Bproud risponde

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25 messaggi.
Nina Nina pubblicato il 22 Ottobre 2019 alle 10:38 PM:
Ciao.
Ho 37 anni e da circa un anno ho scoperto una parte di me e un desiderio che non sapevo di avere.

Sono in una relazione stabile con un uomo da 12 anni, con cui convivo. È sicuramente l’uomo più importante della mia vita, mi dà molta sicurezza, sono cresciuta con lui e ho trovato un solido equilibrio. Fin da subito è stato una presenza costante nella mia vita. Sappiamo tutto l’uno dell’altra, ci conosciamo come le nostre tasche e facciamo tantissime cose insieme. È anche il mio miglior amico. Abbiamo interessi simili anche se siamo molto diversi come sensibilità e carattere. Tuttavia una relazione lunga non è un idillio, i problemi ci sono, ci sono stati, la stanchezza della routine pure, insieme a piccole fratture e incomprensioni che in un modo o nell’altro però abbiamo sempre superato. A volte però ho come la sensazione che mi manchi qualcosa, è come se non ci fosse completa sintonia o forse è solo la monotonia della coppia. Mi dico che è normale dopo tanti anni che ci siano momenti di stanca, alti e bassi e vado avanti.
Vivevo comunque il mio tran tran quotidiano piuttosto tranquillamente fino a quando ritrovo in internet una cara amica che non vedo da vent’anni. Lei è lesbica da sempre e aveva un debole per me quando eravamo adolescenti.
Quel giorno è cambiata la mia vita. Interiore se non altro.

Quando eravamo più giovani le ho voluto senz’altro bene, l’avevo scelta come amica e ci frequentavamo regolarmente. Il suo coming out non mi creò nessun problema ma rimasi sconvolta dal fatto di sapere di piacerle. Non potevo ricambiare i suoi sentimenti, io l’avevo vista sempre con altri occhi, ci siamo allontanate e poi perse completamente di vista. Sicuramente una parte di me però non ha mai voluto veramente cancellarla dalla mia vita e un paio di volte ho provato molto serenamente a riavvicinarmi a lei, senza che ci fosse però un vero seguito o la vera volontà di concretizzare questi tentativi.
L’ultima volta è andata diversamente.

È entrata nei miei pensieri come se qualcuno avesse lanciato un sasso dentro la mia testa. Senza preavviso e senza che potessi farci niente. Improvvisamente mi sono ritrovata a pensare a lei ogni giorno, a fantasticare di rivederla e stare insieme.
Non ho mai provato una reale attrazione per le donne prima. Non ho mai sviluppato curiosità o interesse verso il corpo femminile, né desiderato baciare qualcuna (nemmeno lei con la quale sarebbe potuto succedere qualcosa più di una, più di due e più di tre o dieci volte, da ragazze).
Solo ora leggendo questo blog e le esperienze di altre persone capisco che, mettendo tutto in prospettiva, forse fin dalla mia infanzia e adolescenza (pur senza desiderare di stare con qualcuno del mio stesso sesso) qualche domanda in più sulla mia identità “fluida” me la potevo fare in modo più approfondito, diciamo.

Ci siamo scritte solo pochi messaggi e poi un silenzio tombale per circa sei mesi.
Anche se non ci parlavamo pensare a lei mi dava gioia e allo stesso tempo mi tormentava. Avevo paura di provare quello che provavo. Non osavo contattarla di nuovo perché credevo che non volesse vedermi (in fondo erano passati ventanni) e perché tutto sommato credevo che fosse solo una mia fantasia.
Non sapevo come gestire queste emozioni ma non ci sono stati giorni migliori di quelli della speranza di rivederla.
Ovviamente vivevo questi pensieri solo nella mia testa, come una consapevole (e stupida) fantasia romantica; mi sembrava una cosa impossibile e una gigantesca follia: non la vedevo da ventanni, probabilmente non le interessavo più e di fatto non ci sentivamo. Ma si era innescato qualcosa dentro di me e non potevo più tornare indietro.

Ci soffrivo. Molto. Ero sicura di provare qualcosa (nostalgia, amicizia, affetto, qualcosa di più? Tutto quanto?) e allo stesso modo ero sicura anche che non potevo essermi “innamorata” di una persona che non vedevo da secoli. Ero nella bolla di un sogno ma quei sentimenti e quelle sensazioni mi riempivano le giornate.
Timidamente ho cercato di riavvicinarmi a lei con qualche messaggio. Lei rispondeva ma come se in realtà non volesse mai veramente approfondire la conoscenza. Tutto mi faceva pensare che non mi volesse vedere. Inaspettatamente anche lei, dopo il mio messaggio, mi scrive qualcosa e mi sembra di intuire qualche significato “ambiguo” nelle cose che pubblica.
Siamo andate avanti così per diversi mesi. Un giorno, dopo che eravamo riuscite a rompere un po’ il ghiaccio, io avevo anche trovato il coraggio di chiederle di vederci e lei aveva accettato. Ero molto felice. Poi il giorno in cui dovevamo vederci nessuna delle due si fece viva. L’avevo interpretato come un chiaro rifiuto. E sono sparita. Dovevo darci un taglio, lasciare perdere e ritornare alla vita reale. Cerco di comportarmi in modo normale e dopo diversi giorni ritorno “online”, metto mi piace a una cosa che pubblica, come se non fosse successo niente e più avanti le scrivo anche un commento “simpatico” senza nessun fine. E da lì lei mi fa capire con più insistenza che le “interesso”. Ma perché ora se non mi aveva voluto vedere? Speravo che fosse lei a chiedermi di rivederci perché io non sapevo più dove trovare il coraggio. Ma non è mai successo.
Di nuovo ci siamo mandate dei segnali abbastanza inequivocabili del nostro reciproco interesse, anche se non ce lo siamo mai comunicate apertamente e direttamente. Cosa che più di una volta mi ha mandato nei matti e mi ha fatto chiedere se non stessi sognando tutto. Ancora me lo chiedo a volte, non ho la certezza totale ma tante cose, troppe, mi hanno portato a crederlo vero.

L’epilogo è stato drammatico. Quando ormai forse era troppo tardi io ho “calato la maschera” con segnali più espliciti – cercando di farle capire che sì provavo “qualcosa” per lei ma avevo pure una relazione con un’altra persona - e lei ha “risposto” esortandomi ad agire e prendere una direzione. Io ho temporeggiato di nuovo, stavo vivendo un conflitto interiore enorme. Lei mi ha mandato un messaggio durante le vacanze e poi ha iniziato una storia con un’altra persona (o forse altre persone) che credo stia portando avanti e non ci siamo mai viste. È stato terribile.
Non ci stiamo più scrivendo e non stiamo più mandando segnali.
Credo che siamo rimaste ferite e deluse entrambe, consapevoli che i nostri sentimenti fossero cambiati o impossibili. O forse sono solo io che la voglio vedere così.

Non so se l’avessi vista se poi avrei avuto davvero la forza di mollare tutto e andare fino in fondo; so solo che quello che ho provato non l’ho sognato. Ed è l’unica cosa di cui sono certa in tutta questa folle storia.
Ora non so se ricontattarla. Non so più cosa provo e cosa voglio. Forse non sarebbe nemmeno la persona giusta per me, siamo ormai due donne così diverse che frequentano mondi lontani, incomunicabili. Eppure era la mia amica e la sua sensibilità e il suo mondo interiore mi sembra di conoscerli ancora. E mi manca. E mi mancherà per sempre.

Inoltre sento il peso di questa doppiezza con il mio compagno. Anche se non è successo niente, è cambiato tutto. Sa che io in fondo potrei avere una relazione anche con una donna perché durante una conversazione con amici mi è uscita molto naturalmente questa cosa ma non ne abbiamo mai parlato seriamente.
Non posso dirgli quello che ho vissuto senza perderlo, non lo accetterebbe. E il pensiero che lui non sia più parte della mia vita è più destabilizzante di aver capito che posso essere attratta anche da una donna.
Non so se ora dovrei stare da sola per chiarirmi le idee. Non so più nulla. E poi voglio davvero perderlo per qualcosa che non so più se desidero ancora?
Sicuramente avevo bisogno di vederla almeno una volta per capire se i miei sentimenti per lei fossero reali o solo una fantasia. Comunque sono cambiata.
Forse resterà l’unica donna della mia vita con cui avrei potuto andare. Non so se proverò ancora qualcosa di simile per un’altra donna. Sto provando a guardarmi intorno e dentro per capire se ho curiosità in merito. Ma per ora non mi pare che mi interessino le donne in generale, mi interessava lei in particolare! Non so come andrà con il mio compagno. Non so se è stata la mia crisi di mezzetà. So solo che ne sono uscita emotivamente esausta.

