Bproud risponde

Bproud risponde è una sezione dedicata alle vostre domande, ai vostri dubbi e alle vostre piccole grandi incertezze con una grande novità: aiutare, allo stesso tempo, tutti coloro che si trovano in una situazione simile e che grazie alla vostra esperienza potranno trovare le loro risposte.

Sin dalla sua nascita, Bproud ha sempre offerto un importante supporto alle persone bisessuali e pansessuali attraverso tutti i propri canali ma questa sezione vuole essere qualcosa di diverso: le risposte, anche in forma assolutamente anonima, saranno pubblicate sulla pagina così che la vostra esperienza possa aiutare tutti coloro che stanno vivendo una situazione simile. Una volta inviata, la domanda sarà pubblicata sulla pagina (i vostri dati personali non saranno visibili) e la nostra risposta arriverà il prima possibile.

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32 messaggi.
Silvia Silvia da Milano pubblicato il 19 Marzo 2020 alle 11:57 PM:
Ciao a tutte, ho bisogno di un consiglio, qual è il modo migliore per conoscere persone bisessuali/pansessuali in Italia? Credo di averle provate tutte, sia online che offline ma alla fine le uniche categorie che mi capita di incontrare sono etero (che cercano la threesome), omosessuali (che ti temono) o persone che intuisco non vogliono fare coming out e quindi non so con chi sto parlando. Ho bisogno di confrontarmi con persone che vivono il mio stesso orientamento, a cui non devo spiegare nulla, e con cui non debba sempre avere la sensazione di camminare sulle uova... mi sento isolata dal mondo e desidero tanto conversazioni libere e senza pregiudizi. Vi ringrazio per qualsiasi suggerimento potrete darmi.
Sara Risposta dell'amministratore di: Sara
Ciao Silvia,
grazie per averci scritto ed esserti rivolt* a noi.
Capisco la difficoltà nell'incontrare persone con cui parlare liberamente e la fatica e il dispiacere che si viene poi a creare.
Non so quali siti tu abbia utilizzato, ma mi viene da consigliarti di provare su facebook. Ci sono vari gruppi legati al mondo lgbtq+ e forse si riesce a conoscere qualcun*. Penso, ad esempio, al gruppo PANPLANET - Gruppo pansessuale e panromantico.
Mentre offline mi viene da consigliarti l'arcigay della tua città e/o i vari sottogruppi ad esso collegati, ma non so se tu ci abbia già provato. Magari, visto anche il momento che stiamo attraversando, hanno dei gruppi/contatti online dove poter fare conoscenza.
Ad ogni modo, fare conoscenza di persone con cui ci si trova bene non è sempre facile e immediato e, a volte, avviene con il tempo. Capisco però il dispiacere che provoca il non trovare persone con cui confrontarsi e parlare liberamente.
Sono sicura, però, che prima o poi riuscirai a trovare qualcun*.
Sappi che noi siamo sempre qui per qualsiasi cosa.

