei stata attratta dagli uomini in passato, ora stai con una ragazza di cui sei molto innamorata ma in qualche modo gli uomini continuano a piacerti.
Ovviamente non sta a me stabilire quale sia il tuo orientamento: ognuno fa il suo percorso, che richiede tempo, pazienza e introspezione. Ma queste tue parole mi ricordano esattamente quello che provavo all'inizio della mia relazione con Silvia: mi chiedevo chi fossi, ero sicura di amarla ma mi piacevano ancora gli uomini. Eppure non potevo essere bisessuale! Non ero certo una che andava con tutti, che non era in grado di stare in una relazione, che tradiva ogni due per tre... Ho desiderato con tutta me stessa di essere lesbica, perché pensavo che avrebbe "eliminato" una parte di me che sentivo molto scomoda, di cui in fondo mi vergognavo.
Poi pian piano ho capito che non c'era nulla da vergognarsi: sono bisessuale perché mi piacciono uomini e donne, non perché io corrisponda a tutti gli stereotipi negativi che purtroppo sono ancora associati a questo orientamento. Sono monogama per natura ma parlo apertamente con mia moglie anche delle attrazioni che provo per gli uomini, e questo è il mio modo di essere bisessuale: ognuno ha il suo, con una sfumatura diversa, e va bene così.
Non è stato un percorso breve né lineare, ma una volta accettato serenamente chi ero è stato tutto in discesa.
Quindi, a prescindere dal tuo orientamento e dalle tue scelte relazionali presenti e future, ti auguro soprattutto una cosa: di ascoltare solo quello che senti e di seguirlo senza giudicarlo, e soprattutto senza dare troppo peso a quello che gli altri dicono di te. Solo tu potrai capire la differenza.
Per qualsiasi altro dubbio o domanda, siamo sempre qui 🙂

Un abbraccio,
Francesca
Elisa Elisa da Vercelli pubblicato il 29 Settembre 2019 alle 9:05 PM:
Ciao a tutti,
Sento il bisogno di qualcuno che mi ascolti e magari consigli. Per più di 5 anni ho vissuto una storia bellissima, ma principalmente a distanza, con una ragazza. E' stata la mia prima storia con una donna, ma anche la più seria e duratura. Tra noi c'era molto amore, affetto e complicità, anche se eravamo lontane ci sentivamo costantemente per colmare il vuoto. Un paio di anni fa abbiamo iniziato a parlare di futuro insieme ed il discorso mi ha sempre fatto molta paura perché avevo mantenuto il rapporto segreto praticamente a tutti. Pur avendo più di 30 anni, non riuscivo a fare chiarezza sul mio orientamento sessuale e ho iniziato a farmi seguire da una psicologa, anche per alleggerire il peso di questo segreto, che mi allontanava sempre di più dalle persone che mi stavano intorno. Un mese fa, visto la mia estrema titubanza sul futuro, lei mi ha lasciata. Non me la sono sentita di accettare la proposta di vivere da lei perché avrei dovuto lasciare una casa di proprietà, un lavoro stabile, la mia famiglia di origine, che conta molto su di me, e avrei dovuto informare tutti del fatto che stessi con una ragazza. La paura mi ha schiacciata e così l'ho lasciata andare pur sapendo che tra di noi c'era ancora amore. In questo mese senza sentirla, ho fatto coming out con alcuni amici (ma non con la famiglia), lei mi manca moltissimo e continuo a chiedermi se fosse davvero l'unica soluzione. Non so se la fine del rapporto sia stata causata solo dalle mie paure oppure anche da qualcosa che non mi faceva essere convinta di condividere la vita con lei (al di là dell'ostacolo della distanza).
Ora non so da dove ricominciare, non riesco a voltare pagina perché ho ancora troppi dubbi irrisolti, non vorrei stare con un'altra donna in futuro ma gli uomini mi hanno sempre causato un po' di timore. Temo di rimanere sola con i miei rimpianti.
brusch Risposta dell'amministratore di: brusch
Ciao Elisa,
spesso non è così semplice arrivare alla chiarezza personale. L'esterno che ci circonda, il giudizio inconscio e duro che diamo a noi stessi, non ci fa realizzare cosa vogliamo veramente.
La storia a distanza con questa donna ti ha molto colpita, si percepisce la tua sofferenza in questo messaggio per la fine della relazione. Sicuramente la distanza può essere un fattore negativo per alcuni, per altri no. Se lei si fosse trasferita da te invece, credi sarebbe stato diverso?
Percepisco paura, incertezza. Scrivi che non ti vedi in una relazione futura con una donna, ma gli uomini ti hanno delusa. Dovresti cercare di capire perché rifiuti a priori una nuova relazione con una donna, cosa ti fa essere così decisa e netta.
Hai fatto coming out con amici, ma non con la famiglia. Leggo di un legame molto forte con loro e un tuo non volerli deludere in qualche modo. Credi che non accetterebbero il tuo interesse romantico verso le donne?
Spesso e volentieri le nostre famiglie sono quelle che incidono maggiormente sul sentirci liberi di essere noi stessi e sull'accettarci per quello che si è realmente. Questo può farci anche allontanare da persone importanti.
Credo che continuare il percorso con il terapeuta possa aiutarti a fare più chiarezza su quello che vuoi veramente e come combattere la paura che ti blocca in qualche modo e ti impedisce di provare una via diversa da quella classica o, semplicemente, vivere con più serenità il tuo essere Elisa a 360 gradi.
Un abbraccio
Federica
Andrea Andrea da Roma pubblicato il 14 Settembre 2019 alle 4:06 PM:
Scrivo dopo aver letto il messaggio di Alessandro di Belluno e devo ammettere che nonostante i miei 48 anni trovo difficoltà a parlarne,la maggiore consapevolezza di certi desideri si è palesemente acuita in seguito alla mia separazione, credo di essere stato sempre curioso e dubbioso della mia sessualità che mi ha portato nel corso degli anni non poche preoccupazioni. Ho con la mia ex compagna un bellissimo figlio ed ero arrivato al punto di comunicarle certe mie pulsioni ma frenato dalla paura delle conseguenze, per onesta e serietà' non lo mai tradita con uomo, ma il senso di colpa per certe mie pulsioni mi mangiava l anima, vivevo nelle mie paure cercando di affrontarle nell' ultimo periodo mi ero rivolto ad.un professionista in cerca di serenità d animo. In seguito ho scoperto il suo innamoramento verso un altro uomo e come un fulmine a ciel sereno ha distrutto quello che rimaneva delle mie certezze o quello che ero. Nonostante oggi posso ritenermi un uomo libero da impegni sentimentali continuo a non accettare l altra parte di me faccio fatica a pensare di instaurare una relazione sentimentale con lo stesso sesso forse è solo una questione di tempo, occasioni o piu' semplicemente mancanza di coraggio si parla spesso di fluidità sessuale oggi mi definirei come scrive il dott. Quattrini nel suo libro "il piacere maschile" etero curioso potenzialmente omosessuale, aggiungerei senza coraggio per essere garbato.
Anna Risposta dell'amministratore di: Anna
Ciao Andrea,

sono lieta che la lettera di Alessandro abbia ispirato una tua personale riflessione. La finalità di questa nostra rubrica, oltre che dare una mano a chi ci scrive, è proprio quella di aiutare chi legge, di fornire esempi in cui ritrovarsi e di stimolare riflessioni che magari possono aiutare a loro volta.

Se già oggi è difficile fare i conti con la propria sessualità in una società che offre davvero pochi spunti che escano “dal seminato”, per persone della nostra generazione è anche più difficile. Siamo cresciuti senza internet, senza confronti se non quello che avevamo attorno e che non sempre ha saputo darci chiavi di lettura alternative.

A questo si aggiunge la maggiore difficoltà che gli uomini bisessuali riscontrano nel fare coming out. E qui abbiamo dati alla mano, statistiche mondiali che sottolineano come ci sia ancora una grande disparità tra il coming out bisessuale delle donne e quello degli uomini. Senza entrare troppo nel merito e fare discorsi troppo lunghi, è ovvio come una società come la nostra, ancora profondamente sessista e basata su “valori” patriarcali, non solo danneggi le donne ma anche tutti quegli uomini (la maggior parte) che, per un motivo o per l'altro, escono dagli schemi del “maschio alfa eterosessuale”. E molto spesso non si parla neanche di orientamento sessuale o identità di genere. Lavorando nelle scuole vediamo come basti una maglietta del colore “sbagliato” per scatenare anche gravissimi episodi di bullismo. L'uomo bisessuale finisce quindi per essere fortemente ostacolato nel suo amore per persone dello stesso sesso.

Tutto questo discorso per dirti: non ti sentire in colpa. Al di là delle scelte che tu hai fatto e che solo tu conosci, la tua difficoltà nell'accettare il tuo orientamento è un retaggio che poco ha a che fare con te o il tuo “coraggio” e molto con la società che ci circonda.

Da quello che ho capito adesso ti trovi sentimentalmente libero e potrebbe proprio essere il momento giusto per cominciare un percorso sereno di accettazione e scoperta di te stesso. Se la terapia ti ha fatto bene e ti sei rivolto ad uno specialista valido, sicuramente potrebbe valere la pena continuare. Potresti cominciare a pensare di contattare un circolo LGBT+ (assicurandoti che ci sia rispetto ed apertura verso la B. Non è sempre scontato, ahimè) e vedere come va. A Roma ci sono dei validissimi rappresentanti di un'ottima associazione, Rete Genitori Rainbow, che potrebbe fare al caso tuo, almeno in parte. Gli associati sono “genitori LGBT+ con figli da precedenti relazioni “etero” (metto tra virgolette perché per un bisessuale non si parla di relazione eterosessuale o omosessuale riferendosi all'orientamento)” quindi gran parte degli iscritti sono genitori che si sono scoperti LGBT+ in un secondo momento. Potrebbe essere un'idea quella di contattarli se hai bisogno di un confronto serio e maturo con persone che possono aver avuto lo stesso tuo percorso. Trovi tutti i riferimenti su internet.


Una volta cominciato un percorso di scoperta di te stesso, sono certa che se in futuro dovessi innamorarti di nuovo, indipendentemente dal sesso della persona, avresti molti meno problemi a comunicare questo lato di te aprendoti la strada a dei legami basati sulla serenità e la fiducia.