E a complicare ulteriormente il quadro, qualche giorno fa scopro un orientamento nello spettro della sessualità che non conoscevo e in cui in parte mi rivedo (ma devo approfondire): la demisessualità.
Non so più se mettermi a “piangere” o a ridere, perché non ci capisco più niente. Mi metto a ridere perché è meglio trovare il lato comico della vita e accettarla così com’è. In generale vorrei fregarmene delle etichette in questo momento per concentrarmi sui miei sentimenti e capire se voglio recuperare il rapporto con questa persona, quantomeno per chiarirci o almeno salvare un’amicizia o un qualcosa di buono. Ma cosa dovrei dirle poi? Sei l’unica donna da cui mi sono sentita attratta (romanticamente? fisicamente?) dopo ventanni ma non so se avrei mai potuto lasciare il mio compagno per te?
Mi sento patetica. E so che soffro perché non so cosa voglio davvero. Ma come faccio a saperlo se non ho mai avuto modo di uscire dalla mia testa? Lei non me lo ha nemmeno mai chiesto. Forse è troppo tardi anche per recuperare un qualsiasi rapporto. Certe persone quando escono dalla tua vita non le ritrovi più e forse dovrebbe essere questo l’insegnamento da trarre da questa storia. È triste ma bisogna accettarlo perché crescere è anche questo: lasciare andare.

Mi spiace di essermi dilungata tanto. Vorrei avere un consiglio o un vostro parere in merito (anche in forma privata).
Grazie per aver creato questo sito, siete un faro nella nebbia in questo momento confuso.
ValeriaEmma Risposta dell'amministratore di: ValeriaEmma
Ciao Nina, innanzitutto vogliamo ringraziarti per esserti aperta così con noi, per averci raccontato questo spaccato della tua vita. Hai toccato molti argomenti importanti, spero di riuscire a risponderti a tutto.
Partendo dalla scoperta, sofferta e molto lunga, della tua identità, mi sento di dirti con la massima spontaneità che ti comprendo. Siamo coetanee e bisogna dirlo: quando eravamo ragazzine noi non esistevano tutte le informazioni che esistono oggi. E soprattutto il modello relazionale che ci veniva presentato come sano e desiderabile era uno solo: una coppia monogama uomo-donna, punto. Io ero interessata ai ragazzi e quindi *dovevo* essere per forza etero, quanto all'interesse molto forte verso le ragazze, lo sublimavo sempre in amicizia, al punto da reprimere completamente eventuali pulsioni fisiche, considerandole il frutto di una semplice ammirazione (del tipo, ah, che bel viso, quanto sarebbe bello essere carina come lei). Tu oltretutto dici che potresti riconoscerti nella demisessualità, e in effetti devo ammettere che ci avevo pensato anche io leggendo la tua lettera; e capisco che questo aggiunga un ulteriore livello di complessità alla tua ricerca di chiarezza.
Una piccola nota sulle etichette: da qualche parte nel web ho letto questa frase: "prima i sentimenti, poi le definizioni", e mi sento di consigliarlo anche a te. Esistono davvero tante sfaccettature nello spettro degli orientamenti sessuali, ma trovare la propria definizione deve essere qualcosa che porta gioia e sollievo, che ci fa sentire meno soli, meno sbagliati, che ci fa sentire parte di una comunità più ampia; non deve invece essere qualcosa che ci fa sentire in gabbia o a disagio. Informati, parla con altre persone queer (online ci sono moltissime risorse), sperimenta nella tua mente le definizioni che ti sembrano più calzanti e fallo con calma, con i tuoi tempi. Non c'è mai fretta in queste cose. Io ad esempio ci ho messo veramente tanto tempo a comprendere di essere bisessuale, e uno degli alleati più importanti in questo viaggio è proprio il mio attuale compagno, è stato un viaggio che abbiamo fatto (e stiamo facendo) in parte insieme. Questo mi porta ad un altro argomento della tua lettera, ovvero la comunicazione con il tuo compagno.
Mi pare di capire che lui sappia che potresti avere una storia con una donna per via di una frase che tu hai detto per caso mentre parlavate con amici, ma gli hai poi parlato privatamente di come questa scoperta ti fa sentire? Mettendo un attimo da parte tutto quello che hai fatto per riavvicinarti alla tua amica, parlare al tuo compagno del fatto che ti sei resa conto che effettivamente puoi provare una attrazione sentimentale e fisica molto forte verso le donne, e che la cosa ti destabilizza, potrebbe aiutarti a toglierti un peso dal cuore. Parlare del tuo orientamento sessuale e dei tuoi dubbi in merito non significa affatto mettere in dubbio il vostro rapporto e d'altronde nascondere una parte rilevante della tua identità al tuo compagno potrebbe creare un allontanamento tra di voi. Bisogna anche dire che quando si scopre tardi il proprio orientamento, come è successo a me, è comprensibile che nascano dei desideri, che ci si chieda come sarebbe stata la propria vita se si fosse seguita anche questa parte di noi stessi fin da subito. Io e mio marito abbiamo parlato a lungo di tutti questi pensieri, e mi ha aiutato a sentirmi un pochino più normale... ti auguro sinceramente di poterlo fare anche tu con il tuo compagno; naturalmente senza affrettare i tempi. Devi prima sentirti sicura tu. E magari, nel frattempo, hai qualcun altro con cui confidarti: un'amica, un parente, qualcuno con cui tu possa intanto sfogarti e misurarti nel dire ad alta voce tutto quello che ti turba.
Per quanto riguarda, infine, la storia con la tua amica: per sdrammatizzare ti direi che hai vissuto un vero e proprio lesbodramma, cosa che capita prima o poi a tutte noi donne che amiamo altre donne! Tornando seri: di certo la tua amica ha avuto il merito di farti scoprire qualcosa su te stessa. Le cose poi purtroppo non sono andate come avresti voluto, ma questo non significa che l'esperienza sia stata inutile. Hai visto succedere in te varie cose, e credo che possa essere utile per te prenderti del tempo per metabolizzarle. Intanto hai avuto conferma di una tua attrazione verso le donne, e di che tipo di attrazione puoi provare; in secondo luogo hai anche potuto sperimentare che l'amore non è per forza un sentimento esclusivo. Tu dici giustamente che sei certa di non esserti sognata i tuoi sentimenti verso la tua amica, e io non ho difficoltà a crederlo. Se hai letto il nostro sito, avrei sicuramente trovato alcuni approfondimenti sul poliamore, ovvero sulla capacità di amare più di una persona contemporaneamente. Potrebbe essere stato questo il caso per te: lo è stato anche per me... e anche su questo il consiglio migliore che posso darti è di prenderti del tempo per comprendere veramente tutto quello che è successo. Perchè vedi non è necessario mettere in pratica ogni singola cosa che si scopre di se' stessi: esistono persone bi+ che hanno avuto relazioni con un genere solo, esistono persone poliamorose in relazione con una sola persona, il punto non è accumulare esperienze. Il punto è raggiungere una serenità interiore, quella serenità data dal sapere chi siamo. Comprendo benissimo che tutto questo sia tantissimo da metabolizzare, infatti dici di sentirti emotivamente esausta, quindi l'ultimo consiglio che mi sento di darti è di pensare se possa essere utile per te rivolgerti ad uno psicoterapeuta. Io in questo sono di parte: sono andata in psicoterapia per altre ragioni mie personali e poi ho anche affrontato con la mia terapeuta tutti questi argomenti, e per me è stato veramente utilissimo ed importante; so che non è così per tutti, ma è una strada che mi sento sempre di consigliare.
Scrivici ancora, facci sapere come va. Un abbraccio fortissimo,
Valeria - team BProud.
Annalisa Annalisa da Milano pubblicato il 21 Ottobre 2019 alle 11:19 AM:
Ciao bproud... Vi avevo scritto a maggio raccontandovi della mia situazione e avevo ricevuto un "abbraccio" virtuale da parte vostra... E ora a distanza di qualche mese sono qui ancora bisognosa di conforto...
Brevemente vi racconto ... Sono sposata da 12 anni, 2 figli, un lavoro che amo... A gennaio scoppia una bomba dentro di me. Scopro di essere innamorata di una mia collega coetanea ... Anche lei sposata 2 figli..
A giugno pensando che non avrei più lavorato con lei, glielo dico. Lei non ricambia.. Dice che le dispiace molto ma ama il suo.uomo.
Io sono in terapia già da 2 anni quasi, per altri motivi ovviamente scaturiti dal mio matrimonio che stava lentamente naufragando. A settembre il destino vuole che ci richiamino a lavorare nella stessa scuola e nella stessa classe.
Ho.passato in rassegna tutte le emozioni possibili... Dal disagio alla paura alla felicità all' ennesima Potenza... Ne sono innamorata dentro e fuori.. Da 3 settimane vivo la mia vita a mille all'ora, mi sento drogata da quando posso vederla parlarle tutti i giorni. Lei con me è fantastica... Gentile, premurosa, mi ascolta, mi incoraggia a non mollare e ad essere felice della vita che ho. E che piano piano risolvero' i miei problemi.
A volte faccio una gran fatica a starle vicino, guardarla negli occhi sostenere lo sguardo... Vorrei abbracciarla...
ma insieme funzioniano bene , tutti sono contenti di noi il.lavoro va alla grande.
Mi voglio godere ogni attimo con lei e ne sono felice ..
Ho solo paura di quella Annalisa dentro di me che continua a credere che Sara prima o poi mi dirà : si, mi sono innamorata anch'io...
La.mia situazione familiare si sta avviando lentamente verso la.più triste delle ipotesi ma pacificamente affronteremo tutto.
Soffriremo tutti lo so... I miei figli vedranno cambiare la loro vita quotidiana, lui sarà duro con me perché lo vive come un fallimento totale, Sara non ricambia quello che provo... Insomma le premesse per una lunga agonia.
La testa si deve perdere in due. Altrimenti è un' esecuzione. Una volta ho letto da qualche parte...
Io sto lentamente morendo ma con la gioia negli occhi.
Grazie di cuore per l attenzione.
Annalisa
brusch Risposta dell'amministratore di: brusch
Ciao Annalisa,
Mi dispiace tantissimo per la difficile situazione che stai affrontando.
La fine di un matrimonio, una relazione di lunga durata, è sempre un evento traumatico, vissuto come un lutto anche, ma che ha il significato della rinascita dopo. Vedrai che poco per volta riemergerai più forte e splendente di prima. E non sentirti l'unica responsabilità, ma un 50/50, nella relazione eravate in due e in due avete creato ogni momento, anche il finale.