Un caro abbraccio,
Sara
Vanessa Vanessa pubblicato il 26 Febbraio 2020 alle 9:29 PM:
Ciao! Sono Vanessa e ho 19 anni. Vi scrivo perché vorrei aprirmi con qualcuno che mi possa capire. Allora io credo di aver iniziato a farmi domande riguardo l’essere bisessuale circa un anno fa credo. In pratica il primo ricordo che ho al riguardo è l’aver sognato che baciavo una ragazza protagonista di una serie tv. All’inizio ci sono passata sopra ma poi pensandoci ho realizzato che la cosa mi era piaciuta. Ma in quel momento era solo una cosa che mi era passata per la mente a cui non ho dato tanto peso, anche se l’idea mi ritornava in mente abbastanza spesso. Dopo ho guardato un’altra serie e, anche se so che sembra stupido, man mano che la guardavo mi rendevo conto di essere attratta dalla protagonista in qualche modo, anche se non sapevo di preciso come. Dopo un po’ di tempo, ora non ricordo, ma ho provato ad iscrivermi ad un’app di incontri per ragazze perché mi piaceva l’idea di poterne conoscere qualcuna. Dopo ho solo smesso di usarla perché, essendo tanto insicura, non avevo neanche il coraggio di mettere una mia foto come profilo, quindi ho lasciato perdere. L’ho detto solo a due mie amiche: una non so se mi abbia preso troppo sul serio o se non ci fa caso e basta, anche se a quanto dice è bisessuale anche lei, ma io non ne sono troppo sicura. Poi c’è la mia migliore amica che invece mi crede e all’inizio pensava che mi fossi innamorata di lei ma ho smentito subito perché non è così. Anche se pensando al classico stereotipo dell’innamorarsi della propria migliore amica mi ha fatto pensare se non fosse così anche per me.. in ogni caso no. Nell’ultimo periodo sto pensando al mio orientamento molto spesso, sento sempre di più di essere attratta anche dalle ragazze, anche se per lo più sono cotte per celebrità e un paio di persone nella vita reale che mi hanno colpito. Il punto è che fin da piccola ho sempre immaginato la mia vita con un ragazzo e adesso che sto scoprendo questa cosa, al tempo stesso sono emozionata e nervosa, per come andranno le cose. Alle medie ho avuto una cotta per un ragazzo, poi è iniziata la mia passione per gli One Direction e alle superiori niente di che. Anche se guardando le serie tv e i film in quegli anni speravo solo di trovare un ragazzo come loro, perché mi piacevano e volevo qualcuno a cui potessi piacere solamente per chi ero, senza preoccuparmi delle apparenze. Non ho mai avuto una relazione e nemmeno dato il primo bacio e fra pochi mesi faccio 20 anni. Non so cosa pensare.. Poi qualche mese fa incontro un ragazzo, il primo, che inizia a scrivermi e, tralasciando dei grandi scivoloni, all’inizio la cosa mi piaceva perché era la prima volta che qualcuno si interessava a me. Solo che fin dai primi giorni ho poi avuto una brutta sensazione, di non essere adeguata, tanto che la sera in cui siamo usciti l’ho fatto controvoglia, perché fondamentalmente non mi interessava. Era troppo invadente e il suo carattere non mi piaceva. In pratica quella sera e i giorni in cui ci siamo scritti l’ho “usato” come valvola di sfogo, perché era l’unico che mi abbia mai fatto domande personali. Quella sera mi ha anche preso la mano al tavolo, ma non mi ha fatto nessun effetto.. anzi ero a disagio più che altro. Pochi giorni fa sono uscita con delle mie amiche e c’era anche la sorella del moroso della mia migliore amica, una ragazza semplice e carina. Per strada per scherzare mi ha dato la mano e non so neanche spiegare come mi sono sentita, ero contenta, a mio agio e mi sentivo in qualche modo attratta. Poi l’ho tolta quasi subito perché non sapevo se a lei sarebbe andato bene camminare per mano, dato che non la conoscevo. Quindi ora sono qui a farmi questo tipo di domande: so che sono attratta anche dai ragazzi, solo che riesco ad immaginarmi insieme solo a ragazzi celebrità, se penso alla mia vita reale, non riesco ad immaginarmi con un ragazzo, ma non perché a me non piacciano, solo che non riesco ad immaginarmi che possa piacere ad un ragazzo e vivere come fanno tutti gli altri.. non so se mi spiego. Invece con una ragazza riesco ad immaginarmi anche nella vita reale. Poi mi pongo anche tanti altri problemi: se mi metto con una ragazza poi riuscirò ad avere dei figli? Perché vorrei averne anche di miei e di adottati. E poi ho quasi 20 anni e non ho mai avuto nessuna esperienza con nessuno dei due sessi e mi ritrovo a pensare che sono attratta da entrambi, non me lo sarei mai immaginato.
brusch Risposta dell'amministratore di: brusch
Ciao Vanessa, grazie per averci scritto.
Ho letto con molta attenzione e partecipazione ciò che hai voluto condividere con noi.
Leggo qualche piccolo problema o paura nel relazionarti con persone reali intorno a te, per quanto riguarda le possibili attrazioni o storie sentimentali.
A volte può capitare di rimanere particolarmente colpiti da un personaggio rappresentato in qualche film o serie tv e cercare quelle caratteristiche anche fuori dal monto della finzione, rimanendo delusi ogni volta. Ti posso consigliare di cercare di staccarti un po' da quel mondo fantastico che è il cinema o la tv e trovare il bello e l'interessante anche nelle persone reali che puoi incontrare nella vita, ti assicuro che, senza partire con un'aspettativa irragiungibile, si possono avere delle piacevoli sorprese, fidati 🙂
Per quanto riguarda la bisessualità, dovresti provare anche lì a lasciarti andare, piano piano e vedere cosa succede. A volte rimangono solo fantasie, altre volte succedono cose belle da vivere e che ti cambiano radicalmente la visione della vita.
Se hai altre domande scrivici ancora.
Un abbraccio,
Federica
anna anna da roma pubblicato il 18 Febbraio 2020 alle 12:02 AM:
Ciao bproud, scrivo per chiedervi un consiglio su come impostare una relazione aperta. Da qualche mese io e il mio ragazzo abbiamo deciso di iniziare ad avere una relazione aperta. Ammetto che la necessità iniziale che mi ha protato a proporgli questa cosa non sia stata il frutto di una maturazione personale su come affrontare una relazio serenamente, ma piuttosto è nata la necessità con la prospettiva che avremmo dovuto affrontare una relazione a distanza per un anno intero. Poichè stiamo insieme da vari anni e abbiamo un forte legame di fiducia, ho pensato che la cosa migliore per affrontare questa nuova fase della vita fosse quella di avere più libertà sessuale ed emozionale. Io sono fermamente convinta che sia fisiologico di noi esseri umani provare attrazione per altri esseri umani, e il continuo soffocare questa pulsione nella società monogama mi ha fatto capire che l'idea della relazione aperta sia la soluzione in generale a tutte le fasi della relazione (non solo durante la distanza). Le regole della nostra relazione aperta sono quelle del rispetto e dell'attenzione verso i rischi si contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Abbiamo deciso però di non basare questa apertura sulla completa sincerità perchè in realtà non ci raccontiamo se frequentiamo altri partner. So che alla base delle relazioni aperte ci sta anche la sincerità totale nella quale il compagno continua ad essere partecipe della tua vita anche privata con gli altri partner. Sembra una prospettiva ideale, liberatoria e soprattutto di profonda unione. Io però non so come fare questo ultimo passo, soprattutto perchè ormai viviamo lontani e la comunicazione per cose così delicate non è facile via telefono. So che il passo verso l'apertura è incompleto secondo gli "standard" del poliamore, secondo voi questo tipo di sincerità sia fondamentale? che consigli mi potete dare?
Grazie mille per avermi deicato spazio e tempo.
anna
brusch Risposta dell'amministratore di: brusch
Ciao Anna,
Grazie per averci contattato.
Partiamo dalla differenza fra coppia aperta e poliamore: entrambe fanno parte delle non monogamie etiche/consensuali, ma con diversità di coinvolgimento. La coppia aperte ha come base una libertà esclusivamente sessuale all'esterno della coppia, quindi nessun coinvolgimento emotivo/sentimentale verso altre persone. Il poliamore implica una relazione diversa, non solo sessuale (potrebbe anche non esserci il sesso in realtà), ma, appunto, di natura emotiva/sentimentale.
Nelle non monogamie consensuali, coppia aperta inclusa, vige la regola del consenso e della comunicazione sincera, leale. Ma anche regole che ogni coppia, triade, altro, può inserire nel nucleo e che vanno bene a tutti i coinvolti. Il vostro mi sembra un dadt, don't ask don't tell, una regola che permette ai partners coinvolti di condividere alcune cose ed escluderne altre, come dettagli su incontri sessuali, romantici, altro. Ogni nucleo può creare regole diverse, l'importante è che siano chiare e volute da tutti.
Per quanto riguarda la vostra scelta, la motivazione che vi ha spinto ad aprire la coppia, vedrete poi col tempo se funzionerà o meno, o se ci sarà bisogno di piccoli accorgimenti o modifiche di regole.
Se hai bisogno di altre informazioni o consigli, non esitare a contattarci nuovamente.
Un saluto,
Federica
S. S. da Milano pubblicato il 9 Gennaio 2020 alle 2:49 PM:
Ciao Bproud,
scrivo per chiedervi come posso definirmi e anche per sfogarmi. Sono un ragazzo di 27 anni e da anni faccio fatica a inquadrare il mio orientamento sessuale. Sin da adolescente ho avvertito in me la presenza di fantasie omosessuali e un attrazione netta verso gli uomini. Le ragazze mi colpivano ma senza un reale trasporto sessuale, quanto più affettivo e platonico. Vado avanti così fino all'età di 19 anni quando conosco la mia prima ragazza che chiamerò M. Il rapporto con M.,conosciuta in università è iniziato dopo che la vidi ad un esame e rimasi colpito dalla sua testardaggine. Niente di fisico solo il suo carattere. La corteggiai per mesi fino a che ci mettemmo insieme. La relazione è durata 2 anni. Ancora ad oggi sono convinto di averla amata. Mi resi conto del sentimento che provavo dopo un anno quando vedevo i suoi difetti e l'accettavo ma soprattutto perché avvertivo in me fantasie sessuali nei suoi confronti. Quando guardavo video porno, non cercavo quelli gay ma quelli etero e pensavo a lei. La desideravo a tutti gli effetti e la frequenza dei rapporti che avevo con lei non erano per me abbastanza. Stando con lei scoprì un altro lato della mia sessualità del quale ero completamente all'oscuro. La storia si concluse dopo due anni. L'anno e mezzo successivo lo trascorsi a riprendermi dalla fine di quella storia che fu tanto bella quanto devastante. Impiegai parecchio a smaltire il sentimento che provavo e alcune volte mi capitava di ricontattarla con la speranza di ricucire un rapporto senza avere mai successo. In quell' anno e mezzo le mie fantasie continuavano ad essere rivolte a lei e a quello che sentivo per lei. Tuttavia man mano che il sentimento passava, le fantasie su di lei diminuivano di intensità lasciando posto alle fantasie omosessuali. Già allora chiesi un parere sulla situazione: chiesi ad un conoscente bisessuale che mi disse apertamente che secondo lui ero per l'appunto bisessuale e non gay e chiesi anche al responsabile di un forum sul tema dell'omosessualità che mi rispose che secondo lui non ero omosessuale per tutta la componente emotiva e sessuale vissuta con la mia ex ma non sapeva come inquadrarmi. Arriviamo al 2016 decido di ripartire e buttarmi in una nuova frequentazione sebbene abbia ancora paura di star male per amore. Incontro una nuova ragazza, il sesso con lei mi piace ma allo stesso tempo non sono innamorato. La frequentazione finisce dopo 3 mesi. Anche in quell'occasione comparvero le fantasie sessuali su di lei, alternate a quelle omosessuali. Ad oggi non ho alcuna frequentazione, sento le fantasie gay più intense ma quando mi capita di ripensare maggiormente alla mia prima ragazza avverto che la cosa mi piace. Sento che ripensare a quello che facevo con lei mi piaceva ma perché c'era il sentimento profondo che lega due persone che si amano e si desiderano. Ad oggi non riesco a capire come inquadrarmi e chi sono. Se sia stata una cosa passeggera o se a seconda di chi mi innamoro o con chi mi frequento le mie fantasie mutano nel tempo. Mi chiedo se sono l'unico ad avvertire questo e come possa quindi defirnimi.