In bocca al lupo!
Alessandro Alessandro da Belluno pubblicato il 10 Settembre 2019 alle 11:07 AM:
Buongiorno sono un uomo di 38 anni. Da 14 anni sto assieme ad una ragazza che amo profondamente. Sin da giovane sono stato attratto dal mio stesso sesso ma ciò nonostante sono sempre riuscito ad avere rapporti molto appaganti con la mia ragazza
Premetto che non sono mai andato a letto con un uomo ne mi sono mai innamorato.
Dopo 4 anni dall'inizio della storia un senso di colpa profondo mi perseguitava per non aver detto questa cosa subito alla mia ragazza così a suo tempo cercai di farle capire che ero attratto anche dagli uomini. Lei rimase molto male ma dopo pochi giorni tutto torno' alla normalità e non se ne parlo' più.

Da li pian piano i rapporti d'amore si affievolirono (un po' perché lei non è che richiedesse così tanti rapporti sessuali un po' perché io mi arrangiavo da solo con la masturbazione e il porno)

A marzo di quest'anno stufo della dipendenza dalla masturbazione e dal porno ho deciso di smettere con tutto questo ma dopo una decina di giorni nella mia testa erano tornati fuori sensi di colpa (probabilmente l'interruzione del porno e della masturbazione mi avecano creato uno scompenso ormonale)per non aver parlato di tutta la verità con lei 10 anni prima

Una sera dunque stavo malissimo e ho deciso di ritirare fuori il discorso. La mia ragazza è stata molto comprensiva dicendomi che glielo avevo già detto, che non si era dimenticata e di stare tranquillo. Pero' mi disse anche che se volevo andare con un uomo lei non sarebbe potuta rimanere con me

Ad oggi sn passati 6 mesi che non mi masturbo più e posso dire di aver ripreso i rapporti sessuali con lei in modo molto vigoroso e piacevole

Circa 10 giorni fa ho avuto nuovamente un crollo interiore, sentivo la necessità di consumare un rapporto sessuale con un uomo e di nuovo dopo 3 giorni di continui pensieri in testa ho ritirato fuori il discorso con lei. Questa volta molto più apertamente dicendo che sono attratto dagli uomini (quindi ho apertamente detto che mi sento più gay che bisex)

Di nuovo lei si è rivelata comprensiva, mi ha detto di stare tranquillo. A differenza della volta scorsa questa volta mi ha detto se ti fa stare tranquillo prova ad avere un rapporto con un uomo

La mia paura sarebbe quella di provare e che poi mi innamoro.

Io voglio passare l'intera vita con lei, e anche lei lo vuole, ma sento che c'è in me questo desiderio di sesso con un uomo che è molto forte sopratutto dopo un po' di giorni che non faccio l'amore.

Volevo su tale proposito sapere se mi potete consigliare qualche consulente di rapporti ad orientamento misto dove potermi recare con la mia ragazza. Io sono della provincia di Belluno ma andrebbero bene anche nelle zone limitrofe

Questo forse mi aiuterebbe a fare chiarezza su chi sono e su come comportarmi

Non siamo in una situazione a rischio
Separazione perché ci vogliamo bene ma non voglio arrivare a creare danno a lei

Da un certo punto di vista mi definisco un "bastardo" scusatemi il termine. Mi sento di averla imbrogliata 14 anni fa ma veramente mi ero innamorato di lei a suo tempo e per un attimo avevo pensato di non essere gay. Non mi sono messo assieme a lei per copertura ma perché la amo

Non so ancora spiegarmi come riesco ad avere rapporti sessuali molto appaganti pur sentendomi gay eppure ci riesco senza problemi e sono io che li richiedo sempre

Certo ci ho messo molto a dirglielo ma ci sono riuscito. Avrei dovuto farlo subito ma non è stato per niente facile. Ho sofferto molto per questa cosa e tutt'oggi mi sento ancora in colpa

Spero possiate aiutarmi e scusate per questa mail molto lunga e forse non molto chiara ma non è facile riassumere 14 anni di vita in poche righe 🙂

Grazie mille
Anna Risposta dell'amministratore di: Anna
Caro Alessandro,

la tua lettera è veramente molto intensa e ricca di tanti spunti. E' evidente che stai attraversando un periodo della tua vita, che dura da tanto, in cui non riesci a trovare dei punti fermi e stabili e che questo, come è normale, non ti faccia vivere sereno.

Cominciamo con l'analizzare gli elementi uno per uno e io inizierei da quello che probabilmente è il meno “pressante” e fra un attimo capirai cosa voglio dire: l'etichetta.

Sei gay? Sei bisex?

Leggendo attentamente e più volte la tua mail, io personalmente vedo davanti a me un uomo bisessuale. Come saprai la bisessualità raramente è 50 e 50. E' molto più facile trovare persone che hanno una preferenza netta verso uno specifico sesso o verso tutti i sessi che trovare un bisessuale diviso equamente 50 e 50 nella sua attrazione verso uomini e donne cis.
Il fatto che tu sia quasi esclusivamente attratto dagli uomini ma che, come spieghi tu, provi una naturale attrazione anche sessuale nei confronti della tua ragazza, ai miei occhi, non ti rende certo meno bisessuale di altri.

Però, c'è un però. Sono fermamente convinta che nessuno debba etichettare un'altra persona forzatamente e che solo la persona stessa sappia, magari dopo un percorso sereno di consapevolezza e riflessione, quale etichetta le si addice e se davvero sente la necessità di attribuirsela. Nel tuo caso questo percorso non c'è mai stato, mi sembra di capire e quindi anche questo elemento mancante rende la situazione un po' più difficile. Quindi sono certa che una volta cominciato questo percorso arriverai tu alla risposta riguardo il discorso “etichette”. Potresti anche decidere che non ne senti il bisogno.

Passiamo al secondo elemento: il rapporto con la tua ragazza. Al di là di quello che le hai comunicato in passato (e, nonostante i tuoi sensi di colpa, ricorda che non le hai mai veramente nascosto la tua attrazione per gli uomini) la cosa importante è come affrontare il presente. Mi sembra di capire che lei sia una donna matura e serena, o quasi, nel pensare ad una tua relazione con un uomo. E' evidente, almeno da quello che si può capire dal messaggio, che questa è un' esigenza molto molto forte per te e mi dispiace essere foriera di brutte notizie ma, credimi, difficilmente questa esigenza si affievolirà con il tempo. E' quindi necessario aprirsi con lei, non parlare semplicemente “al volo”, ma mettersi a tavolino e parlarne “cuore a cuore”. Essere sinceri con se stessi e con l'altra persona. Tieni tanto a lei, si sente, e sono certa che non ti sarà difficile mettere al primo posto anche le sue esigenze.

Lei è aperta alla possibilità di una non monogamia etica? Sai di cosa si tratta? Puoi leggere questi nostri post riguardo le coppie ad orientamento misto e la non monogamia etica (trovi i link in fondo al mio messaggio) o, se necessario, puoi riscriverci e due membri del nostro team, in una relazione poliamorosa, possono darti delle indicazioni in più. Specialisti o anche counselor specializzati esperti su relazioni ad orientamento misto e/o non momogamia etica non esistono come figura professionale.
Se in generale quello della bisessualità e di altri argomenti connessi è un argomento “nuovo” a livello internazionale, nel nostro paese siamo ancora molto molto indietro quindi è difficilissimo trovare persone competenti.
Se la nostra vicinanza “virtuale” può bastare, ricordati che ci siamo. Puoi contattarci anche insieme alla tua ragazza e parlarne. Se preferisci un percorso più orientato al professionale, posso darti il contatto di un buon counselor con esperienza LGBT+. Non vive nella tua zona, ma lavora anche da remoto ormai da tempo. Pensaci tranquillamente.


Tornando alla non monogamia etica, potrebbe essere la soluzione migliore per affrontare la vostra situazione. Tu chiedi: “e se mi innamoro?”. Ci sono molte persone che vivono in relazioni poliamorose (quindi non coppia aperta ma una vera e propria relazione sentimentale vissuta con più persone) e che si amano e si rispettano profondamente. Si possono amare anche più persone allo stesso modo e con la stessa intensità. Amare una persona non vuol dire smettere di amarne un'altra. Se invece il tuo dubbio nasce perché dentro di te senti di non essere più legato alla tua ragazza, ma di provare più un affetto fraterno o hai paura non tanto di smettere di amarla ma di perdere quel senso di quotidianità che ti fa sentire tranquillo allora lì il problema è un altro e la tua sessualità potrebbe entrarci molto marginalmente. Cosa ti lega ancora alla tua ragazza? Amore? Affetto? Routine? Trovare una risposta potrebbe essere fondamentale per risolvere tante delle tue e delle vostre incertezze.

Mi auguro di essere riuscita a darti un mano. Facci sapere come va.