Per quanto riguarda la situazione con la tua collega, cerca, se puoi, di non vivere nella speranza di un suo cambiamento nei tuoi riguardi a livello sentimentale, non ti fa bene e non ti permette di andare avanti. Coltiva il rapporto di amicizia, se riesci a starle vicino senza starci male, ma con una distanza di sicurezza per proteggerti da altri urti. Esci con amici, conoscenti, dedica del tempo solo a te stessa, coccolati un po'.
Un abbraccio forte
Federica
Agatha Agatha da Venezia pubblicato il 15 Ottobre 2019 alle 8:45 PM:
Ciao sono Agatha,
vi scrivo perchè non vi conoscevo e sembra che le cose capitino proprio al momento giusto. Come iniziare? Ieri la mia ragazza mi ha girato il vostro link in cui è raccontata la vostra storia, all’episodio degli incontri al coro ero già in lacrime. Allora sono una ragazza che è sempre stata tranquillamente etero, cresciuta in un ambiente ipercattolico e con una madre altrettanto iper ecco! La mia famiglia è stata un disastro fin dalla mia nascita, ho subito molti abbandoni dalle figure maschili ( mio fratello a cui ero molto affezionata se n’è andato di casa molto presto e mio padre due anni dopo quando avevo 11 anni). Fin da piccola sono sempre stata una bambina che rispondeva a tono ai maschi, che loro “rispettavano”, all’asilo ero l’unica bimba, e non ho mai avuto storie o altro con un ragazzo fino ai 17 anni! Mi sono sempre considerata una bambina un po’ maschiaccio, non esteticamente, ma ho giocato a basket per anni, mi piaceva molto correre e vestirmi comoda!
Con il ragazzo che ho incontrato a 17 anni ho avuto una storia molto lunga ,che è durata fino a questo Natale 2018 ( ora di anni ne ho 26) , durante la quale ci siamo lasciati tantissime volte, eravamo molto incompatibili eppure molto legati, lui ha spesso a mio parere fatto le veci di una figura genitoriale per me. Sono rimasta con lui per molto tempo anche se forse sapevo che non ero più del tutto innamorata fino a che non è successo questo. A settembre ho cambiato casa all’università e quella che oggi é la mia ragazza era una frequentatrice assidua di casa mia, lei è lesbica. Io avevo già avuto una precedente esperienza molto strana nell’altro appartamento. Ero in camera con una ragazza lesbica e i suoi modi e i suoi atteggiamenti mi avevano mandata in crisi, a quel tempo ne avevo parlato anche con il mio ragazzo e mi ricordo che mi ero pure chiesta “e se fossi lesbica?”
Ero andata totalmente in crisi ma senza avere una vera risposta! Poi questo novembre succede il fatto, ad una festa io mi accorgo che inizio a guardare la mia attuale ragazza, la cerco con lo sguardo, mi emoziono a stare vicino a lei, e quando se ne va mi manca, assurdo!!! Quella è stata la notte più assurda della mia vita, l’ho passata nel letto in bianco a chiedermi cosa mi succedesse, ero elettrizzata ed emozionata e non riuscivo a capire di chi fosse quel corpo che sentiva quelle sensazioni fortissime! Poi il giorno dopo la rivedo e decido di andare a fondo e invitarla al cinema e qualche sera dopo ci siamo baciate durante una notte che ricorderò per sempre e che mi ha cambiato la vita. Diciamo quindi che nel giro di un mese io ho lasciato il mio ragazzo (con grande sofferenza per una persona che mi ha accompagnata per così tanto) e mi sono messa con lei, senza nessun dubbio o perplessità su quanto sentissi, ero davvero innamorata persa. Da quel giorno fino ad ora l’ho detto a tutti i miei amici e tutte le persone più care che però in molti(questo mi lascia un amaro in bocca) continuano a considerarla una fase pur essendo felici per me!
Porto lei a casa (perché io non abito nella mia città universitaria) tre volte in incognito sperando potesse essere una cosa positiva per mia mamma in un futuro averle dato un volto e aver visto che non era un mostro che sputa fuoco (quello che alcuni cattolici pensano degli omosessuali). Insomma tentativo fallito, ad agosto mia mamma si insospettisce, lo scopre e quando torno a casa per parlarne con lei e mio padre col cuore in mano loro mi aggrediscono (soprattutto mio padre), mia madre mi toglie tutti i soldi e decide di non pagarmi più l’affitto per l’università. In quel frangente ho sentito di tutto, che ero stata irretita, che il diavolo mi aveva presa, mio padre sosteneva che le lesbiche non si dovessero azzardare a stare con una non lesbica e che a mio padre faceva schifo!
Da quel momento io non sono tornata più a casa e ad oggi ho ancora contatti con mia mamma e i miei fratelli ( uno dei quali ha pianto di commozione quando gliel’ho raccontato). Mia mamma pensa che non sia la mia strada (dice di conoscermi meglio di chiunque altro, probabilmente anche di me!) e che io abbia avuto solo esperienze negative con gli uomini e avuto un padre assente! ( ho avuto anche una storia da amante a 21 con un 40 che mi ha distrutta) ma non ho mai perso la fiducia negli uomini, perlomeno non ho proprio sentito questo! Insomma ora sono giorni che mia madre mi ha ritirato fuori questa cosa che non è la mia strada e che sono finita in un tranello tanto che sono un po’ preoccupata. Io sono felice ma ammetto di essere una che si mette sempre molto in discussione, che pensa e che ascolta gli altri, quindi se mia madre mi dice certe cose inconsciamente mi colpisce. Purtroppo però la sua visione cozza proprio con quello che sento e con la mia storia (tra 3 mesi è un anno, assurdo!) con la mia ragazza e siamo proprio felici . Forse io per prima sono scettica e ricerco molte giustificazioni a quello che è successo?!?Insomma l’ultimo incontro con mia madre mi ha spinta a capirne di più e devo dire che sono confusa. Una cosa che mi ha sconvolta molto in questi mesi ad esempio è sapere che la mia ragazza ogni tanto mi dice “gli uomini non mi interessano ma magari proverei”, cioè in pratica, io non ci capisco più nulla, ma perché? Lei non è mai stata con uomini e a volte li apprezza anche se non con vero interesse però io penso spesso che forse è perché non è mai stata con nessun uomo che è lesbica. Insomma, è come se io stessa cercassi giustificazioni sul suo orientamento come mia madre fa con me! Quindi, dato che attualmente non so più chi sono e non so più se davvero sto sbagliando tutto o semplicemente questa è la realtà e tutto il resto è fantasia (tipo la religione estremizzata) vi chiedo aiuto! Scusate il lungo messaggio, ma davvero non riesco a credere di potervi scrivere e chiedere queste cose, grazie che siete qui!
P.s. Questa cosa della bisessualità io proprio non la capisco, se fossi lesbica sarebbe tutto più chiaro, invece così mi sembro solo una persona confusa che non ha ancora capito niente della vita e salta di palo in frasca! Devo dire però che da quando ho provato a stare con una donna non so se tornerei più a stare con un uomo ma non nego che in qualche modo gli uomini mi attirino sempre!