Vi ringrazio per i consigli e il supporto che potete darmi in questa situazione abbastanza complicata e vi faccio i complimenti per il lavoro che svolgete.
Chiara Risposta dell'amministratore di: Chiara
Ciao!
Immagino la frustrazione e la confusione che provi non riuscendo a definirti, perché anche a me capita che per lunghi periodi mi attragga solo un genere, quindi mi sono posta domande simili alle tue. Quello che posso dirti è ciò che ho imparato io stessa: le etichette sono nate per farci sentire parte di un gruppo, uniti in una famiglia allargata, non per farci soffrire perché non capiamo a quale apparteniamo. Anzi, c'è anche una bellissima definizione che permette a tutti di metterci comodi al suo interno stando bell* largh* al suo interno: queer.
Ci sono persone che cambiano modo di definirsi più volte nella vita, in base a come si sentono in quel momento, a ciò che provano a alle persone per cui lo provano.
Ciò che voglio dirti è che non devi necessariamente incastrarti in un termine che senti poco adatto a te, permettiti invece di vivere le emozioni che provi intensamente e senza porti limiti.
Non è importante definirsi, ma amarsi per ciò che si è, anche se spesso ci appare poco chiara la nostra vera natura.
Ti auguro tanta gioia e spero di esserti stata in qualche modo di aiuto,
Chiara
Valentina Valentina pubblicato il 8 Gennaio 2020 alle 2:47 PM:
Buongiorno a tutti, Sono una ragazza di 30 anni e mi sono sempre considerata etero. Ho avuto il primo fidanzatino alle medie. Di li in poi non ho avuto nessuno accanto sentimentalmente. Nessuno che mi abbia fatto mai perdere la testa e nessun rapporto sessuale. A giugno arriva una nuova collega al lavoro. Fin dal primo momento abbiamo avuto una forte intesa. Il desiderio di conoscerla sempre di più. A dicembre usciamo diverse volte io e lei da sole, ho parlato con lei di cose così intime e personali che non mi spigavo perché lo facessi. La sensazione di conoscerla da una vita. Mi ha stravolto la vita. Ho messo in dubbio chi sono e cosa voglio. Ho capito che tutti i sentimenti che stavo provando in realtà per me non sono solo amicizia ma qualcosa di più. Ho “accettato” e capito di essere bisessuale. Insomma, mi sono follemente innamorata di questa persona. Desidero il contatto fisico e baciarla. Non mi interessa l’essere giudicata, il fatto di dover fare coming out etc…….non mi sono mai innamorata così e il mio amore che provo va oltre questi “problemi”. E’ successo…al cuore non si comanda!!!
Il fatto e che tra poco più di un anno diventerò la responsabile del mio reparto. Lei sarà una mia collaboratrice. Non so come fare. Da un lato vorrei esprimermi e dichiararmi, dall’altro lato non voglio perderla ( lavoriamo nello stesso reparto a contatto ogni giorno ). Non ho la certezza assoluta che lei sia lesbica. Ho paura di un suo no…..e che questo mi allontani da lei. Giocherelliamo , mi fa battute ed io altrettanto ma non so se questo è solo gentilezza e il piacere di stare con me per un fatto di amicizia. Non so su che base giudicare visto che non ho mai vissuto nessuna storia d’amore.
Vi pregoooo aiutatemi a capire cosa fare!!!!
Grazie mille
Silvia Risposta dell'amministratore di: Silvia
Cara Valentina,
grazie per averci scritto.