1. https://www.bproud.it/wordpress/relazioni-e-matrimoni-ad-orientamento-misto-cosa-sono-perche-parlarne-e-perche-probabilmente-anche-il-tuo-lo-e/
2. https://www.bproud.it/wordpress/relazioni-aperte-e-poliamore-i-quattro-errori-da-non-fare/
3. https://www.bproud.it/wordpress/amo-il-mio-ragazzo-ma-un-giorno-vorrei-avere-unesperienza-con-una-donna/
4. https://www.bproud.it/wordpress/b-part-of-my-family-rio-e-il-poliamore/
effe effe da Roma pubblicato il 14 Agosto 2019 alle 5:27 AM:
Ciao a tutti, vi ringrazio innanzitutto di aver creato questo sito web, di cui ne sono venuto a conoscenza da poco tempo.
Ho la possibilità per la prima volta di aprirmi esponendo dei fatti che continuano a tormentare le mie giornate.
Provo ad essere sintetico, ho avuto un rapporto con una persona del mio stesso sesso qualche anno fa ed è stato un rapporto di curiosità.
Una ragazza con cui mi sono iniziato a sentire poco dopo è venuto a saperlo e non l'ha presa molto bene.
La mia vita è andata avanti, senza troppi problemi a dire il vero.
Tutto questo nascondere, reprimere e non accettare inizialmente la mia bisessualità però mi ha portato al periodo più buio della mia vita.
Ho iniziato a non uscire di casa e a passare le mie giornate davanti allo schermo del computer fino al momento in cui mi sono innamorato di un ragazzo con cui mi sentivo tramite internet.
Quel ragazzo era molto più piccolo di me, aveva 15 anni e io 23, è stata una relazione esclusivamente epistolare ed era raro, nonostante sia capitato, di alludere a qualsivoglia aspetto sessuale.
Nel periodo in cui ci scrivevamo non ci siamo mai visti ( spero non mi giudichiate, non ho mai avuto alcuna relazione sessuale, ripeto non ci siamo mai visti e con questa persona è stato solamente : passatemi il termine amore reciproco ).
Dopo circa un paio di anni in qualche modo mi sono reso conto che era moralmente una situazione sbagliata sia per quanto riguardava la sua età, sia per quanto riguardava la situazione in generale, e sia per la piega che aveva preso la mia vita.
Quando l'ho capito mi sono distaccato completamente da questa persona e ad oggi ho chiuso tutti i contatti.
Sono stato male , per quasi un anno, seppur non avendo fatto niente mi sono sentito una persona sbagliata e non riuscivo a darmene una ragione.
Ora sto cercando di superare questo trauma, ho conosciuto una ragazza a cui mi sto affezionando però sono completamente bloccato, il mio passato mi perseguita e ho paura della sua reazione se dovesse venirne a conoscenza o ne dovessi parlare con lei.
Ho paura che non sia in grado di accettare la mia bisessualità, cosa che forse sto facendo anche io.
Vi ringrazio in anticipo e spero che mi possiate dare qualche consiglio, con affetto.
Anna Risposta dell'amministratore di: Anna
Ciao Effe,

perdonaci per il ritardo nella risposta ma ad agosto, come di consueto, Bproud va in ferie e “abbandoniamo” tutte le attività per un mese di necessario riposo.

Veniamo a te e alla tua lettera. Non entro nel merito delle dinamiche del tuo rapporto epistolare con questo ragazzo perché sono certa che l'abbia già fatto tu decine di volte. Una cosa però è certa, questo vostro sentimento a distanza così come l'altra relazione di cui mi racconti hanno sicuramente “aperto le porte” della tua consapevolezza ed è su questo che dobbiamo concentrarci. Mi sembra evidente che l'accettazione serena della tua bisessualità sia un traguardo ancora lontano ed è li, secondo me, che bisogna lavorare. Inutile dire come la tua sia una situazione molto comune quindi sappi che non sei solo, anzi. Le persone LGBTQA+ che accettano con assoluta tranquillità la scoperta del proprio orientamento e/o della propria identità sono decisamente meno di coloro che invece hanno bisogno di più tempo. E' necessario un lavoro su te stesso, che sia indipendente dalla reazione che questa notizia può causare agli altri. Comincia con il chiederti cosa non riesci ad accettare della tua bisessualità, cosa ti fa più paura sia dentro di te che in relazione agli altri, perché il tuo orientamento suscita in te reazioni negative. Non c'è una risposta giusta ed una sbagliata ma è necessaria un'analisi molto approfondita di se stessi per riuscire quantomento a partire con una riflessione in tal senso. Sicuramente la vicinanza di persone comprensive, di attivisti vicini a te territorialmente e/o di un terapista potrebbero aiutare, ma non sempre abbiamo la certezza di trovare le persone giuste e a volte le persone sbagliate, seppur mosse dalla voglia di aiutare, rischiano di rendere la situazione ancora più difficile. Un'occhiata alle associazioni LGBTQA+ vicine a te però potrebbe valere la pena. Parti da te, questo è il mio consiglio, costruisci un rapporto sereno con te stesso e con il tuo orientamento, cerca di capire cosa provi, cosa chiedi al tuo futuro io. Se non sciogli questi nodi difficilmente il rapporto con gli altri potrà avere connotazioni serene e spensierate perché queste domande senza risposta faranno sempre capolino quando meno lo vorremmo.
In bocca al lupo, Anna
morena83 morena83 da bologna pubblicato il 2 Agosto 2019 alle 10:29 PM:
Ciao.. grazie sin d'ora per il vostro ascolto e per il lavoro che fate con questo sito! Siete fantastiche!

Vi espongo la mia situazione: sono felicemente fidanzata da 8 anni, sono bisessuale e ho sempre saputo di esserlo, tanto è vero che il mio compagno ne è a conoscenza e lo accetta tranquillamente, ne parliamo spesso. Anche io mi accetto come sono e non è mai stato un problema per me!
Il problema è che: anni fa io ho avuto una breve storia con un'amica. Ci siamo lasciate perché io non sentivo quella passione totalizzante che mi facesse pensare di portare avanti un progetto di vita insieme. Ora quest'amica si è fatta avanti di nuovo, dicendo che non pretende nulla da me ma che è ancora innamorata e che fantastica su noi due (me e lei come coppia). È venuta a trovarmi (viviamo lontane) e.. ho dovuto trattenermi diverse volte dal baciarla.. e da altro! Non credo di voler lasciare una storia seria e per me importante con il mio ragazzo, ma i sentimenti per lei ci sono... però mi chiedo.. Starò nascondendo i miei veri desideri? Ho solo paura di abbandonare la mia "comfort zone"? Come capirlo?

Scusate la lunghezza e grazie se mi saprete dare qualche consiglio..
Morena
ValeriaEmma Risposta dell'amministratore di: ValeriaEmma
Ciao Morena,
prima di tutto scusa per l'attesa nella risposta, ma in agosto abbiamo sospeso tutte le attività del sito!
Leggendo la tua storia, ci sono tante cose che vengono in mente: quando si è in coppia e si avverte una attrazione intensa (tu parli anche di sentimenti) verso un'altra persona (e qui direi che l'orientamento sessuale non c'entra moltissimo), ci possono essere mille motivi... potrebbe essere un momento di stallo tra te e il tuo partner, una mancanza di novità o di qualcos'altro nella coppia attualmente esistente; potrebbe essere che nel corso di questi anni tu sia evoluta e cambiata e che ora i sentimenti della tua amica ti colpiscano in una maniera particolare; potrebbe anche essere che tu ti stia scoprendo poliamorosa, visto che sembra che tu abbia sentimenti sia per la tua amica sia per il tuo ragazzo. Insomma, gli scenari sono davvero molti. Un consiglio che possiamo darti è quello di riflettere attentamente su te stessa, su cosa vuoi in questo momento della tua vita, che potrebbe essere diverso da quello che hai sempre voluto, e va benissimo così! Nella vita spesso si cambia, anche se può sembrare molto destabilizzante all'inizio... Cerca di essere onesta con il tuo partner e di coinvolgerlo nelle tue riflessioni, anche se naturalmente occorre prima che tu faccia un po' di chiarezza in te.
Un abbraccio e facci sapere, se ti va, come si evolvono le cose!
Valeria
Lily Lily da Lugano pubblicato il 16 Luglio 2019 alle 4:51 PM:
Ciao a tutti,
vorrei esporvi il mio problema.
Sono fidanzata con un ragazzo da oltre 6 anni.. Le cose non vanno molto bene da parecchio tempo e nonostante sembra di vivere una sorta di convivenza tra amici, continuiamo a resistere.
Poco tempo fa ho conosciuto una ragazza. Lei è lesbica dichiarata e ci siamo trovate subito in sintonia. Abbiamo fatto diverse serate assieme ecc. .finchè una sera (dopo qualche bicchiere) ci siamo baciate. Il fatto è che la cosa non mi è affatto dispiaciuta, ora continuo a sentirla e a pensarla, ma non so cosa mi sta succedendo... consigli?
ps. complimenti per il sito
Anna Risposta dell'amministratore di: Anna
Ciao Lily, grazie per i complimenti. Siamo felici che il nostro lavoro ti piaccia e ti sia utile.

Passiamo a te. Da quello che mi sembra di capire, la relazione tra te e il tuo ragazzo sta attraversando, da tempo, una fase di stanca. Potrebbe essere un momento “no” come invece la naturale conclusione della vostra storia. Come facciamo a sapere quale dei due scenari è quello “giusto”? Parlandone.

Prima di affrontare la tua nuova e intensa amicizia con la ragazza lesbica, è necessario, secondo il mio punto di vista, affrontare la cosa con il tuo ragazzo. Siete una coppia monogama? O aperta/poliamorosa? Qualsiasi sia la modalità del vostro stare insieme, la soluzione è sempre nel dialogo. Sia per te, che per lui, che per la ragazza che hai conosciuto. Credo che nessuno ami vivere una situazione poco chiara, senza sapere più cosa si prova l'uno per l'altra o, magari, avendo la certezza di non amarvi più, ma sentirsi comunque “intrappolati”. Parlane con il tuo compagno e sono certa che insieme troverete la soluzione più giusta per voi. Non sarà facile e nemmeno indolore, ma credo che ognuno di noi meriti delle certezze quando si tratta di sentimenti.

Se siete una coppia monogama, può essere che il trasporto che senti per questa ragazza sia dato proprio dal fatto che tu non senta più grande connessione con il tuo compagno. Mi sembra di intuire che il fatto che tu sia attratta da una donna non costituisca un grande problema per te. Sei più dispiaciuta per la situazione di stallo in cui ti trovi e hai bisogno di capire come muoverti, giusto? Se è così, sono certa che una volta chiarito il tutto con il tuo compagno, troverai la tua strada. Con questa ragazza o anche strade alternative.

Se invece ho interpretato male e il fatto di essere attratta da una donna è fonte di angoscia, allora devi prenderti un momento per te e riflettere sulla tua sessualità. Hai bisogno di etichettarti ora e adesso? Puoi invece dare tempo al tempo e lasciarti andare senza pensare troppo a dare un nome al tuo orientamento?