Help!
In tutto questo, io ragazze sono innamorata persa e stare con una donna mi piace tantissimo, con lei poi, veramente tanto! 🙂
Grazie!
Francesca Risposta dell'amministratore di: Francesca
Cara Agatha,
sono Francesca. Ci tenevo a essere io a rispondere al tuo messaggio perché ritrovo nella tua storia molti punti che rispecchiano il percorso che ho fatto anch'io anni fa, all'inizio della mia storia con Silvia.
Innanzitutto, lasciami dire che mi dispiace molto per il comportamento che la tua famiglia ha avuto nei tuoi confronti: a volte non è facile per i genitori rendersi conto che la loro figlia non è quella che pensavano, soprattutto se provengono da un ambiente con una mentalità piuttosto chiusa. Spero davvero che con il tempo le loro posizioni possano ammorbidirsi e che il vostro rapporto possa essere più sereno.
Le cose che ti sei sentita dire - è una fase, sei confusa, ecc. - sono le stesse che moltissime persone sentono nel momento in cui fanno coming out come bisessuali. Queste parole possono essere molto dannose, perché spesso insinuano dubbi su sentimenti e sensazioni che invece sono chiarissimi per la persona che li prova. Però, dato che le dice una persona cara, una parte di noi inevitabilmente finisce per crederci.
Quello che dici verso la fine del tuo messaggio - il fatto di "non riuscire a capire" la bisessualità - mi porta a pensare che forse tutti questi messaggi negativi che hai ricevuto ti hanno portata a mettere in dubbio una cosa che provi con chiarezza: sei stata attratta dagli uomini in passato, ora stai con una ragazza di cui sei molto innamorata ma in qualche modo gli uomini continuano a piacerti.
Ovviamente non sta a me stabilire quale sia il tuo orientamento: ognuno fa il suo percorso, che richiede tempo, pazienza e introspezione. Ma queste tue parole mi ricordano esattamente quello che provavo all'inizio della mia relazione con Silvia: mi chiedevo chi fossi, ero sicura di amarla ma mi piacevano ancora gli uomini. Eppure non potevo essere bisessuale! Non ero certo una che andava con tutti, che non era in grado di stare in una relazione, che tradiva ogni due per tre... Ho desiderato con tutta me stessa di essere lesbica, perché pensavo che avrebbe "eliminato" una parte di me che sentivo molto scomoda, di cui in fondo mi vergognavo.
Poi pian piano ho capito che non c'era nulla da vergognarsi: sono bisessuale perché mi piacciono uomini e donne, non perché io corrisponda a tutti gli stereotipi negativi che purtroppo sono ancora associati a questo orientamento. Sono monogama per natura ma parlo apertamente con mia moglie anche delle attrazioni che provo per gli uomini, e questo è il mio modo di essere bisessuale: ognuno ha il suo, con una sfumatura diversa, e va bene così.
Non è stato un percorso breve né lineare, ma una volta accettato serenamente chi ero è stato tutto in discesa.
Quindi, a prescindere dal tuo orientamento e dalle tue scelte relazionali presenti e future, ti auguro soprattutto una cosa: di ascoltare solo quello che senti e di seguirlo senza giudicarlo, e soprattutto senza dare troppo peso a quello che gli altri dicono di te. Solo tu potrai capire la differenza.
Per qualsiasi altro dubbio o domanda, siamo sempre qui 🙂

Un abbraccio,
Francesca
Elisa Elisa da Vercelli pubblicato il 29 Settembre 2019 alle 9:05 PM:
Ciao a tutti,
Sento il bisogno di qualcuno che mi ascolti e magari consigli. Per più di 5 anni ho vissuto una storia bellissima, ma principalmente a distanza, con una ragazza. E' stata la mia prima storia con una donna, ma anche la più seria e duratura. Tra noi c'era molto amore, affetto e complicità, anche se eravamo lontane ci sentivamo costantemente per colmare il vuoto. Un paio di anni fa abbiamo iniziato a parlare di futuro insieme ed il discorso mi ha sempre fatto molta paura perché avevo mantenuto il rapporto segreto praticamente a tutti. Pur avendo più di 30 anni, non riuscivo a fare chiarezza sul mio orientamento sessuale e ho iniziato a farmi seguire da una psicologa, anche per alleggerire il peso di questo segreto, che mi allontanava sempre di più dalle persone che mi stavano intorno. Un mese fa, visto la mia estrema titubanza sul futuro, lei mi ha lasciata. Non me la sono sentita di accettare la proposta di vivere da lei perché avrei dovuto lasciare una casa di proprietà, un lavoro stabile, la mia famiglia di origine, che conta molto su di me, e avrei dovuto informare tutti del fatto che stessi con una ragazza. La paura mi ha schiacciata e così l'ho lasciata andare pur sapendo che tra di noi c'era ancora amore. In questo mese senza sentirla, ho fatto coming out con alcuni amici (ma non con la famiglia), lei mi manca moltissimo e continuo a chiedermi se fosse davvero l'unica soluzione. Non so se la fine del rapporto sia stata causata solo dalle mie paure oppure anche da qualcosa che non mi faceva essere convinta di condividere la vita con lei (al di là dell'ostacolo della distanza).
Ora non so da dove ricominciare, non riesco a voltare pagina perché ho ancora troppi dubbi irrisolti, non vorrei stare con un'altra donna in futuro ma gli uomini mi hanno sempre causato un po' di timore. Temo di rimanere sola con i miei rimpianti.
brusch Risposta dell'amministratore di: brusch
Ciao Elisa,
spesso non è così semplice arrivare alla chiarezza personale. L'esterno che ci circonda, il giudizio inconscio e duro che diamo a noi stessi, non ci fa realizzare cosa vogliamo veramente.
La storia a distanza con questa donna ti ha molto colpita, si percepisce la tua sofferenza in questo messaggio per la fine della relazione. Sicuramente la distanza può essere un fattore negativo per alcuni, per altri no. Se lei si fosse trasferita da te invece, credi sarebbe stato diverso?
Percepisco paura, incertezza. Scrivi che non ti vedi in una relazione futura con una donna, ma gli uomini ti hanno delusa. Dovresti cercare di capire perché rifiuti a priori una nuova relazione con una donna, cosa ti fa essere così decisa e netta.
Hai fatto coming out con amici, ma non con la famiglia. Leggo di un legame molto forte con loro e un tuo non volerli deludere in qualche modo. Credi che non accetterebbero il tuo interesse romantico verso le donne?
Spesso e volentieri le nostre famiglie sono quelle che incidono maggiormente sul sentirci liberi di essere noi stessi e sull'accettarci per quello che si è realmente. Questo può farci anche allontanare da persone importanti.
Credo che continuare il percorso con il terapeuta possa aiutarti a fare più chiarezza su quello che vuoi veramente e come combattere la paura che ti blocca in qualche modo e ti impedisce di provare una via diversa da quella classica o, semplicemente, vivere con più serenità il tuo essere Elisa a 360 gradi.
Un abbraccio
Federica
Andrea Andrea da Roma pubblicato il 14 Settembre 2019 alle 4:06 PM:
Scrivo dopo aver letto il messaggio di Alessandro di Belluno e devo ammettere che nonostante i miei 48 anni trovo difficoltà a parlarne,la maggiore consapevolezza di certi desideri si è palesemente acuita in seguito alla mia separazione, credo di essere stato sempre curioso e dubbioso della mia sessualità che mi ha portato nel corso degli anni non poche preoccupazioni. Ho con la mia ex compagna un bellissimo figlio ed ero arrivato al punto di comunicarle certe mie pulsioni ma frenato dalla paura delle conseguenze, per onesta e serietà' non lo mai tradita con uomo, ma il senso di colpa per certe mie pulsioni mi mangiava l anima, vivevo nelle mie paure cercando di affrontarle nell' ultimo periodo mi ero rivolto ad.un professionista in cerca di serenità d animo. In seguito ho scoperto il suo innamoramento verso un altro uomo e come un fulmine a ciel sereno ha distrutto quello che rimaneva delle mie certezze o quello che ero. Nonostante oggi posso ritenermi un uomo libero da impegni sentimentali continuo a non accettare l altra parte di me faccio fatica a pensare di instaurare una relazione sentimentale con lo stesso sesso forse è solo una questione di tempo, occasioni o piu' semplicemente mancanza di coraggio si parla spesso di fluidità sessuale oggi mi definirei come scrive il dott. Quattrini nel suo libro "il piacere maschile" etero curioso potenzialmente omosessuale, aggiungerei senza coraggio per essere garbato.
Anna Risposta dell'amministratore di: Anna
Ciao Andrea,