Quando ci piace così tanto qualcuno, tutti abbiamo un fortissimo bisogno di avere delle risposte e di capire se siamo in qualche modo "autorizzati" a provare ad avere un approccio più intimo con la persona che ci sta stravolgendo la vita.

Ogni segnale che riceviamo può apparire allo stesso tempo sia positivo che negativo, ma purtroppo fino a che non si fa quel passo in più non si è mai certi se l'altra persona stia ricambiando il nostro sentimento o meno.

Le tue paure e i tuoi dubbi non riguardano il fatto di avere poca esperienza, è un sentire comune che capita ogni volta che si perde la testa per qualcuno, anche se ci è già successo migliaia di volte e purtroppo non si ha mai una risposta chiara subito.

Il tuo istinto però ha già fatto delle cose stupende: ti ha portata a capire di essere innamorata, di essere bisessuale e di volere lei.
Sembra poco, ma ti assicuro che sono dei passi enormi, che hai fatto nei tempi che ti erano necessari, senza fretta di avere la risposta subito.
Anche per il resto lasciati il tempo necessario per capire meglio se puoi rischiare.

L'urgenza dell'innamoramento è un momento molto difficile da gestire a livello emotivo, ma è anche molto bello, goditelo fino a che non sentirai in maniera chiara e irrefrenabile cosa devi fare.

A quel punto comunque andranno le cose non ti pentirai di aver preso quella decisione, a prescindere dal risultato a cui porterà.

Purtroppo nessun altro può dirti cosa fare, come farlo e quando farlo, ma se continui a fidarti di te stessa, troverai tutte le risposte quando sarai pronta, come lo è stato per il resto.

Ti mando un abbraccio grande, se ti va facci sapere come stai e come andranno le cose.
In bocca al lupo!
Silvia
Eleonora Eleonora da Milano pubblicato il 29 Dicembre 2019 alle 1:04 AM:
Salve Bproud, vi scrivo perchè è da giorni che una questione mi angoscia e su internet sono venuta a conoscenza del vostro sito...Scrivo per me riguardo la mia ragazza con cui sto da circa sette mesi..Io ho quasi 29 anni, sono lesbica da non ricordo quando, penso dalle prime pulsioni alle scuole medie, e lei 24, e dice di essere lesbica. Quando l'ho conosciuta, parlandone così, mi disse che era bisessuale e che l'ultima storia era finita l'anno prima ed era stata con un ragazzo per sei anni con cui non finì bene perchè l'aveva tradita..lei per questa cose ci stette molto male ma fu anche l'occasione, mi disse, per "scoprire" questa sua parte nonostante amici e familiari le dicessero che poteva essere solo una fase, una reazione per questa delusione. Dopo qualche tempo dove già stavamo insieme, mi disse che non si sentiva più bisessuale e l'attrazione per i ragazzi non l'aveva più, che i ragazzi non le piacevano più: io rimasi un po' così perchè pensai "come si può eliminare l'attrazione nei confronti di un genere se la si è sempre avuta?!". La mia paura è che lei stia "negando" una sua parte sebbene ho cercato di spiegarle che il fatto che ora le piacciano le ragazze non deve escludere l'attrazione per i ragazzi, e che sì ora sta con me che sono una ragazza ma l'orientamento sessuale rimane sempre bisessuale. Lei continua a dire che no, a prescindere da me i ragazzi non li guarda più, non ne è più attratta, e a volte finisce anche per arrabbiarsi perchè dice che insisto col volerle farle ammettere qualcosa che non è. Ma temo anche che lei mi dica così per non farmi fare "paranoie" perchè sa che sono molto gelosa e magari vuole evitare che io pensi che debba "competere" anche con i ragazzi.
Le ho spiegato che per me è importante sapere, conoscere chi ho al mio fianco perchè in questo modo non riesco a lasciarmi andare se non ho le cose "chiare" e contraddittorie e, no, non mi basta sapere che mi vuole bene. Uno ha anche bisogno di sapere chi ha al proprio fianco.
Oltre a queste cose, ci sono anche altre piccole cose, anche stupide, che mi fanno pensare che lei mi stia negando questa cosa: ad esempio, il fatto che lei mette likes su instagram alle foto a petto nudo, muscoli, ecc. di alcuni supermodelli: potrà sembrare stupida questa cosa ma a questo tipo di foto, io, ad esempio, i likes li metto alle supermodelle. Lei spiega questa cosa dicendo che trova belle "le foto" ma che se avesse davanti il modello, non proverebbe niente. O.o mi sembra un po' strano.
Io non mi sento superiore a nessuno, non voglio giudicare nessuno, vorrei solo togliere le contraddizioni e la confusione che tutto ciò mi provoca, vorrei solo sapere chi ho al mio fianco, tutto qua, tutti abbiamo questo diritto.