Spero di essere riuscita a darti spunti di riflessioni utili e spero tu riesca a trovare presto le tue risposte.
Un abbraccio
Shari Shari da Varese pubblicato il 8 Luglio 2019 alle 11:04 PM:
Cara Francesca, Silvia e Anna,
Mi chiamo Shari e ho 22 anni ( tra poco 23).
Innanzitutto vorrei ringraziarvi per il bellissimo e prezioso lavoro che portate avanti ogni giorno, vorrei ci fossero più persone come voi e più blog come il vostro! Ho scoperto il vostro blog da qualche mese ed è stato per me la fonte principale di sostegno in questo periodo.
Vi scrivo perché ho dei dubbi che mi assillano da qualche tempo e non so assolutamente a chi rivolgermi.
Da dove cominciare... Sono una bella ragazza, che è sempre stata circondata da moltissimi ragazzi e uomini (quindi convinta di essere molto ma molto etero, almeno fino a poco tempo fa) e che, sebbene la mia giovane età, ha fatto moltissime esperienze e ha avuto una sola storia seria.
Grazie ad un percorso e ad una analisi interiore molto difficoltosa ho deciso di prendermi un periodo di pausa da qualsiasi frequentazione per concentrarmi su me stessa e darmi finalmente quella attenzione e libertà che non avevo mai avuto.
La scintilla che ha fatto scattare tutta una serie di domande ( che in realtà ho scoperto essere in me già da prima, sebbene io non le avessi mai accolte) sono stati i mondiali di calcio femminile: sono rimasta folgorata da due ragazze ( dichiaratamente lesbiche). Ovviamente questo ha scatenato in me mille pensieri e molti puntini si sono uniti, molte cose si sono a me rivelate, come se prima fossero state sepolte da una fitta nebbia. Da piccola sono sempre stata un maschiaccio, e il calcio è stato lo sport della mia vita... Crescendo poi il mio fisico è diventato estremamente femminile, e la "mascolinità" che avevo è sparita quasi del tutto, almeno nel mio corpo, non tanto in realtà nell'animo. Una delle cose che ho ricordato poi, è che da quando ho scoperto la sfera sessuale, ho sempre avuto fantasie sulle donne che ovviamente si sono acuite sempre di più negli anni; quello che però ho sempre pensato è che fossero pensieri "normali" e che tutte le ragazze almeno una volta li avessero avuti. Sapete, la curiosità per l'ignoto e il proibito?? Quelle cose lì insomma...
A ciò, si è aggiunta una consapevolezza ancora piu importante che ancora non so bene come interpretare: con tutti gli uomini con cui sono stata, a parte due eccezioni, non ho mai provato un vero piacere fisico, non sono mai stata coinvolta fisicamente in modo davvero profondo e totale e non sono mai riuscita a lasciarmi andare del tutto... ( non mi è ancora chiaro se questo si un problema mio e ci sarebbe anche con una ragazza, o se sia legato solo all'esperienza con l'uomo in sé, credo di propendere per la prima  però, anche se ciò mi ha un po' lasciata dubbiosa).
Nella mia vita mi è successo poche volte di trovare ragazze per cui provavo attrazione: forse una sola volta che ignorai del tutto e a cui non diedi peso. Un altro episodio indicativo invece successe alle superiori : ricordo di aver baciato di sfuggita una mia amica; al momento non mi provocó nessun turbamento, era stato solo per gioco, ma ora mi ritrovo a pensare a quello che provai dopo quel bacio e al mio atteggiamento nei suoi confronti... Ricordo di aver desiderato e sperato che accadesse di nuovo.
Anche qui, non so se fosse perché era la realizzazione delle mie fantasie o se fosse perché davvero volevo baciarla.
Un altro tassello da aggiungere è che io ho sempre trovato il corpo femminile incredibilmente bello e sensuale, e per strada mi sono sempre girata a guardare le belle ragazze così come i bei ragazzi; ma ho sempre pensato che fosse solo per ammirazione, e che mi piacessero loro perché non mi accettavo e amavo, cosa che può essere, ma ora non so più cosa sia vero e cosa no.
Potreste aiutarmi a fare un po' di chiarezza? Non so più cosa pensare e dopo tutto ciò che vi ho scritto, la domanda che mi sto ponendo da giorni e che chiedo a voi è : è possibile che io sia bisessuale? Io non so dare una risposta, non ho esperienza in questo altro "lato" delle relazioni sentimentali e mai avrei pensato di trovarmi in questa situazione.
Vorrei poter capire di persona queste mie sensazioni con esperienze dirette, ma poiché è un un mondo totalmente nuovo per me, non so dove poter conoscere ragazze con cui confrontarmi e che provano le stesse cose.
Mi scuso per la lunghezza del messaggio e vi ringrazio infinitamente per l'ascolto, per il tempo che mi dedicherete e per tutto ciò che mi direte, sarà sicuramente prezioso!

Un abbraccio
Shari
ValeriaEmma Risposta dell'amministratore di: ValeriaEmma
Ciao Shari, grazie per averci scritto!
Siamo molto contente che il nostro blog ti sia stato utile, l'abbiamo creato apposta per questo.
La domanda “ma qual'è il mio orientamento sessuale” è sicuramente una domanda che in moltissimi e moltissime ci siamo posti, almeno una volta nella vita, ma come prima cosa ricordati sempre che la risposta a questa domanda puoi trovarla solo tu. Le etichette e le definizioni sono una risorsa preziosa quando è la persona ad attribuirsele, altrimenti rischiano di diventare una gabbia, e nessuno ha diritto di dirti “cosa” sei.
La bisessualità è un orientamento sessuale all'interno del quale si riconoscono persone con le esperienze più diverse, alcune hanno avuto esperienze con un solo genere eppure sanno di essere bisessuali, altre persone hanno avuto l'esigenza di sperimentarsi con più generi, e ciascuna di queste esperienze è più che legittima. Da come scrivi è chiaro che hai una forte curiosità verso il tuo stesso genere e hai desiderio di sperimentare: perchè non farlo? Ti consiglio, nel caso, di prendere delle precauzioni per te stessa e per chi incontrerai, ovvero di essere sincera sui tuoi dubbi e sulle tue curiosità, in modo da non creare fraintendimenti con la partner del momento. Se deciderai di sperimentare, in bocca al lupo e prendila con leggerezza, ma anche con la consapevolezza che stai facendo qualcosa di buono per te stessa: stai cercando di capire chi sei.
Un'ultima cosa: nel tuo messaggio parli di una mancanza di vero coinvolgimento fisico con gli uomini con cui sei stata, a parte due eccezioni, e ti chiedi se questo capiterebbe ancora con le donne oppure no. Beh, ad occhio e croce mi verrebbe da dire che si tratta di qualcosa collegato a te, e non ai partner che hai trovato, soprattutto considerando che ci sono state due eccezioni. Di conseguenza, potrebbe capitare di nuovo e alla stessa maniera anche con una donna. Potrebbe valere la pena, per te stessa, di approfondire cos'avevano di diverso quelle due eccezioni, perchè forse per te un vero coinvolgimento fisico può avvenire giusto in quel modo e non in altri: si tratta sempre di altri tasselli che vanno a comporre la tua identità.
Davvero in bocca al lupo per tutte le tue ricerche, e facci sapere come va, se ne hai voglia! Un abbraccio,
Valeria
Immortale Immortale da Firenze pubblicato il 28 Giugno 2019 alle 3:29 PM:
Ciao..ho 34 anni..
mi ritrovo qui perchè sto impazzendo..
Lo scorso gennaio il mio ex (preciso che sono stata solo con lui nella mia vita e un rapporto sessuale con un ragazzo ma senza valore) mi ha lasciata dopo 15 anni.. una storia strana.
Una storia basata forse su una dipendenza reciproca, di lui che mi vedeva come quella debole da proteggere come un padre fa con la figlia (così ha detto), dove io non ero felice ma per lo meno ero in una zona di comfort oggi me ne rendo conto. Ho sempre avuto fantasie per le donne, attrazioni più che altro mentali , io non penso di sapere cos'è l'amore ma quelle forti emozioni, che ti levano il sonno, che poi per me diventano quasi delle ossessioni le ho provate solo per donne..
Ho sempre pensato fosse legato al fatto che avevo bisogno di ritrovare quella figura materna che dal lato affettivo mi è mancata..
fino a quando non mi sono imbattuta in una persona lesbica per la quale ho pensato che avrei rischiato..di espormi..
poi ho represso ma la storia con lui è finita.. anche perchè io ho tirato talmente tanto la corda che alla fine ha capito che non mi amava..
tre mesi fa mi iscrivo ad una chat lesbo, vedo una ragazza mi sconvolge il suo volto bellissimo.. ci chatto mi trovo bene. la invito a casa mia.. a cena.. da li un mese intenso .. dove credevo di stare sulle nuvole..
la prima volta con una donna.. non ho avuto problemi.. anzi.. mi è piaciuto..
poi di colpo ho avuto l'esigenza di allontanarla.. cioè lei era diventata il centro della mia vita e le mie cose non le portavo più avanti.. casa, problemi quotidiani, il semplice pagare le bollette..
ora mi manca .. ci siamo riviste diverse volte siamo state insieme a letto.. ed ora è come se mi mancasse più il suo corpo che la mia anima.. Perchè l'idea che stavo da 10 con lei poi si si sia spezzato qualcosa mi devasta?
Perchè nonostante tenti di dimenticarla non ci riesco?
Ci sto provando ma esco per strada e vedo la gente ridere e io mi sento incapace di instaurare una relazione normale ... dove riuscire a coniugare la mia vita personale a quella di un'altra persona che ho vicino..che vorrei avere vicino..
sarò destinata a star sola.. a non capire...probabile di si..
Anna Risposta dell'amministratore di: Anna
Cara Immortale,

dalla tua “lettera”, che ho letto più volte, una cosa emerge più delle altre: la tua grande passionalità come persona. Dentro di te hai una voglia di conoscere, amare, esplorare, vivere che, per quanto adesso ti faccia spaventare, credimi è una cosa bellissima.
Non entro nel merito della tua storia precedente, solo tu ne conosci le dinamiche, ma leggendo con attenzione della tua ultima esperienza è evidente che quando “ami”, doni tutta te stessa. Sei travolta dalle emozioni, dalle sensazioni e sei molto generosa nel darti e nel dare. Questa cosa ti fa paura vero? Ti chiedi se sia “normale”. La risposta è semplice: sì, è assolutamente “normale” qualsiasi cosa questo voglia dire. All'inizio di una storia, durante le prime fasi che possono anche essere molto lunghe, farsi prendere da una passione tale che ti porta a dimenticare tutto, compreso il mondo esterno e la tua stessa quotidianità è la cosa più tipica che esista. La letteratura mondiale, da millenni, non parla d'altro.