sono lieta che la lettera di Alessandro abbia ispirato una tua personale riflessione. La finalità di questa nostra rubrica, oltre che dare una mano a chi ci scrive, è proprio quella di aiutare chi legge, di fornire esempi in cui ritrovarsi e di stimolare riflessioni che magari possono aiutare a loro volta.

Se già oggi è difficile fare i conti con la propria sessualità in una società che offre davvero pochi spunti che escano “dal seminato”, per persone della nostra generazione è anche più difficile. Siamo cresciuti senza internet, senza confronti se non quello che avevamo attorno e che non sempre ha saputo darci chiavi di lettura alternative.

A questo si aggiunge la maggiore difficoltà che gli uomini bisessuali riscontrano nel fare coming out. E qui abbiamo dati alla mano, statistiche mondiali che sottolineano come ci sia ancora una grande disparità tra il coming out bisessuale delle donne e quello degli uomini. Senza entrare troppo nel merito e fare discorsi troppo lunghi, è ovvio come una società come la nostra, ancora profondamente sessista e basata su “valori” patriarcali, non solo danneggi le donne ma anche tutti quegli uomini (la maggior parte) che, per un motivo o per l'altro, escono dagli schemi del “maschio alfa eterosessuale”. E molto spesso non si parla neanche di orientamento sessuale o identità di genere. Lavorando nelle scuole vediamo come basti una maglietta del colore “sbagliato” per scatenare anche gravissimi episodi di bullismo. L'uomo bisessuale finisce quindi per essere fortemente ostacolato nel suo amore per persone dello stesso sesso.

Tutto questo discorso per dirti: non ti sentire in colpa. Al di là delle scelte che tu hai fatto e che solo tu conosci, la tua difficoltà nell'accettare il tuo orientamento è un retaggio che poco ha a che fare con te o il tuo “coraggio” e molto con la società che ci circonda.

Da quello che ho capito adesso ti trovi sentimentalmente libero e potrebbe proprio essere il momento giusto per cominciare un percorso sereno di accettazione e scoperta di te stesso. Se la terapia ti ha fatto bene e ti sei rivolto ad uno specialista valido, sicuramente potrebbe valere la pena continuare. Potresti cominciare a pensare di contattare un circolo LGBT+ (assicurandoti che ci sia rispetto ed apertura verso la B. Non è sempre scontato, ahimè) e vedere come va. A Roma ci sono dei validissimi rappresentanti di un'ottima associazione, Rete Genitori Rainbow, che potrebbe fare al caso tuo, almeno in parte. Gli associati sono “genitori LGBT+ con figli da precedenti relazioni “etero” (metto tra virgolette perché per un bisessuale non si parla di relazione eterosessuale o omosessuale riferendosi all'orientamento)” quindi gran parte degli iscritti sono genitori che si sono scoperti LGBT+ in un secondo momento. Potrebbe essere un'idea quella di contattarli se hai bisogno di un confronto serio e maturo con persone che possono aver avuto lo stesso tuo percorso. Trovi tutti i riferimenti su internet.


Una volta cominciato un percorso di scoperta di te stesso, sono certa che se in futuro dovessi innamorarti di nuovo, indipendentemente dal sesso della persona, avresti molti meno problemi a comunicare questo lato di te aprendoti la strada a dei legami basati sulla serenità e la fiducia.

In bocca al lupo!
Alessandro Alessandro da Belluno pubblicato il 10 Settembre 2019 alle 11:07 AM:
Buongiorno sono un uomo di 38 anni. Da 14 anni sto assieme ad una ragazza che amo profondamente. Sin da giovane sono stato attratto dal mio stesso sesso ma ciò nonostante sono sempre riuscito ad avere rapporti molto appaganti con la mia ragazza
Premetto che non sono mai andato a letto con un uomo ne mi sono mai innamorato.
Dopo 4 anni dall'inizio della storia un senso di colpa profondo mi perseguitava per non aver detto questa cosa subito alla mia ragazza così a suo tempo cercai di farle capire che ero attratto anche dagli uomini. Lei rimase molto male ma dopo pochi giorni tutto torno' alla normalità e non se ne parlo' più.

Da li pian piano i rapporti d'amore si affievolirono (un po' perché lei non è che richiedesse così tanti rapporti sessuali un po' perché io mi arrangiavo da solo con la masturbazione e il porno)

A marzo di quest'anno stufo della dipendenza dalla masturbazione e dal porno ho deciso di smettere con tutto questo ma dopo una decina di giorni nella mia testa erano tornati fuori sensi di colpa (probabilmente l'interruzione del porno e della masturbazione mi avecano creato uno scompenso ormonale)per non aver parlato di tutta la verità con lei 10 anni prima

Una sera dunque stavo malissimo e ho deciso di ritirare fuori il discorso. La mia ragazza è stata molto comprensiva dicendomi che glielo avevo già detto, che non si era dimenticata e di stare tranquillo. Pero' mi disse anche che se volevo andare con un uomo lei non sarebbe potuta rimanere con me

Ad oggi sn passati 6 mesi che non mi masturbo più e posso dire di aver ripreso i rapporti sessuali con lei in modo molto vigoroso e piacevole

Circa 10 giorni fa ho avuto nuovamente un crollo interiore, sentivo la necessità di consumare un rapporto sessuale con un uomo e di nuovo dopo 3 giorni di continui pensieri in testa ho ritirato fuori il discorso con lei. Questa volta molto più apertamente dicendo che sono attratto dagli uomini (quindi ho apertamente detto che mi sento più gay che bisex)

Di nuovo lei si è rivelata comprensiva, mi ha detto di stare tranquillo. A differenza della volta scorsa questa volta mi ha detto se ti fa stare tranquillo prova ad avere un rapporto con un uomo

La mia paura sarebbe quella di provare e che poi mi innamoro.

Io voglio passare l'intera vita con lei, e anche lei lo vuole, ma sento che c'è in me questo desiderio di sesso con un uomo che è molto forte sopratutto dopo un po' di giorni che non faccio l'amore.