Grazie per qualsiasi consiglio in questa situazione un po' frustrante. Complimenti per tutto:)
brusch Risposta dell'amministratore di: brusch
Ciao Eleonora,
Ti ringraziamo per averci scritto.
La situazione nella quale si trova la tua compagna è abbastanza comune.

Spesso si pensa che per potersi definire bisessuale si debba essere attratti sempre allo stesso modo, senza mai variazioni di intensità, ma non è così. Se cambia l'attrazione verso un genere o svanisce per un bel periodo, si rimane comunque bisessuali, anche se l'attrazione è 90/10 o se da un dato momento in poi si concentra solo verso un genere.
Un pensiero simile potrebbe averlo fatto anche lei, non avendo più sentito nessun tipo di pulsione romantica o sessuale verso il genere maschile forse ha credudo di non essere più bisessuale.

Ci potrebbe essere una questione di bifobia interiorizzata, di paura di non essere accettata pienamente da te o dal contorno che avete.

In aggiunta a tutto ciò c'è anche l'autodeterminazione. Se la tua compagna si sente più a suo agio nel definirsi lesbica o in qualsiasi altro modo, è un suo diritto farlo e un dovere di tutti riconoscerlo come vero per lei. Le motivazioni potrebbero essere tante, e vanno tutte rispettate.

Un consiglio che mi sento di darti è
quello di lasciati andare con lei, non è il definirsi in un modo o in un altro che deve creare paure o tensioni. Per te che differenza c'è se lei si sente meglio nel definirsi in un modo o in un altro? La tua compagna è sempre la stessa medesima persona, sta lì, non cambia carattere o indole a seconda di come preferisce definirsi.
Aiutala a sentirsi accettata e accolta, farà bene a entrambe 🙂.
Un saluto,
Federica
Asia Asia da Asti pubblicato il 25 Dicembre 2019 alle 4:26 PM:
Ciao bproud!
Io ho 13 anni e, anche se sono molto giovane per decidere il mio orientamento sessuale, provo una grande attrazione verso le ragazze e i ragazzi. A causa di ciò sono stata fortemente bullizzata a scuola e tutti i miei compagni mi guardavano storto, ma avevo una amica che mi sosteneva e appoggiava la mia idea e con lei anche alcuni miei amici. La stessa ragazza che mi sosteneva è la mia attuale ragazza da 6 mesi e con lei mi si ranlegrano le giornate. I miei genitori non sono molto contenti della cosa, ma mia madre ha iniziato ad accettare la cosa. Ho sempre avuto la sensazione che non fossi come tutti i miei amici eterosessuali sin da quando avevo 11 anni. Io ero e sono molto diversa da tutte le mie amiche, io infatti non mi trucco, odio le barbi e le bambole in generale e non provo schifo per molte cose come le operazione chirurgiche.
Sara Risposta dell'amministratore di: Sara
Ciao Asia,
innanzitutto scusa se ti rispondo in ritardo, ma siamo tornat* attiv* giusto ieri! E poi ti ringrazio tantissimo per averci scritto.
Mi fa piacere leggere che tu abbia capito e realizzato di essere bisessuale. Non esiste un'età giusta per capirlo, non sentirti quindi "troppo giovane" per deciderlo. Il proprio orientamento è una cosa personale e lo si realizza ad età sempre differenti per ognuno.
Mi dispiace sapere che hai subito bullismo e spero che la situazione si sia risolta. Se non fosse così, sappi che è molto importante parlarne con qualcuno (adulto, insegnante, amicizie). E' una cosa molto bella e positiva che tu, però, abbia ricevuto supporto e sostegno e non sia stata lasciata da sola. Sono anche molto contenta di leggere della tua relazione che ti rallegra le giornate! E' molto importante avere una rete di sostegno.
Mi spiace sapere, invece, che la tua famiglia non abbia accettato del tutto il tuo orientamento, sicuramente non è facile. Il fatto, però, che tua mamma lo stia iniziando ad accettare è un piccolo passo in avanti e spero che continui sempre verso un miglioramento.
La cosa importante è che tu non sia sola, ma che abbia comunque un supporto, tra amicizie e con la tua ragazza. Sappi che anche qui, con noi, hai un supporto e sostegno e puoi scriverci quando vuoi e ne avrai bisogno. Non sei sola.

Ti ringrazio ancora per averci scritto e per esserti raccontata e aperta. Noi siamo sempre qui.
Ti mando un abbraccio grande,
Sara

Ps. Ci tengo anche ad aggiungere e a dirti che l'orientamento non c'entra con i gusti personali in merito ad abbigliamento o hobby. Quelle sono cose che dipendono dalla personalità e carattere di ogni persona!
Nina Nina pubblicato il 22 Ottobre 2019 alle 10:38 PM:
Ciao.
Ho 37 anni e da circa un anno ho scoperto una parte di me e un desiderio che non sapevo di avere.

Sono in una relazione stabile con un uomo da 12 anni, con cui convivo. È sicuramente l’uomo più importante della mia vita, mi dà molta sicurezza, sono cresciuta con lui e ho trovato un solido equilibrio. Fin da subito è stato una presenza costante nella mia vita. Sappiamo tutto l’uno dell’altra, ci conosciamo come le nostre tasche e facciamo tantissime cose insieme. È anche il mio miglior amico. Abbiamo interessi simili anche se siamo molto diversi come sensibilità e carattere. Tuttavia una relazione lunga non è un idillio, i problemi ci sono, ci sono stati, la stanchezza della routine pure, insieme a piccole fratture e incomprensioni che in un modo o nell’altro però abbiamo sempre superato. A volte però ho come la sensazione che mi manchi qualcosa, è come se non ci fosse completa sintonia o forse è solo la monotonia della coppia. Mi dico che è normale dopo tanti anni che ci siano momenti di stanca, alti e bassi e vado avanti.
Vivevo comunque il mio tran tran quotidiano piuttosto tranquillamente fino a quando ritrovo in internet una cara amica che non vedo da vent’anni. Lei è lesbica da sempre e aveva un debole per me quando eravamo adolescenti.
Quel giorno è cambiata la mia vita. Interiore se non altro.