Però, la cosa che ti angoscia maggiormente, mi sembra di capire, è perché, dopo tanta passione, i tuoi sentimenti e il tuo trasporto si siano affievoliti. Anche questa è una cosa estremamente comune. Ci sono mille modi di vivere i nostri sentimenti e non tutti sono destinati a durare a lungo con la stessa intensità. Alcuni anche a finire prestissimo. Questo non vuol dire che non siano tutte esperienze fondamentali che ci aiutino a capire meglio noi stessi e a crescere come persone. Anche se ci sembra di perdere tempo, di andare da una storia ad un'altra, sono in realtà tutti tasselli che costruiscono il nostro futuro “noi” e sono tutti fondamentali.

Noto la tua grande paura di restare sola e credimi, se da una parte conosco persone che scelgono di restare single e vivono la loro vita con grande gioia ed indipendenza, capisco anche che questa non sia una scelta che vada bene per tutti. Così come ogni altra scelta.
Prima di tutto credo che la cosa migliore da fare sia conoscere se stessi, capirci al di là della nostra appartenenza ad una coppia. Imparare ad apprezzare i momenti di solitudine e le gioie che l'indipendenza può regalarci. Fatto questo, dovremmo anche cercare di superare il concetto di “coppia” come unica soluzione che può darci la felicità nella vità. Potresti “semplicemente” non aver ancora trovato la persona “giusta” ( lo so è un discorso un po' fuori moda ma alle volte è proprio così semplice) o potresti optare per altri modi di stare insieme. Si può stare bene in coppia aperta, in tre o più persone, da soli con più legami non “fissi”, e trovare il proprio equilibrio così. E magari arrivare ad un punto del nostro percorso in cui questa “persona giusta” effettivamente arriva, perché lo vogliamo, perché ci sentiamo pronti, perché sentiamo di aver trovato la felicità con questa unica persona. O anche no e magari la nostra vita sarà fatta di tanti amori e tante persone diverse.

Forse mi sbaglio, ma ho la sensazione che, in realtà, tu sia all'inizio di un percorso di grande scoperta di te stessa e degli altri. E comunque andrà a finire, sono certa che già il solo fatto di aver preso consapevolezza, ti aiuterà ad affrontare meglio il futuro.

Un abbraccio
Gabriele Gabriele da Pavia pubblicato il 10 Giugno 2019 alle 7:26 PM:
Ciao, il mese scorso ho scritto un messaggio in cui raccontavo la mia dolorosa storia e in cui chiedevo un vostro parere, essendo molto riservato sull'argomento in questione ammetto che, anche a causa del fatto che non fossi proprio in me in quei giorni, ho cambiato alcuni particolari, ho detto se non riscordo male di chiamarmi Giovanni, di essere di Milano e ho anche usato una mail provvisoria autogenerata. Posso sapere perché la mia storia non è stata presa in considerazione e non ho ricevuto risposta? Non sapete quanto ho sperato in una vostra risposta...
Sara Risposta dell'amministratore di: Sara
Ciao Gabriele,
abbiamo ricevuto il tuo messaggio e insieme abbiamo deciso di non pubblicarlo sul forum dato il contenuto personale e molto privato e di risponderti in privato, alla mail che ci hai lasciato. Infatti, Arianna (Anna sul sito) ti ha risposto il 26 Maggio.
Prova a controllare nell'indirizzo e-mail che ci hai lasciato la volta precedente, anche in spam, forse è finita lì.

Ci dispiace per l'incomprensione che si è creata.

Un abbraccio,
Sara
Sue Sue pubblicato il 4 Giugno 2019 alle 5:45 PM:
Ciao!
Intanto vi scrivo per ringraziarvi, so di essere bisessuale ormai da diversi anni e sono dichiarata (almeno con le persone più importanti per me), ma non mi sono mai sentita molto rappresentata o capita.. Anche da membri della comunità mi sono spesso sentita dire "lo fai per moda". Quindi grazie di darci voce e supporto.
Sono una ragazza di quasi 23 anni e sono fidanzata da 5 con un ragazzo. Lui è totalmente a suo agio con la mia sessualità, tanto da volermi accompagnare al mio primo pride. E qui i miei dubbi. Non sono mai riuscita a trovare il coraggio di andare al pride perchè mi sentivo "di troppo", avevo paura che avendo una relazione etero mi sentissi dire (come ho letto diverse volte) che non avevo un vero diritto di stare lì, subendo meno discriminazioni degli altri.
La mia domanda è: è giusto che io vada al pride col mio ragazzo senza sentirmi a disagio? Perchè siamo sempre così visti male (da etero o omosessuali)? Come faccio a far capire che il mio orientamento vale come gli altri e anche se amo il mio ragazzo, anche se stessi con lui per il resto della vita, non "tornerei etero"?
Grazie davvero. Un bacio.
Anna Risposta dell'amministratore di: Anna
Cara Sue, intanto grazie per il magnifico supporto. Siete la linfa vitale di BProud e siamo sempre felici quando il nostro lavoro arriva dove deve arrivare =) Prima di passare all'argomento della tua mail, permettimi di sentirmi molto felice per te. Hai una relazione ad orientamento misto (il tuo ragazzo è etero? conosci questo termine?) basata sulla sincerità e hai accanto una persona che ti ama e abbraccia la tua sessualità. Lo so, possono sembrare cose scontate, ma non sempre è così e quindi fa piacere a me per prima sentirmi felice per te.
Detto questo: il Pride. E' giusto che tu vada al Pride con il tuo ragazzo? Sì, assolutamente sì. Se è questo quello che vuoi, se ti va di vivere questa esperienza e se ti va di farlo con lui, allora sì, assolutamente. Non so dove vivi e a quale andrai, ma i Pride sono ormai ambienti estremamente eterogenei e troverai tantissime persone diverse: coppie, singoli, gruppi, famiglie, bambini e chi più ne ha più ne metta. Credimi, passerai inosservata e difficilmente sarai oggetto di battute bifobiche! E' quindi probabile che sarai tu, dentro di te, a sentirti insicura, in base a quello che mi scrivi ed è quindi su di te che "devi lavorare". Non è facile, lo sai, ma il nostro "orgoglio bi" si costruisce giorno per giorno e magari incontrare altre persone bi al Pride potrebbe aiutarti. Sii fiera e, se credi che sia quello che vuoi, non ti tirare indietro quando si tratta di spiegare agli altri in cosa "consiste" il nostro orientamento. Passo passo acquisirai più sicurezza in te stessa. Vuoi essere sicura di non "passare per etero" al Pride? Beh non c'è che l'imbarazzo della scelta! Magliette, bandiere, colori per il viso, braccialetti, vestiti e chi più ne ha più ne metta. Tutti rigorosamente con i nostri colori 😉 Ti auguro tantissimo divertimento e...facci sapere come è andata!
Ben Ben pubblicato il 21 Maggio 2019 alle 11:14 PM:
Buonasera a tutti, sono un ragazzo di 19 anni, e prima di tutto vorrei ringraziarvi per aver dato vita a questo sito e quindi a questo progetto. Comunque, ripeto, ho 19 anni e ho capito di essere effettivamente bisessuale più o meno verso i 16 anni. Premetto che prima dei 16 anni credevo di essere omosessuale, dato che ero attratto anche dai ragazzi e all’epoca non ero a conoscenza neanche minimamente dell’esistenza dei bisessuali, vivevo credendo alla “favola” che ci viene raccontata sempre, o si è omosessuali o eterosessuali non esiste via di mezzo; A 16 anni quindi ho finalmente capito di non essere etero e l’ho accettato, tenendomelo però per me; questo fino a dicembre dell’anno “appena” conclusosi quando in preda a una “crisi esistenziale” ho fatto coming out con la mia ragazza e mia madre, andati a buon fine per fortuna, non è infatti cambiato nulla con loro.
Detto questo, i problemi non sono finiti, perché si sono bisessuale, sono fiero di esserlo, ma mi sento isolato, quasi ghettizzato, ovunque si sente parlare di omosessuali, ma mai di bisessuali come dei pansessuali. Quello che vi chiedo è, come avete fatto a superare le insicurezze(se ve le hanno fatte sorgere) legate a queste cose che ho detto poco prima, come avete superato il fatto che le persone in pratica ci dicono che non esistiamo e che ci sminuiscono?
Sara Risposta dell'amministratore di: Sara
Ciao Ben,
grazie per averci scritto e per esserti confidato con noi.
Posso capire il tuo sentimento di isolamento. Come hai potuto constatare anche tu, non si parla tanto di bisessualità e pansessualità e questo può portare, appunto, a sentirsi isolati e poco rappresentanti. La domanda che ci poni è molto interessante e, personalmente, posso dirti che trovare comunità (anche online) che parlano di queste tematiche aiuta molto. Oltre al nostro sito, ci sono vari siti stranieri che ne parlano, come ad esempio Bisexual.org e Them. Anche seguire sui social artisti/persone che sono Bi o Pan è un modo per rendersi conto che, in realtà, esistiamo.
Non è piacevole vivere in un mondo che, come scrivi tu, ci ripete che non esistiamo, ma ti assicuro che da una parte le cose stanno cambiando. Alcuni siti iniziano a parlarne, alcune persone (anche famose) iniziano a fare coming out (Miley Cyrus, Janelle Monàe, Girl in red) e si possono trovare sempre di più serie tv con personaggi bi o pan (a questo proposito puoi dare un'occhiata a questo nostro articolo: https://www.bproud.it/wordpress/7-serie-tv-con-personaggi-bi/).
La rappresentazione mediatica aiuta molto a sentirsi meno isolati ed esclusi.

Detto questo, sicuramente non è facile quando molte persone sminuiscono la bisessualità, ma dentro di noi sappiamo la verità. Sappiamo che esistiamo e che non è solo una "fase" o una "moda". Quando sappiamo questo (e se siamo pronti) possiamo provare a intavolare un discorso con queste persone, per informarle e sensibilizzarle.
Le insicurezze, alla fine, si estinguono col tempo, E iniziare a circondarsi di persone che parlano di Bisessualità e Pansessualità (anche solo online) fa la differenza, piano piano.