Volevo su tale proposito sapere se mi potete consigliare qualche consulente di rapporti ad orientamento misto dove potermi recare con la mia ragazza. Io sono della provincia di Belluno ma andrebbero bene anche nelle zone limitrofe

Questo forse mi aiuterebbe a fare chiarezza su chi sono e su come comportarmi

Non siamo in una situazione a rischio
Separazione perché ci vogliamo bene ma non voglio arrivare a creare danno a lei

Da un certo punto di vista mi definisco un "bastardo" scusatemi il termine. Mi sento di averla imbrogliata 14 anni fa ma veramente mi ero innamorato di lei a suo tempo e per un attimo avevo pensato di non essere gay. Non mi sono messo assieme a lei per copertura ma perché la amo

Non so ancora spiegarmi come riesco ad avere rapporti sessuali molto appaganti pur sentendomi gay eppure ci riesco senza problemi e sono io che li richiedo sempre

Certo ci ho messo molto a dirglielo ma ci sono riuscito. Avrei dovuto farlo subito ma non è stato per niente facile. Ho sofferto molto per questa cosa e tutt'oggi mi sento ancora in colpa

Spero possiate aiutarmi e scusate per questa mail molto lunga e forse non molto chiara ma non è facile riassumere 14 anni di vita in poche righe 🙂

Grazie mille
Anna Risposta dell'amministratore di: Anna
Caro Alessandro,

la tua lettera è veramente molto intensa e ricca di tanti spunti. E' evidente che stai attraversando un periodo della tua vita, che dura da tanto, in cui non riesci a trovare dei punti fermi e stabili e che questo, come è normale, non ti faccia vivere sereno.

Cominciamo con l'analizzare gli elementi uno per uno e io inizierei da quello che probabilmente è il meno “pressante” e fra un attimo capirai cosa voglio dire: l'etichetta.

Sei gay? Sei bisex?

Leggendo attentamente e più volte la tua mail, io personalmente vedo davanti a me un uomo bisessuale. Come saprai la bisessualità raramente è 50 e 50. E' molto più facile trovare persone che hanno una preferenza netta verso uno specifico sesso o verso tutti i sessi che trovare un bisessuale diviso equamente 50 e 50 nella sua attrazione verso uomini e donne cis.
Il fatto che tu sia quasi esclusivamente attratto dagli uomini ma che, come spieghi tu, provi una naturale attrazione anche sessuale nei confronti della tua ragazza, ai miei occhi, non ti rende certo meno bisessuale di altri.

Però, c'è un però. Sono fermamente convinta che nessuno debba etichettare un'altra persona forzatamente e che solo la persona stessa sappia, magari dopo un percorso sereno di consapevolezza e riflessione, quale etichetta le si addice e se davvero sente la necessità di attribuirsela. Nel tuo caso questo percorso non c'è mai stato, mi sembra di capire e quindi anche questo elemento mancante rende la situazione un po' più difficile. Quindi sono certa che una volta cominciato questo percorso arriverai tu alla risposta riguardo il discorso “etichette”. Potresti anche decidere che non ne senti il bisogno.

Passiamo al secondo elemento: il rapporto con la tua ragazza. Al di là di quello che le hai comunicato in passato (e, nonostante i tuoi sensi di colpa, ricorda che non le hai mai veramente nascosto la tua attrazione per gli uomini) la cosa importante è come affrontare il presente. Mi sembra di capire che lei sia una donna matura e serena, o quasi, nel pensare ad una tua relazione con un uomo. E' evidente, almeno da quello che si può capire dal messaggio, che questa è un' esigenza molto molto forte per te e mi dispiace essere foriera di brutte notizie ma, credimi, difficilmente questa esigenza si affievolirà con il tempo. E' quindi necessario aprirsi con lei, non parlare semplicemente “al volo”, ma mettersi a tavolino e parlarne “cuore a cuore”. Essere sinceri con se stessi e con l'altra persona. Tieni tanto a lei, si sente, e sono certa che non ti sarà difficile mettere al primo posto anche le sue esigenze.

Lei è aperta alla possibilità di una non monogamia etica? Sai di cosa si tratta? Puoi leggere questi nostri post riguardo le coppie ad orientamento misto e la non monogamia etica (trovi i link in fondo al mio messaggio) o, se necessario, puoi riscriverci e due membri del nostro team, in una relazione poliamorosa, possono darti delle indicazioni in più. Specialisti o anche counselor specializzati esperti su relazioni ad orientamento misto e/o non momogamia etica non esistono come figura professionale.
Se in generale quello della bisessualità e di altri argomenti connessi è un argomento “nuovo” a livello internazionale, nel nostro paese siamo ancora molto molto indietro quindi è difficilissimo trovare persone competenti.
Se la nostra vicinanza “virtuale” può bastare, ricordati che ci siamo. Puoi contattarci anche insieme alla tua ragazza e parlarne. Se preferisci un percorso più orientato al professionale, posso darti il contatto di un buon counselor con esperienza LGBT+. Non vive nella tua zona, ma lavora anche da remoto ormai da tempo. Pensaci tranquillamente.


Tornando alla non monogamia etica, potrebbe essere la soluzione migliore per affrontare la vostra situazione. Tu chiedi: “e se mi innamoro?”. Ci sono molte persone che vivono in relazioni poliamorose (quindi non coppia aperta ma una vera e propria relazione sentimentale vissuta con più persone) e che si amano e si rispettano profondamente. Si possono amare anche più persone allo stesso modo e con la stessa intensità. Amare una persona non vuol dire smettere di amarne un'altra. Se invece il tuo dubbio nasce perché dentro di te senti di non essere più legato alla tua ragazza, ma di provare più un affetto fraterno o hai paura non tanto di smettere di amarla ma di perdere quel senso di quotidianità che ti fa sentire tranquillo allora lì il problema è un altro e la tua sessualità potrebbe entrarci molto marginalmente. Cosa ti lega ancora alla tua ragazza? Amore? Affetto? Routine? Trovare una risposta potrebbe essere fondamentale per risolvere tante delle tue e delle vostre incertezze.

Mi auguro di essere riuscita a darti un mano. Facci sapere come va.

1. https://www.bproud.it/wordpress/relazioni-e-matrimoni-ad-orientamento-misto-cosa-sono-perche-parlarne-e-perche-probabilmente-anche-il-tuo-lo-e/
2. https://www.bproud.it/wordpress/relazioni-aperte-e-poliamore-i-quattro-errori-da-non-fare/
3. https://www.bproud.it/wordpress/amo-il-mio-ragazzo-ma-un-giorno-vorrei-avere-unesperienza-con-una-donna/
4. https://www.bproud.it/wordpress/b-part-of-my-family-rio-e-il-poliamore/
effe effe da Roma pubblicato il 14 Agosto 2019 alle 5:27 AM:
Ciao a tutti, vi ringrazio innanzitutto di aver creato questo sito web, di cui ne sono venuto a conoscenza da poco tempo.
Ho la possibilità per la prima volta di aprirmi esponendo dei fatti che continuano a tormentare le mie giornate.
Provo ad essere sintetico, ho avuto un rapporto con una persona del mio stesso sesso qualche anno fa ed è stato un rapporto di curiosità.
Una ragazza con cui mi sono iniziato a sentire poco dopo è venuto a saperlo e non l'ha presa molto bene.
La mia vita è andata avanti, senza troppi problemi a dire il vero.
Tutto questo nascondere, reprimere e non accettare inizialmente la mia bisessualità però mi ha portato al periodo più buio della mia vita.
Ho iniziato a non uscire di casa e a passare le mie giornate davanti allo schermo del computer fino al momento in cui mi sono innamorato di un ragazzo con cui mi sentivo tramite internet.
Quel ragazzo era molto più piccolo di me, aveva 15 anni e io 23, è stata una relazione esclusivamente epistolare ed era raro, nonostante sia capitato, di alludere a qualsivoglia aspetto sessuale.
Nel periodo in cui ci scrivevamo non ci siamo mai visti ( spero non mi giudichiate, non ho mai avuto alcuna relazione sessuale, ripeto non ci siamo mai visti e con questa persona è stato solamente : passatemi il termine amore reciproco ).
Dopo circa un paio di anni in qualche modo mi sono reso conto che era moralmente una situazione sbagliata sia per quanto riguardava la sua età, sia per quanto riguardava la situazione in generale, e sia per la piega che aveva preso la mia vita.
Quando l'ho capito mi sono distaccato completamente da questa persona e ad oggi ho chiuso tutti i contatti.
Sono stato male , per quasi un anno, seppur non avendo fatto niente mi sono sentito una persona sbagliata e non riuscivo a darmene una ragione.
Ora sto cercando di superare questo trauma, ho conosciuto una ragazza a cui mi sto affezionando però sono completamente bloccato, il mio passato mi perseguita e ho paura della sua reazione se dovesse venirne a conoscenza o ne dovessi parlare con lei.
Ho paura che non sia in grado di accettare la mia bisessualità, cosa che forse sto facendo anche io.
Vi ringrazio in anticipo e spero che mi possiate dare qualche consiglio, con affetto.
Anna Risposta dell'amministratore di: Anna
Ciao Effe,

perdonaci per il ritardo nella risposta ma ad agosto, come di consueto, Bproud va in ferie e “abbandoniamo” tutte le attività per un mese di necessario riposo.