Quando eravamo più giovani le ho voluto senz’altro bene, l’avevo scelta come amica e ci frequentavamo regolarmente. Il suo coming out non mi creò nessun problema ma rimasi sconvolta dal fatto di sapere di piacerle. Non potevo ricambiare i suoi sentimenti, io l’avevo vista sempre con altri occhi, ci siamo allontanate e poi perse completamente di vista. Sicuramente una parte di me però non ha mai voluto veramente cancellarla dalla mia vita e un paio di volte ho provato molto serenamente a riavvicinarmi a lei, senza che ci fosse però un vero seguito o la vera volontà di concretizzare questi tentativi.
L’ultima volta è andata diversamente.

È entrata nei miei pensieri come se qualcuno avesse lanciato un sasso dentro la mia testa. Senza preavviso e senza che potessi farci niente. Improvvisamente mi sono ritrovata a pensare a lei ogni giorno, a fantasticare di rivederla e stare insieme.
Non ho mai provato una reale attrazione per le donne prima. Non ho mai sviluppato curiosità o interesse verso il corpo femminile, né desiderato baciare qualcuna (nemmeno lei con la quale sarebbe potuto succedere qualcosa più di una, più di due e più di tre o dieci volte, da ragazze).
Solo ora leggendo questo blog e le esperienze di altre persone capisco che, mettendo tutto in prospettiva, forse fin dalla mia infanzia e adolescenza (pur senza desiderare di stare con qualcuno del mio stesso sesso) qualche domanda in più sulla mia identità “fluida” me la potevo fare in modo più approfondito, diciamo.

Ci siamo scritte solo pochi messaggi e poi un silenzio tombale per circa sei mesi.
Anche se non ci parlavamo pensare a lei mi dava gioia e allo stesso tempo mi tormentava. Avevo paura di provare quello che provavo. Non osavo contattarla di nuovo perché credevo che non volesse vedermi (in fondo erano passati ventanni) e perché tutto sommato credevo che fosse solo una mia fantasia.
Non sapevo come gestire queste emozioni ma non ci sono stati giorni migliori di quelli della speranza di rivederla.
Ovviamente vivevo questi pensieri solo nella mia testa, come una consapevole (e stupida) fantasia romantica; mi sembrava una cosa impossibile e una gigantesca follia: non la vedevo da ventanni, probabilmente non le interessavo più e di fatto non ci sentivamo. Ma si era innescato qualcosa dentro di me e non potevo più tornare indietro.

Ci soffrivo. Molto. Ero sicura di provare qualcosa (nostalgia, amicizia, affetto, qualcosa di più? Tutto quanto?) e allo stesso modo ero sicura anche che non potevo essermi “innamorata” di una persona che non vedevo da secoli. Ero nella bolla di un sogno ma quei sentimenti e quelle sensazioni mi riempivano le giornate.
Timidamente ho cercato di riavvicinarmi a lei con qualche messaggio. Lei rispondeva ma come se in realtà non volesse mai veramente approfondire la conoscenza. Tutto mi faceva pensare che non mi volesse vedere. Inaspettatamente anche lei, dopo il mio messaggio, mi scrive qualcosa e mi sembra di intuire qualche significato “ambiguo” nelle cose che pubblica.
Siamo andate avanti così per diversi mesi. Un giorno, dopo che eravamo riuscite a rompere un po’ il ghiaccio, io avevo anche trovato il coraggio di chiederle di vederci e lei aveva accettato. Ero molto felice. Poi il giorno in cui dovevamo vederci nessuna delle due si fece viva. L’avevo interpretato come un chiaro rifiuto. E sono sparita. Dovevo darci un taglio, lasciare perdere e ritornare alla vita reale. Cerco di comportarmi in modo normale e dopo diversi giorni ritorno “online”, metto mi piace a una cosa che pubblica, come se non fosse successo niente e più avanti le scrivo anche un commento “simpatico” senza nessun fine. E da lì lei mi fa capire con più insistenza che le “interesso”. Ma perché ora se non mi aveva voluto vedere? Speravo che fosse lei a chiedermi di rivederci perché io non sapevo più dove trovare il coraggio. Ma non è mai successo.
Di nuovo ci siamo mandate dei segnali abbastanza inequivocabili del nostro reciproco interesse, anche se non ce lo siamo mai comunicate apertamente e direttamente. Cosa che più di una volta mi ha mandato nei matti e mi ha fatto chiedere se non stessi sognando tutto. Ancora me lo chiedo a volte, non ho la certezza totale ma tante cose, troppe, mi hanno portato a crederlo vero.

L’epilogo è stato drammatico. Quando ormai forse era troppo tardi io ho “calato la maschera” con segnali più espliciti – cercando di farle capire che sì provavo “qualcosa” per lei ma avevo pure una relazione con un’altra persona - e lei ha “risposto” esortandomi ad agire e prendere una direzione. Io ho temporeggiato di nuovo, stavo vivendo un conflitto interiore enorme. Lei mi ha mandato un messaggio durante le vacanze e poi ha iniziato una storia con un’altra persona (o forse altre persone) che credo stia portando avanti e non ci siamo mai viste. È stato terribile.
Non ci stiamo più scrivendo e non stiamo più mandando segnali.
Credo che siamo rimaste ferite e deluse entrambe, consapevoli che i nostri sentimenti fossero cambiati o impossibili. O forse sono solo io che la voglio vedere così.