Un abbraccio,
Sara
Claudia Tramarin Claudia Tramarin da Padova pubblicato il 12 Maggio 2019 alle 5:42 PM:
Buonasera mi trovo a rivolgermi a voi di nuovo. So di essere bisessuale l'ho accettato ho anche accettato di non poter essere nella vita di una mia cara amica come vorrei. Abbiamo vissuto un momento insieme che lei ha cancellato. Nei fatti però ridiamo scherziamo mi trovo a tenerle la mani mi trovo a un bivio. Perché? Perché per me non è solo una profonda amicizia. Molto di più. Non ho detto nulla dopo quella serata indimenticabile perché rispettavo non volesse prendere in mano la questione pur restandoci uno schifo. Che faccio? Vorrei parlarle ma temo di far peggio? Vorrei un consiglio da parte vostra. Grazie Silvia Francesca e Anna
Anna Risposta dell'amministratore di: Anna
Cara Claudia,

comincio subito con il mandarti un grande abbraccio virtuale. Stai attraversando un momento sicuramente molto duro e il mio primo istinto è veramente quello di abbracciarti. Alzi la mano chi non ha mai sofferto per amore e chi non ricordi questi momenti come difficili, intensi e spesso disperati.
Vediamo di capire meglio come muoverci per trovare insieme una prima soluzione. Perché questa ragazza non vuole andare avanti? Non ricambia i tuoi sentimenti? Non è innamorata di te come tu lo sei di lei? In questo caso, per quanto sia doloroso, la soluzione è, paradossalmente la più a portata di mano: cercare di andare avanti, superare il momento, dare tempo al tempo. Ti aspetteranno momenti duri, ma una volta avuta la certezza che non ci sia, da parte sua, un'interesse a stare insieme, avrai la possibilità di partire da zero, superare, con il tempo, la cosa, cercare nuovi stimoli, tornare alla tua vita, insomma. Con il tempo e, se necessario, un periodo di lontananza da lei, tornerai a vedere la luce. Ne sono certa.

Lei è interessata ma non accetta la sua bi/omosessualità? Ha difficoltà ad accettarsi? Ricorda il momento vissuto insieme a te con vergogna e senso di colpa? In questo caso il percorso non deve partire solo da te, ma deve essere anche lei ad affrontarlo, se se la sente, e trovare le sue risposte. Anche al di là di quello che è il rapporto con te. La “soluzione” deve prima riguardare lei e solo dopo potrete parlare di “voi”. Questo non vuole dire che non possa avere bisogno di confrontarsi con te, di una spalla, di un aiuto concreto anche da parte tua. Però devi fare un piccolo passo indietro e pensare prima al suo benessere come persona. Affrontare la situazione potrebbe portare ad una soluzione molto positiva per entrambe.

Come facciamo a sapere quale delle due situazioni è quella che ci riguarda in questo momento? Se non lo sai già, l'unica soluzione è parlarle. Non sappiamo come la prenderà ma potremmo non saperlo mai se non lo facciamo. Io tendo sempre a consigliare, anche a me stessa, di affrontare le situazioni con il dialogo diretto quando passiamo un momento doloroso, di grandi incertezze che possono essere sciolte solo parlando. Ovviamente questo non vuol dire che il lieto fine che preferiamo sia assicurato, ma almeno ci consentirà di affrontare la realtà per quella che è. In caso contrario ci aspetta un limbo, anche molto lungo, che potrebbe non arrivare a nessuna soluzione. Decidi tu quello che è meglio per te in questo momento. Per alcune persone l'attesa è comunque una soluzione, per altre il dialogo e la “verità” sono le sole concepibili.

Facci sapere come va. Un abbraccio.

Anna
Barbara Mapelli Barbara Mapelli pubblicato il 28 Aprile 2019 alle 9:11 AM:
Sto scrivendo un libro, che fa seguito ad altri, sulle tematiche lgbtqi, e sono interessata al vostro sito, vorrei, se possibile, un numero di telefono o una mail per proporvi di scrivere un cap. del mio testo sulla vostra esperienza, proprio col taglio che ho trovato: narrazioni, storie, riflessioni a partire dai propri vissuti e l'idea di costituire una comunità. Vi ringrazio se vorrete collaborare con me.
Barbara
Silvia Risposta dell'amministratore di: Silvia
Ciao Barbara,
Sono Silvia. Grazie per il tuo messaggio! Ti ho appena mandato una mail da scrivi@bproud.it così ne parliamo in pvt.
Buona domenica,
Silvia
Fra Fra da Provincia di Trento pubblicato il 10 Aprile 2019 alle 1:39 PM:
Salve, ho scoperto proprio questa mattina il sito, un'iniziativa utile e interessante, complimenti.

Sono un ragazzo di 19 anni che da un po' di tempo vive nel dubbio; ho sempre pensato di essere eterosessuale, dato che ho avuto sempre delle cotte per ragazze, anche se poi in realtà non mi è mai andata granché bene e non sono mai riuscito a mettermi con nessuno.

Da qualche mese mi piace da pazzi una ragazza che conoscevo già ma che fino ad ora non mi aveva mai attratto, ma tanto per cambiare è fidanzata quindi nulla...
E ora ecco la parte che mi ha fatto cadere nel dubbio: da circa un mese ho saputo che un ragazzo che era mio amico in passato si è dichiarato omosessuale, ed è proprio da quando ho saputo la notizia che in me è cominciata a crescere una sorte di interesse nei suoi confronti.

Nei giorni successivi ho cominciato a trovare attraenti anche altri ragazzi, cosa a cui prima non avevo mai pensato, ma nonostante ciò continuo ad avere il tarlo fisso dell'amico di cui ho parlato nel paragrafo precedente.

Un altro punto essenziale per capire bene tutta la faccenda è che per lui non provo che affetto e pochissima attrazione sessuale, lo stesso per tutti gli altri ragazzi; si tratta più che altro di voglia di affetto e di calore umano, mentre in contrapposizione resto attratto sia emozionalmente che sessualmente dalla ragazza di cui ho parlato all'inizio.

Quindi riassumendo, la domanda è: "Sono bisessuale?"

Resto in attesa di un vostro gentile riscontro,

Saluti
Sara Risposta dell'amministratore di: Sara
Ciao Fra,
grazie per averci scritto. 🙂

Capisco e comprendo la tua confusione e con essa arrivano anche tanti dubbi e domande che ci attanagliano la mente.
La risposta la troverai solo tu, ma posso dirti che il tempo aiuta e le risposte piano piano arriveranno da sole. Non pressarti troppo.
La bisessualità ha tante sfumature e non c'è un solo modo di viverla. Ti consiglio, se non l'hai già fatto, di leggere la nostra sezione "Pregiudizi", dove puoi trovare magari delle risposte ad alcuni tuoi dubbi.
Sappi che non c'è bisogno di scoprire tutto subito e in fretta. Dai tempo al tempo.
So che quando siamo pieni di domande e dubbi, vorremmo risolvere subito e avere una risposta il più fretta possibile, ma a volte, invece, il tempo è la miglior cura. Non c'è fretta, va benissimo scoprirsi piano piano.
Noi siamo qua, quando avrai bisogno.

Ti mando un abbraccio.