Veniamo a te e alla tua lettera. Non entro nel merito delle dinamiche del tuo rapporto epistolare con questo ragazzo perché sono certa che l'abbia già fatto tu decine di volte. Una cosa però è certa, questo vostro sentimento a distanza così come l'altra relazione di cui mi racconti hanno sicuramente “aperto le porte” della tua consapevolezza ed è su questo che dobbiamo concentrarci. Mi sembra evidente che l'accettazione serena della tua bisessualità sia un traguardo ancora lontano ed è li, secondo me, che bisogna lavorare. Inutile dire come la tua sia una situazione molto comune quindi sappi che non sei solo, anzi. Le persone LGBTQA+ che accettano con assoluta tranquillità la scoperta del proprio orientamento e/o della propria identità sono decisamente meno di coloro che invece hanno bisogno di più tempo. E' necessario un lavoro su te stesso, che sia indipendente dalla reazione che questa notizia può causare agli altri. Comincia con il chiederti cosa non riesci ad accettare della tua bisessualità, cosa ti fa più paura sia dentro di te che in relazione agli altri, perché il tuo orientamento suscita in te reazioni negative. Non c'è una risposta giusta ed una sbagliata ma è necessaria un'analisi molto approfondita di se stessi per riuscire quantomento a partire con una riflessione in tal senso. Sicuramente la vicinanza di persone comprensive, di attivisti vicini a te territorialmente e/o di un terapista potrebbero aiutare, ma non sempre abbiamo la certezza di trovare le persone giuste e a volte le persone sbagliate, seppur mosse dalla voglia di aiutare, rischiano di rendere la situazione ancora più difficile. Un'occhiata alle associazioni LGBTQA+ vicine a te però potrebbe valere la pena. Parti da te, questo è il mio consiglio, costruisci un rapporto sereno con te stesso e con il tuo orientamento, cerca di capire cosa provi, cosa chiedi al tuo futuro io. Se non sciogli questi nodi difficilmente il rapporto con gli altri potrà avere connotazioni serene e spensierate perché queste domande senza risposta faranno sempre capolino quando meno lo vorremmo.
In bocca al lupo, Anna
morena83 morena83 da bologna pubblicato il 2 Agosto 2019 alle 10:29 PM:
Ciao.. grazie sin d'ora per il vostro ascolto e per il lavoro che fate con questo sito! Siete fantastiche!

Vi espongo la mia situazione: sono felicemente fidanzata da 8 anni, sono bisessuale e ho sempre saputo di esserlo, tanto è vero che il mio compagno ne è a conoscenza e lo accetta tranquillamente, ne parliamo spesso. Anche io mi accetto come sono e non è mai stato un problema per me!
Il problema è che: anni fa io ho avuto una breve storia con un'amica. Ci siamo lasciate perché io non sentivo quella passione totalizzante che mi facesse pensare di portare avanti un progetto di vita insieme. Ora quest'amica si è fatta avanti di nuovo, dicendo che non pretende nulla da me ma che è ancora innamorata e che fantastica su noi due (me e lei come coppia). È venuta a trovarmi (viviamo lontane) e.. ho dovuto trattenermi diverse volte dal baciarla.. e da altro! Non credo di voler lasciare una storia seria e per me importante con il mio ragazzo, ma i sentimenti per lei ci sono... però mi chiedo.. Starò nascondendo i miei veri desideri? Ho solo paura di abbandonare la mia "comfort zone"? Come capirlo?

Scusate la lunghezza e grazie se mi saprete dare qualche consiglio..
Morena
ValeriaEmma Risposta dell'amministratore di: ValeriaEmma
Ciao Morena,
prima di tutto scusa per l'attesa nella risposta, ma in agosto abbiamo sospeso tutte le attività del sito!
Leggendo la tua storia, ci sono tante cose che vengono in mente: quando si è in coppia e si avverte una attrazione intensa (tu parli anche di sentimenti) verso un'altra persona (e qui direi che l'orientamento sessuale non c'entra moltissimo), ci possono essere mille motivi... potrebbe essere un momento di stallo tra te e il tuo partner, una mancanza di novità o di qualcos'altro nella coppia attualmente esistente; potrebbe essere che nel corso di questi anni tu sia evoluta e cambiata e che ora i sentimenti della tua amica ti colpiscano in una maniera particolare; potrebbe anche essere che tu ti stia scoprendo poliamorosa, visto che sembra che tu abbia sentimenti sia per la tua amica sia per il tuo ragazzo. Insomma, gli scenari sono davvero molti. Un consiglio che possiamo darti è quello di riflettere attentamente su te stessa, su cosa vuoi in questo momento della tua vita, che potrebbe essere diverso da quello che hai sempre voluto, e va benissimo così! Nella vita spesso si cambia, anche se può sembrare molto destabilizzante all'inizio... Cerca di essere onesta con il tuo partner e di coinvolgerlo nelle tue riflessioni, anche se naturalmente occorre prima che tu faccia un po' di chiarezza in te.
Un abbraccio e facci sapere, se ti va, come si evolvono le cose!
Valeria
Lily Lily da Lugano pubblicato il 16 Luglio 2019 alle 4:51 PM:
Ciao a tutti,
vorrei esporvi il mio problema.
Sono fidanzata con un ragazzo da oltre 6 anni.. Le cose non vanno molto bene da parecchio tempo e nonostante sembra di vivere una sorta di convivenza tra amici, continuiamo a resistere.
Poco tempo fa ho conosciuto una ragazza. Lei è lesbica dichiarata e ci siamo trovate subito in sintonia. Abbiamo fatto diverse serate assieme ecc. .finchè una sera (dopo qualche bicchiere) ci siamo baciate. Il fatto è che la cosa non mi è affatto dispiaciuta, ora continuo a sentirla e a pensarla, ma non so cosa mi sta succedendo... consigli?
ps. complimenti per il sito
Anna Risposta dell'amministratore di: Anna
Ciao Lily, grazie per i complimenti. Siamo felici che il nostro lavoro ti piaccia e ti sia utile.

Passiamo a te. Da quello che mi sembra di capire, la relazione tra te e il tuo ragazzo sta attraversando, da tempo, una fase di stanca. Potrebbe essere un momento “no” come invece la naturale conclusione della vostra storia. Come facciamo a sapere quale dei due scenari è quello “giusto”? Parlandone.

Prima di affrontare la tua nuova e intensa amicizia con la ragazza lesbica, è necessario, secondo il mio punto di vista, affrontare la cosa con il tuo ragazzo. Siete una coppia monogama? O aperta/poliamorosa? Qualsiasi sia la modalità del vostro stare insieme, la soluzione è sempre nel dialogo. Sia per te, che per lui, che per la ragazza che hai conosciuto. Credo che nessuno ami vivere una situazione poco chiara, senza sapere più cosa si prova l'uno per l'altra o, magari, avendo la certezza di non amarvi più, ma sentirsi comunque “intrappolati”. Parlane con il tuo compagno e sono certa che insieme troverete la soluzione più giusta per voi. Non sarà facile e nemmeno indolore, ma credo che ognuno di noi meriti delle certezze quando si tratta di sentimenti.