Non so se l’avessi vista se poi avrei avuto davvero la forza di mollare tutto e andare fino in fondo; so solo che quello che ho provato non l’ho sognato. Ed è l’unica cosa di cui sono certa in tutta questa folle storia.
Ora non so se ricontattarla. Non so più cosa provo e cosa voglio. Forse non sarebbe nemmeno la persona giusta per me, siamo ormai due donne così diverse che frequentano mondi lontani, incomunicabili. Eppure era la mia amica e la sua sensibilità e il suo mondo interiore mi sembra di conoscerli ancora. E mi manca. E mi mancherà per sempre.

Inoltre sento il peso di questa doppiezza con il mio compagno. Anche se non è successo niente, è cambiato tutto. Sa che io in fondo potrei avere una relazione anche con una donna perché durante una conversazione con amici mi è uscita molto naturalmente questa cosa ma non ne abbiamo mai parlato seriamente.
Non posso dirgli quello che ho vissuto senza perderlo, non lo accetterebbe. E il pensiero che lui non sia più parte della mia vita è più destabilizzante di aver capito che posso essere attratta anche da una donna.
Non so se ora dovrei stare da sola per chiarirmi le idee. Non so più nulla. E poi voglio davvero perderlo per qualcosa che non so più se desidero ancora?
Sicuramente avevo bisogno di vederla almeno una volta per capire se i miei sentimenti per lei fossero reali o solo una fantasia. Comunque sono cambiata.
Forse resterà l’unica donna della mia vita con cui avrei potuto andare. Non so se proverò ancora qualcosa di simile per un’altra donna. Sto provando a guardarmi intorno e dentro per capire se ho curiosità in merito. Ma per ora non mi pare che mi interessino le donne in generale, mi interessava lei in particolare! Non so come andrà con il mio compagno. Non so se è stata la mia crisi di mezzetà. So solo che ne sono uscita emotivamente esausta.

E a complicare ulteriormente il quadro, qualche giorno fa scopro un orientamento nello spettro della sessualità che non conoscevo e in cui in parte mi rivedo (ma devo approfondire): la demisessualità.
Non so più se mettermi a “piangere” o a ridere, perché non ci capisco più niente. Mi metto a ridere perché è meglio trovare il lato comico della vita e accettarla così com’è. In generale vorrei fregarmene delle etichette in questo momento per concentrarmi sui miei sentimenti e capire se voglio recuperare il rapporto con questa persona, quantomeno per chiarirci o almeno salvare un’amicizia o un qualcosa di buono. Ma cosa dovrei dirle poi? Sei l’unica donna da cui mi sono sentita attratta (romanticamente? fisicamente?) dopo ventanni ma non so se avrei mai potuto lasciare il mio compagno per te?
Mi sento patetica. E so che soffro perché non so cosa voglio davvero. Ma come faccio a saperlo se non ho mai avuto modo di uscire dalla mia testa? Lei non me lo ha nemmeno mai chiesto. Forse è troppo tardi anche per recuperare un qualsiasi rapporto. Certe persone quando escono dalla tua vita non le ritrovi più e forse dovrebbe essere questo l’insegnamento da trarre da questa storia. È triste ma bisogna accettarlo perché crescere è anche questo: lasciare andare.