Sara
Marina Marina pubblicato il 5 Aprile 2019 alle 6:57 PM:
ciao a tutti/e, vi ho trovato oggi per caso (anche se chissà... forse non è poi così un caso che io segua pagine LGBT) e mi piace molto il vostro approccio. Ho 42 anni e se vi raccontassi la mia storia dall'infanzia fino ad oggi sul guestbook, mi occorrerebbero 10 pagine!
alla fine non ho domande particolari da fare , solo mi sento di nuovo (ho mai smesso?) in un periodo di turbine emotivo nonostante sia ormai assodato da quasi 20anni che sono bsx (anche se dichiarato ufficialmente a ben poche persone), nonostante sia in una relazione stabile (attualmente con una donna) alla fine mi sento sempre in fermento e leggendo l'articolo sul fatto che i bsx possono avere più problemi psicologici degli altri mi ci sono ritrovata! perché alla fine è da sempre che mi scontro con tutti i mondi e non trovo il Mio!
Francesca Risposta dell'amministratore di: Francesca
Ciao Marina,
grazie per il tuo messaggio 🙂
E ti ringrazio non per chissà quale convenzione sociale, ma perché molto spesso riceviamo storie e richieste di aiuto da persone in relazioni etero che si sentono "catapultate" quasi loro malgrado nel mondo delle attrazioni same sex, mentre i messaggi di chi si trova nella tua situazione sono più rari. Eppure siamo in tant* - e mi ci metto anch'io, da bisessuale che sta con una donna da quasi 12 anni. Può essere una condizione particolarmente "scomoda", perché la discriminazione arriva un po' da tutte le parti; capisco molto bene la sensazione di sentirsi "sempre in fermento", perché l'ho vissuta e in parte la vivo ancora in prima persona. Purtroppo sono convinta che il fatto che le persone bi siano più vulnerabili di altre a problemi psicologici sia molto legato alla mancanza di punti di riferimento e di conferme dal punto di vista sociale. Nel nostro piccolo cerchiamo di fare proprio questo: far sentire alle persone bi che, per quanto possano credere che la loro esperienza sia "strana" o persino unica, c'è sempre qualcun altro che ha vissuto una cosa simile. L'importante è cercare di non lasciarsi andare allo sconforto e di prendere tutto con un po' di sana leggerezza: leggo che sei in una relazione stabile con una donna e sono felice per te. Alla fine l'unica cosa che conta davvero è stare bene con se stessi e avere accanto delle persone che ci accettano e ci valorizzano nella nostra unicità, orientamento sessuale compreso. Ti faccio un grande in bocca al lupo e spero che continuerai a seguirci 🙂
Cristina Cristina da Torino pubblicato il 3 Aprile 2019 alle 6:11 PM:
Salve , sono una ragazza di 21 che attraverso le serie TV ha capito di essere bisessuale .
Devo ringraziare la serie TV the 100 che mi ha aperto gli occhi, avevo notato il fatto che guardassi anche le donne,ma non pensavo fosse possibile essere attratti da entrambi i sessi e avevo "archiviato" l'interesse come pura ammirazione. Poi ho capito nell'anno successivo di essere attratta dalla mia migliore amica e di esserci rimasta molto male quando lei ha deciso di tagliare i ponti (non perché io le abbia detto qualcosa , ma per altri motivi). Penso di essere molto confusa e non ne posso parlare con nessuno perché sono una persona molto timida e riservata e non vedo l'ora di trasferirmi lontano dalla mia famiglia per fare delle esperienze e capirmi meglio.... Intanto sto uscendo con un ragazzo che mi piace ma ho paura di fare coming out anche con lui e ho paura che mentirgli possa rovinare in qualche modo il nostro rapporto .
Insomma un disastro ahaha
Anna Risposta dell'amministratore di: Anna
Cara Cristina, grazie mille per averci scritto e aver condiviso con noi questo momento così importante della tua vita. Dalle parole del tuo messaggio traspare chiaramente la grande mole di emozioni che stai vivendo. Dalla consapevolezza di noi stessi nasce anche la preoccupazione dello scoprirci ma, nonostante tutto, vale sempre la pena "buttarsi".
Prima di tutto: benvenuta. Benvenuta nella comunità B+ che è una famiglia veramente grande. Questo per dirti che non sei sola. Anche se in questo momento ti senti sola e confusa, sappi che noi ci siamo e che ci sono tantissime persone bisessuali e pansessuali che ti capiterà di incontrare nella tua vita e che ti affiancheranno in questo percorso =) E a proposito di persone ho già due consigli da darti che riguardano proprio la tua città: contattare la nostra Chiara, che gestisce il nostro profilo Instagram (la puoi contattare direttamente da lì) e che sarà felicissima di fare due chiacchiere anche dal vivo e fare capolino al "Gruppo Giovani Arcigay" di Torino che si riunisce ogni domenica pomeriggio 😉 Quale migliore occasione per un confronto aperto ed interessante? Riguardo il coming out con il tuo ragazzo, questa è una decisione che solo tu puoi prendere. Non è mai facile, lo sappiamo, anche quando magari lo hai già fatto cento volte. Per quanto Bproud sostenga apertamente una politica "del coming out", non ci stancheremo mai di ripetere che è una decisione che si può prendere quando si è sicuri e si vive in un ambiente tranquillo e sereno. Il coming out è qualcosa che fai soprattutto per te stessa, non lo "devi" a nessuno, ed è quindi necessario che sia una decisione serena e consapevole =) In bocca al lupo e facci sapere come va! Anna
Sara Sara da provincia di Arezzo pubblicato il 21 Marzo 2019 alle 4:19 PM:
Salve a tutti, sono ormai passati due anni da quando ho capito di essere attratta da entrambi i sessi e ad essere sincera, inizialmente l'avevo accettata.
Poi però non so cosa mi sia successo, ho avuto come una ricaduta totale e non riesco più a mandarla giù..io accetto tutti i membri della comunità LGBTQ+ però quando si arriva a parlare di me non ci riesco, continuo a chiedermi tutti i giorni "perchè sta succedendo a me" e non riesco ad uscirne.
Vorrei sperimentare ed essere me stessa, con tutto il cuore, ma nel paesino in cui sto tutti ti parlano alle spalle e sono sempre pronti a giudicarti.
L'ho detto a tre persone tra cui una è una mia cara amica di cui sono innamorata. Cosa posso fare per imparare ad accettarmi cosi come sono? Sto lentamente perdendo la speranza.
Anna Risposta dell'amministratore di: Anna
Ciao Sara e grazie per averci scirtto. La tua esperienza, per quanto possa sembrare inusuale, è in realtà più comune di quanto si pensi. Ovviamente mi rendo conto che questo consoli fino ad un certo punto. Sono certa che tu ti sia chiesta più volte il perché di questa tua difficoltà ad accettarti dopo una fase iniziale in cui invece avevi trovato un tuo equilibrio. Oltre a consigliarti di non smettere di riflettere su questo aspetto e cercare di capire bene quali siano i motivi reali di questa tua "ricaduta", ti voglio fare una domanda: quanto influisce l'ambiente sulla tua difficoltà ad accettarti? Quanto il piccolo paese in cui vivi, le sue ristrettezze anche mentali, influenzano questa tua lunga fase? Te lo chiedo perché io stessa ho vissuto un'esperienza similare. Mentre il mio coming out con me stessa e con "il mondo" è avvenuto ormai molti anni fa e in un ambiente metropolitano che mi ha consentito di fare tantissime cose con relativa calma, libertà e gioia di vivere, le scelte di questi ultimi anni mi hanno invece "fatto tornare indietro", Ci siamo trasferiti in un piccolo paese e, dolorosamente, sono dovuta tornare "nell'armadio" dopo anni di vita bi out&proud! E' stato un vero shock. Reprimere me stessa, il mio modo stesso di vestire e di pormi, le mie battute sul mio orientamento, il mio comportamento nei confronti delle donne e valutare le persone con cui fare coming out una per una! E' terribilmente frustrante e chiudersi di nuovo in se stessi, sentirsi arrabbiati e repressi è un attimo. Cosa mi ha aiutato? Relazionarmi nuovamente con il mondo cittadino, fare attivismo, conoscere, di nuovo, altre persone bisessuali e cercare di avere un atteggiamento meno repressivo nei miei confronti, preoccupandomi meno delle chiacchiere di paese. Non è facile, lo so, ma è un inizio che può portare a dei risultati stupefacenti. Se ritieni che la chiusura del luogo in cui vivi possa aver influenzato pesantemente questa tua "ricaduta", cercare di allargare i propri confini può essere una soluzione. Anche semplicemente contattare dei gruppi LGBT+ (bi friendly) ad Arezzo o Firenze sono certa che possa aiutarti. Spero di essere riuscita a darti degli spunti e se hai voglia scrivici a scrivi@bproud.it. Noi ci siamo (anche dal vivo, se serve!)
Annalisa Annalisa da provincia di Milano pubblicato il 13 Marzo 2019 alle 7:31 PM:
salve a tutti. sono felice di avervi trovato. un pò come un'oasi nel deserto,
in realtà non ho domande da farvi, ma ricevere una risposta forse mi farebbe sentire meno sola nei miei turbamenti...
brevemente: ho quasi 39 anni, sposata da 12 e ho 2 bellissimi bimbi.
da un pò di tempo le cose con lui non vanno e sicuramente la mia bomba emotiva che è esplosa ha la sua colpa...
sono letteralmente andata fuori di testa per una mia collega coetanea... anche lei però sposata e con 2 figli....la conosco da 6 mesi ma da dopo natale è cambiato qualcosa ....mi sento tutti quei classici "sintomi" da adolescente innamorata.... farfalle nello stomaco, cuore impazzito, mi sudano le mani, mi tremano le gambe... non riesco a guardarla negli occhi quando mi parla... le scrivo ma non le ho mai dato nulla, cerco di sfogare la mia voglia di averla vicino, scrivendole...
da qualche mese inoltre sto andando in terapia da una psicologa a cui non ho ancora avuto il coraggio di parlarle di Lei...Sara.
solo il nome mi fa venire i brividi...
sono disperata, la sera piango, no dormo e penso a lei, di giorno.. sempre.
vorrei chiederle di uscire, instaurare almeno un'amicizia ma per ora non è andata come speravo....
è facile dire "non ci pensare, lascia stare che è meglio"me lo ripeto spesso... ma Lei c'è.. fissa nei miei pensieri...
insomma sto attraversando una bufera... ma stavolta ne uscirò con le ossa rotte lo so.. lei sicuramente non ricambierà...
non so cosa chiedervi se non comprensione.
grazie per l'attenzione.
Annalisa
Francesca Risposta dell'amministratore di: Francesca
Cara Annalisa,

leggendo il tuo messaggio mi sono sentita catapultata indietro a 13 anni fa... quando per la prima volta ho perso anch'io la testa per una donna.

Avevo trent'anni, mi ero appena sposata e, sebbene non avessi figli, mi sentivo esattamente come te: disorientata, travolta dalle sensazioni forti che sembravano avere il controllo totale della mia vita e dei miei pensieri. L'euforia di una quattordicenne alle prime cotte e la consapevolezza di essere, in realtà, un'adulta con una vita completamente incompatibile con quelle fantasie.
Come te, non avevo idea di dove sbattere la testa: sapevo che la ragazza di cui mi ero innamorata era lesbica, ma allo stesso tempo sapevo benissimo che, anche se ci giocava (oh, se ci giocava!), io non le interessavo minimamente. Un giorno mi sono ritrovata a piangere a dirotto in treno e ho capito che dovevo fare qualcosa. Ne ho parlato con la mia psicologa... e se da una parte non mi ha aiutata a risolvere il mio mal d'amore per "Lei", dall'altra mi ha fatto capire una cosa importante: comunque fosse andata a finire, non potevo più fare finta che l'attrazione per le donne non esistesse. Dovevo imparare a capire come gestirla.

Com'è andata a finire? In qualche mese, anche se con molta difficoltà, mi sono fatta passare la cotta per quella ragazza. Poi però è arrivata Silvia... che tre anni fa è diventata mia moglie. Ovviamente non ti sto raccontando queste cose perché penso che tu debba lasciare tuo marito per questo motivo: negli anni abbiamo ascoltato tante storie di persone che si sono confrontate con noi e ognuna ha fatto la scelta che riteneva più "sana" in quel momento, che fosse parlarne o meno con il partner e i figli, dichiararsi alla persona di cui si è innamorati o no, affrontare un percorso di terapia per cercare di capire meglio se stessi e il proprio orientamento o decidere di prendere un'altra direzione.

Però una cosa vorrei consigliartela: qualsiasi sarà la scelta che farai, cerca di non ignorare questa "nuova" parte di te, né tanto meno giudicarla. So che ora stai male per "Lei"... ma in un modo o nell'altro questi sentimenti travolgenti passeranno (sì, anche se doveste mettervi insieme e vivere per sempre felici e contente!) e rimarrai tu, con il tuo sentire e magari tante domande su chi sei veramente. Riparti da questo: anche se dovesse essere la prima e l'ultima volta, hai imparato che puoi amare anche una donna. Non è una consapevolezza facile da gestire, soprattutto all'inizio, ma non è nemmeno una cosa che ti impedirà di essere felice e avere delle relazioni profonde e appaganti.

Goditi queste emozioni, anche se estenuanti... e sappi che non sei sola né sbagliata. Se mai vorrai un consiglio su cosa fare, uno spazio per sfogarti o anche solo per raccontare come stai, noi siamo qui.

Ti mando un abbraccio grandissimo.