Se siete una coppia monogama, può essere che il trasporto che senti per questa ragazza sia dato proprio dal fatto che tu non senta più grande connessione con il tuo compagno. Mi sembra di intuire che il fatto che tu sia attratta da una donna non costituisca un grande problema per te. Sei più dispiaciuta per la situazione di stallo in cui ti trovi e hai bisogno di capire come muoverti, giusto? Se è così, sono certa che una volta chiarito il tutto con il tuo compagno, troverai la tua strada. Con questa ragazza o anche strade alternative.

Se invece ho interpretato male e il fatto di essere attratta da una donna è fonte di angoscia, allora devi prenderti un momento per te e riflettere sulla tua sessualità. Hai bisogno di etichettarti ora e adesso? Puoi invece dare tempo al tempo e lasciarti andare senza pensare troppo a dare un nome al tuo orientamento?

Spero di essere riuscita a darti spunti di riflessioni utili e spero tu riesca a trovare presto le tue risposte.
Un abbraccio
Shari Shari da Varese pubblicato il 8 Luglio 2019 alle 11:04 PM:
Cara Francesca, Silvia e Anna,
Mi chiamo Shari e ho 22 anni ( tra poco 23).
Innanzitutto vorrei ringraziarvi per il bellissimo e prezioso lavoro che portate avanti ogni giorno, vorrei ci fossero più persone come voi e più blog come il vostro! Ho scoperto il vostro blog da qualche mese ed è stato per me la fonte principale di sostegno in questo periodo.
Vi scrivo perché ho dei dubbi che mi assillano da qualche tempo e non so assolutamente a chi rivolgermi.
Da dove cominciare... Sono una bella ragazza, che è sempre stata circondata da moltissimi ragazzi e uomini (quindi convinta di essere molto ma molto etero, almeno fino a poco tempo fa) e che, sebbene la mia giovane età, ha fatto moltissime esperienze e ha avuto una sola storia seria.
Grazie ad un percorso e ad una analisi interiore molto difficoltosa ho deciso di prendermi un periodo di pausa da qualsiasi frequentazione per concentrarmi su me stessa e darmi finalmente quella attenzione e libertà che non avevo mai avuto.
La scintilla che ha fatto scattare tutta una serie di domande ( che in realtà ho scoperto essere in me già da prima, sebbene io non le avessi mai accolte) sono stati i mondiali di calcio femminile: sono rimasta folgorata da due ragazze ( dichiaratamente lesbiche). Ovviamente questo ha scatenato in me mille pensieri e molti puntini si sono uniti, molte cose si sono a me rivelate, come se prima fossero state sepolte da una fitta nebbia. Da piccola sono sempre stata un maschiaccio, e il calcio è stato lo sport della mia vita... Crescendo poi il mio fisico è diventato estremamente femminile, e la "mascolinità" che avevo è sparita quasi del tutto, almeno nel mio corpo, non tanto in realtà nell'animo. Una delle cose che ho ricordato poi, è che da quando ho scoperto la sfera sessuale, ho sempre avuto fantasie sulle donne che ovviamente si sono acuite sempre di più negli anni; quello che però ho sempre pensato è che fossero pensieri "normali" e che tutte le ragazze almeno una volta li avessero avuti. Sapete, la curiosità per l'ignoto e il proibito?? Quelle cose lì insomma...
A ciò, si è aggiunta una consapevolezza ancora piu importante che ancora non so bene come interpretare: con tutti gli uomini con cui sono stata, a parte due eccezioni, non ho mai provato un vero piacere fisico, non sono mai stata coinvolta fisicamente in modo davvero profondo e totale e non sono mai riuscita a lasciarmi andare del tutto... ( non mi è ancora chiaro se questo si un problema mio e ci sarebbe anche con una ragazza, o se sia legato solo all'esperienza con l'uomo in sé, credo di propendere per la prima  però, anche se ciò mi ha un po' lasciata dubbiosa).
Nella mia vita mi è successo poche volte di trovare ragazze per cui provavo attrazione: forse una sola volta che ignorai del tutto e a cui non diedi peso. Un altro episodio indicativo invece successe alle superiori : ricordo di aver baciato di sfuggita una mia amica; al momento non mi provocó nessun turbamento, era stato solo per gioco, ma ora mi ritrovo a pensare a quello che provai dopo quel bacio e al mio atteggiamento nei suoi confronti... Ricordo di aver desiderato e sperato che accadesse di nuovo.
Anche qui, non so se fosse perché era la realizzazione delle mie fantasie o se fosse perché davvero volevo baciarla.
Un altro tassello da aggiungere è che io ho sempre trovato il corpo femminile incredibilmente bello e sensuale, e per strada mi sono sempre girata a guardare le belle ragazze così come i bei ragazzi; ma ho sempre pensato che fosse solo per ammirazione, e che mi piacessero loro perché non mi accettavo e amavo, cosa che può essere, ma ora non so più cosa sia vero e cosa no.
Potreste aiutarmi a fare un po' di chiarezza? Non so più cosa pensare e dopo tutto ciò che vi ho scritto, la domanda che mi sto ponendo da giorni e che chiedo a voi è : è possibile che io sia bisessuale? Io non so dare una risposta, non ho esperienza in questo altro "lato" delle relazioni sentimentali e mai avrei pensato di trovarmi in questa situazione.
Vorrei poter capire di persona queste mie sensazioni con esperienze dirette, ma poiché è un un mondo totalmente nuovo per me, non so dove poter conoscere ragazze con cui confrontarmi e che provano le stesse cose.
Mi scuso per la lunghezza del messaggio e vi ringrazio infinitamente per l'ascolto, per il tempo che mi dedicherete e per tutto ciò che mi direte, sarà sicuramente prezioso!

Un abbraccio
Shari
ValeriaEmma Risposta dell'amministratore di: ValeriaEmma
Ciao Shari, grazie per averci scritto!
Siamo molto contente che il nostro blog ti sia stato utile, l'abbiamo creato apposta per questo.
La domanda “ma qual'è il mio orientamento sessuale” è sicuramente una domanda che in moltissimi e moltissime ci siamo posti, almeno una volta nella vita, ma come prima cosa ricordati sempre che la risposta a questa domanda puoi trovarla solo tu. Le etichette e le definizioni sono una risorsa preziosa quando è la persona ad attribuirsele, altrimenti rischiano di diventare una gabbia, e nessuno ha diritto di dirti “cosa” sei.
La bisessualità è un orientamento sessuale all'interno del quale si riconoscono persone con le esperienze più diverse, alcune hanno avuto esperienze con un solo genere eppure sanno di essere bisessuali, altre persone hanno avuto l'esigenza di sperimentarsi con più generi, e ciascuna di queste esperienze è più che legittima. Da come scrivi è chiaro che hai una forte curiosità verso il tuo stesso genere e hai desiderio di sperimentare: perchè non farlo? Ti consiglio, nel caso, di prendere delle precauzioni per te stessa e per chi incontrerai, ovvero di essere sincera sui tuoi dubbi e sulle tue curiosità, in modo da non creare fraintendimenti con la partner del momento. Se deciderai di sperimentare, in bocca al lupo e prendila con leggerezza, ma anche con la consapevolezza che stai facendo qualcosa di buono per te stessa: stai cercando di capire chi sei.
Un'ultima cosa: nel tuo messaggio parli di una mancanza di vero coinvolgimento fisico con gli uomini con cui sei stata, a parte due eccezioni, e ti chiedi se questo capiterebbe ancora con le donne oppure no. Beh, ad occhio e croce mi verrebbe da dire che si tratta di qualcosa collegato a te, e non ai partner che hai trovato, soprattutto considerando che ci sono state due eccezioni. Di conseguenza, potrebbe capitare di nuovo e alla stessa maniera anche con una donna. Potrebbe valere la pena, per te stessa, di approfondire cos'avevano di diverso quelle due eccezioni, perchè forse per te un vero coinvolgimento fisico può avvenire giusto in quel modo e non in altri: si tratta sempre di altri tasselli che vanno a comporre la tua identità.
Davvero in bocca al lupo per tutte le tue ricerche, e facci sapere come va, se ne hai voglia! Un abbraccio,
Valeria