Fra
Mattia Mattia da Chiavari pubblicato il 7 Marzo 2019 alle 4:50 PM:
Grazie mille per la risposta, spero tanto di essere felice in questa vita e di trovare un compagno o una compagna, non e' facile in quanto affettivamente e sessualmente sono attratto da entrambi i generi, il ragazzo gay a cui ho fatto coming out e' una persona a cui voglio molto bene e a che e' stata importantissima per me soprattutto nel corso dell'anno scorso in cui da una parte attraversavo un periodo un po' complicato ma d'altra parte cercavo sempre la bellezza nelle cose, questa persona mi ha sempre valorizzato e mi ha salvato in un certo senso, e' un po' lunga come storia ma preferirei raccontarvela più dilungandomi nel privato, in ogni caso e' una persona a cui voglio molto bene, qualche tempo fa avevo passato una bellissima giornata con lui, avevo raccontato tutto ad una mia grande amica, lei che e' molto aperta e comprensiva, mi ha detto di dichiararmi al ragazzo, però provo una grande attrazione anche per la mia amica, nel senso che e' una persona con cui starei bene nella mia vita, è un po' difficile come situazione!
Anna Risposta dell'amministratore di: Anna
Ciao Mattia e grazie ancora per averci scritto. Sento che stai vivendo un periodo molto intenso della tua vita che allo stesso tempo sono certa sia una grande occasione per la scoperta di te stesso. Trovare la persona o le persone "della vita" è un percorso che può rivelarsi difficile, al di là del proprio orientamento sessuale, ma anche molto entusiasmante e fondamentale per costruire i noi stessi del futuro. Noi ci siamo. Se vuoi contattarci privatamente puoi farlo quando vuoi scrivendo a scrivi@bproud.it. Per il momento ti mando un grande abbraccio e un "in bocca al lupo"!
Mattia Mattia da Chiavari pubblicato il 4 Marzo 2019 alle 1:21 PM:
Ho 18 anni, sono bisex, non e' tanto che l'ho accettato, l'ho sempre saputo ma lo tenevo soffocato dentro di me, mi sentivo sbagliato, schifoso, ingiusto, ho fatto coming out con alcune persone di cui mi fido compreso un ragazzo gay e pochi altro, spero di aver fatto bene e di poter vivere bene!
Francesca Risposta dell'amministratore di: Francesca
Ciao Mattia, grazie per il tuo messaggio. Ti facciamo i complimenti per la tua decisione: il coming out è sempre una questione delicata e ci può provocare parecchia ansia, perché non sappiamo quali reazioni potrebbero avere le persone a cui lo diciamo, soprattutto le prime volte. Però dopo un po' di "allenamento" diventa tutto più semplice, in particolare se c'è stato un riscontro positivo. Mi sembra di capire che nel tuo caso è andata così e ne siamo felici! Essere consapevoli del proprio orientamento non basta per stare bene: abbiamo bisogno di conferme. Quindi hai fatto bene, anzi, benissimo, a parlarne con le persone di cui ti fidi di più: sono sicura che che ti aiuterà a vivere con una consapevolezza e una sicurezza maggiori e che con il tempo le sensazioni e i giudizi negativi che avevi su te stesso diminuiranno per poi sparire per sempre. Essere bisessuali non preclude affatto una vita serena e felice: circondandoti di persone che non solo "accettano" chi sei, ma riconoscono la tua unicità a prescindere dal tuo orientamento, potrai vivere al meglio e affrontare eventuali episodi di bifobia con determinazione, ma anche con la certezza che non c'è nulla di sbagliato in te. In bocca al lupo per tutto! Noi siamo sempre qui 🙂
Bee Bee pubblicato il 28 Febbraio 2019 alle 7:45 PM:
Sono una ragazza bisessuale che ha sempre avuto relazioni eterosessuali. Non ho mai nascosto con i miei amici e il mio ragazzo la mia attrazione per persone da sessi diversi enfatizzando spesso, perché ho la costante sensazione che non mi credano. Anche io a volte ho questa sensazione, come se il fatto di non aver mai avuto una relazione con una persona di sesso differente faccia di me una "finta" bisessuale. Razionalmente so che non è così, che ciò che provo lo so io, e che è l'attrazione che conta e non le azioni. E qui di mi chiedo, come posso fare per fare pace con questa cosa?
Chiara Risposta dell'amministratore di: Chiara
Cara Bee,
la situazione in cui ti trovi è abbastanza frequente nelle persone a orientamento non monosessuale; nonostante la consapevolezza che sia l'attrazione a definire il proprio orientamento sessuale e non le esperienze, può capitare di provare un senso di incompletezza dovuto all'assenza di esperienza con uno dei due sessi.
In questa situazione, partecipare a eventi o frequentare ambienti lgbt+ potrebbe darti la sensazione di abbracciare e coltivare anche quella parte di te che senti più "trascurata", conoscendola meglio.
Potresti cercare una o più associazioni e realtà di questo tipo nel luogo in cui vivi, non so quanti anni tu abbia ma in alcune città è presente Arcigay, che prevede al suo interno il Gruppo Giovani in cui ragazz* fino ai 25 anni circa si ritrovano una volta a settimana e passano del tempo insieme dialogando, divertendosi e approfondendo tematiche e cultura queer.
Se avessi bisogno di aiuto nella ricerca di associazioni lgbt+ non esitare a contattarci tramite Bproud Risponde, Instagram o Facebook.
Io intanto ti abbraccio e ti auguro di riuscire a sentirti pienamente realizzata nella tua bisessualità.
bi's girlfriend bi's girlfriend pubblicato il 28 Febbraio 2019 alle 3:42 PM:
Sono fidanzata con un ragazzo bisessuale e stiamo molto bene insieme, ma non sappiamo come vivere la sua bisessualità : lui dice di sentirsi squilibrato e soffre al non avere rapporti sessuali gay, ma quando gli permisi di farlo lui era come se vivesse due vite: una da etero fidanzato, e una da gay single. Siccome aveva difficoltà a parlare della sua parte omosessuale, di scambiare apprezzamenti per ragazzi con me, io l'ho tranquillizzato dicendo che avrebbe potuto fare tutto cio che lo avrebbe fatto sentire bene, ma che desideravo che prima o poi me lo raccontasse, quando avrebbe voluto lui, come avrebbe voluto lui, raccontandomi quello che avrebbe voluto lui. Nonostante questa mia proposta estremamente aperta e delicata, lui non me ne ha quasi mai parlato di quando aveva dei rapporti con altri, e questo mi faceva soffrire; mi faceva sentire esclusa completamente da quella sua parte, nonostante io quella parte l'avessi sostenuta e incoraggiata. Ad un certo punto, lui capisce la mia sofferenza e decide di non avere più rapporti con altre persone senza di me, questo implica una relazione aperta che io nell'idea ho accettato volentieri, ma che non abbiamo ancora sperimentato. Nell'attesa, lui continua a soffrire di poter vivere solo la sua parte etero-sessuale e io mi sento a metà in colpa e a metà no (visto che permettendoglielo faceva soffrire me...) Il fatto sta che non abbiamo ancora trovato il modo di viverla in modo sereno senza soffrire: come fare ? Consigli ?
P.s.: siamo entrambi abbastanza gelosi, e io nonostante ci abbia voluto provare, penso di potermi definirmi con certezza eterosessuale, ma aperta a tutto... nella vita non si sa mai !
Silvia Risposta dell'amministratore di: Silvia
Cara bi's girlfriend,
ti rispondo da monosessuale come te, cercando di farti vedere le cose da un punto di vista un po' diverso.
Chiunque di noi, anche quando è felicemente in coppia, continua a provare attrazione per altre persone del/i genere/i da cui è attratto, a prescindere dal proprio orientamento.
Quando ci si innamora e si sceglie di stare con una persona ci si trova di fronte ad una scelta sul tipo di relazione che si vuole avere, che ovviamente può avere forme diverse, ma che si deve modellare sempre sulle esigenze di entrambi i componenti della coppia.
Si può scegliere di essere monogami, poliamorosi, in relazioni aperte o in altre mille modalità diverse... ci sono davvero tantissimi modi diversi di stare insieme.
Alcuni contemplano la possibilità di avere più relazioni contemporaneamente altri no, ma quando si sceglie una relazione esclusiva si sceglie NON di rinunciare ad una parte di se stessi, ma a mettere in atto delle azioni che portano ad un rapporto sessuale (o ad una relazione amorosa) con altre persone perché semplicemente l'altra persona della coppia ci dà quello di cui abbiamo bisogno.
Questa rinuncia non significa che quella parte che continua a provare attrazione per altri deve essere frustrata o repressa o cancellata: rimane viva e vegeta, semplicemente non si trasforma in nulla di attivo.
E' una scelta che viene serenamente e senza sofferenza, altrimenti vuol dire che qualcosa va sistemato, o in noi stessi o nella coppia.
E' importante dunque che la modalità di relazione che si sceglie sia condivisa da chiunque sia coinvolto nella relazione, perché se così non è la coppia rischia di entrare in crisi perché un suo componente non sta bene.
La soluzione? Parlare, parlarsi, esprimere i propri dubbi, le paure e i punti di forza sia del singolo che della coppia, in modo da trovare insieme una via che possa far stare bene entrambi.
Senza comunicazione, a prescindere dagli orientamenti presenti nella coppia, si corre il rischio che uno dei due cerchi di adattare le sue esigenze all'altro, cosa che purtroppo non porta molto lontano. E questo purtroppo lo avete già provato sulla vostra pelle con il primo tentativo che ti ha fatta soffrire.
Solo parlandovi tanto riuscirete a capire qual'è la forma di coppia che va bene per voi, senza censure e senza autoimposizioni.
Qualsiasi soluzione troviate che va bene davvero ad entrambi è valida e vi porterà a stare bene.
Non è detto che la troviate al primo colpo, così come non è detto che non debba essere rimessa in discussione nel tempo.
Ma sta a voi capire quale forma volete dare al vostro rapporto...purtroppo nessun altro può capirlo al posto vostro, o suggerirvi un modo, proprio perché ognuno di noi è unico e vive emozioni, sentimenti e paure a modo suo.
Non è facile, ma con tanto dialogo imparerete a conoscervi meglio e a capire qual è il modo migliore per voi di stare insieme.
In bocca al lupo e un abbraccio da tutto il B-team.
Silvia