Mi spiace di essermi dilungata tanto. Vorrei avere un consiglio o un vostro parere in merito (anche in forma privata).
Grazie per aver creato questo sito, siete un faro nella nebbia in questo momento confuso.
ValeriaEmma Risposta dell'amministratore di: ValeriaEmma
Ciao Nina, innanzitutto vogliamo ringraziarti per esserti aperta così con noi, per averci raccontato questo spaccato della tua vita. Hai toccato molti argomenti importanti, spero di riuscire a risponderti a tutto.
Partendo dalla scoperta, sofferta e molto lunga, della tua identità, mi sento di dirti con la massima spontaneità che ti comprendo. Siamo coetanee e bisogna dirlo: quando eravamo ragazzine noi non esistevano tutte le informazioni che esistono oggi. E soprattutto il modello relazionale che ci veniva presentato come sano e desiderabile era uno solo: una coppia monogama uomo-donna, punto. Io ero interessata ai ragazzi e quindi *dovevo* essere per forza etero, quanto all'interesse molto forte verso le ragazze, lo sublimavo sempre in amicizia, al punto da reprimere completamente eventuali pulsioni fisiche, considerandole il frutto di una semplice ammirazione (del tipo, ah, che bel viso, quanto sarebbe bello essere carina come lei). Tu oltretutto dici che potresti riconoscerti nella demisessualità, e in effetti devo ammettere che ci avevo pensato anche io leggendo la tua lettera; e capisco che questo aggiunga un ulteriore livello di complessità alla tua ricerca di chiarezza.
Una piccola nota sulle etichette: da qualche parte nel web ho letto questa frase: "prima i sentimenti, poi le definizioni", e mi sento di consigliarlo anche a te. Esistono davvero tante sfaccettature nello spettro degli orientamenti sessuali, ma trovare la propria definizione deve essere qualcosa che porta gioia e sollievo, che ci fa sentire meno soli, meno sbagliati, che ci fa sentire parte di una comunità più ampia; non deve invece essere qualcosa che ci fa sentire in gabbia o a disagio. Informati, parla con altre persone queer (online ci sono moltissime risorse), sperimenta nella tua mente le definizioni che ti sembrano più calzanti e fallo con calma, con i tuoi tempi. Non c'è mai fretta in queste cose. Io ad esempio ci ho messo veramente tanto tempo a comprendere di essere bisessuale, e uno degli alleati più importanti in questo viaggio è proprio il mio attuale compagno, è stato un viaggio che abbiamo fatto (e stiamo facendo) in parte insieme. Questo mi porta ad un altro argomento della tua lettera, ovvero la comunicazione con il tuo compagno.
Mi pare di capire che lui sappia che potresti avere una storia con una donna per via di una frase che tu hai detto per caso mentre parlavate con amici, ma gli hai poi parlato privatamente di come questa scoperta ti fa sentire? Mettendo un attimo da parte tutto quello che hai fatto per riavvicinarti alla tua amica, parlare al tuo compagno del fatto che ti sei resa conto che effettivamente puoi provare una attrazione sentimentale e fisica molto forte verso le donne, e che la cosa ti destabilizza, potrebbe aiutarti a toglierti un peso dal cuore. Parlare del tuo orientamento sessuale e dei tuoi dubbi in merito non significa affatto mettere in dubbio il vostro rapporto e d'altronde nascondere una parte rilevante della tua identità al tuo compagno potrebbe creare un allontanamento tra di voi. Bisogna anche dire che quando si scopre tardi il proprio orientamento, come è successo a me, è comprensibile che nascano dei desideri, che ci si chieda come sarebbe stata la propria vita se si fosse seguita anche questa parte di noi stessi fin da subito. Io e mio marito abbiamo parlato a lungo di tutti questi pensieri, e mi ha aiutato a sentirmi un pochino più normale... ti auguro sinceramente di poterlo fare anche tu con il tuo compagno; naturalmente senza affrettare i tempi. Devi prima sentirti sicura tu. E magari, nel frattempo, hai qualcun altro con cui confidarti: un'amica, un parente, qualcuno con cui tu possa intanto sfogarti e misurarti nel dire ad alta voce tutto quello che ti turba.
Per quanto riguarda, infine, la storia con la tua amica: per sdrammatizzare ti direi che hai vissuto un vero e proprio lesbodramma, cosa che capita prima o poi a tutte noi donne che amiamo altre donne! Tornando seri: di certo la tua amica ha avuto il merito di farti scoprire qualcosa su te stessa. Le cose poi purtroppo non sono andate come avresti voluto, ma questo non significa che l'esperienza sia stata inutile. Hai visto succedere in te varie cose, e credo che possa essere utile per te prenderti del tempo per metabolizzarle. Intanto hai avuto conferma di una tua attrazione verso le donne, e di che tipo di attrazione puoi provare; in secondo luogo hai anche potuto sperimentare che l'amore non è per forza un sentimento esclusivo. Tu dici giustamente che sei certa di non esserti sognata i tuoi sentimenti verso la tua amica, e io non ho difficoltà a crederlo. Se hai letto il nostro sito, avrei sicuramente trovato alcuni approfondimenti sul poliamore, ovvero sulla capacità di amare più di una persona contemporaneamente. Potrebbe essere stato questo il caso per te: lo è stato anche per me... e anche su questo il consiglio migliore che posso darti è di prenderti del tempo per comprendere veramente tutto quello che è successo. Perchè vedi non è necessario mettere in pratica ogni singola cosa che si scopre di se' stessi: esistono persone bi+ che hanno avuto relazioni con un genere solo, esistono persone poliamorose in relazione con una sola persona, il punto non è accumulare esperienze. Il punto è raggiungere una serenità interiore, quella serenità data dal sapere chi siamo. Comprendo benissimo che tutto questo sia tantissimo da metabolizzare, infatti dici di sentirti emotivamente esausta, quindi l'ultimo consiglio che mi sento di darti è di pensare se possa essere utile per te rivolgerti ad uno psicoterapeuta. Io in questo sono di parte: sono andata in psicoterapia per altre ragioni mie personali e poi ho anche affrontato con la mia terapeuta tutti questi argomenti, e per me è stato veramente utilissimo ed importante; so che non è così per tutti, ma è una strada che mi sento sempre di consigliare.
Scrivici ancora, facci sapere come va. Un abbraccio fortissimo,
Valeria - team BProud.
Annalisa Annalisa da Milano pubblicato il 21 Ottobre 2019 alle 11:19 AM:
Ciao bproud... Vi avevo scritto a maggio raccontandovi della mia situazione e avevo ricevuto un "abbraccio" virtuale da parte vostra... E ora a distanza di qualche mese sono qui ancora bisognosa di conforto...
Brevemente vi racconto ... Sono sposata da 12 anni, 2 figli, un lavoro che amo... A gennaio scoppia una bomba dentro di me. Scopro di essere innamorata di una mia collega coetanea ... Anche lei sposata 2 figli..
A giugno pensando che non avrei più lavorato con lei, glielo dico. Lei non ricambia.. Dice che le dispiace molto ma ama il suo.uomo.
Io sono in terapia già da 2 anni quasi, per altri motivi ovviamente scaturiti dal mio matrimonio che stava lentamente naufragando. A settembre il destino vuole che ci richiamino a lavorare nella stessa scuola e nella stessa classe.
Ho.passato in rassegna tutte le emozioni possibili... Dal disagio alla paura alla felicità all' ennesima Potenza... Ne sono innamorata dentro e fuori.. Da 3 settimane vivo la mia vita a mille all'ora, mi sento drogata da quando posso vederla parlarle tutti i giorni. Lei con me è fantastica... Gentile, premurosa, mi ascolta, mi incoraggia a non mollare e ad essere felice della vita che ho. E che piano piano risolvero' i miei problemi.
A volte faccio una gran fatica a starle vicino, guardarla negli occhi sostenere lo sguardo... Vorrei abbracciarla...
ma insieme funzioniano bene , tutti sono contenti di noi il.lavoro va alla grande.
Mi voglio godere ogni attimo con lei e ne sono felice ..
Ho solo paura di quella Annalisa dentro di me che continua a credere che Sara prima o poi mi dirà : si, mi sono innamorata anch'io...
La.mia situazione familiare si sta avviando lentamente verso la.più triste delle ipotesi ma pacificamente affronteremo tutto.
Soffriremo tutti lo so... I miei figli vedranno cambiare la loro vita quotidiana, lui sarà duro con me perché lo vive come un fallimento totale, Sara non ricambia quello che provo... Insomma le premesse per una lunga agonia.
La testa si deve perdere in due. Altrimenti è un' esecuzione. Una volta ho letto da qualche parte...
Io sto lentamente morendo ma con la gioia negli occhi.
Grazie di cuore per l attenzione.
Annalisa
brusch Risposta dell'amministratore di: brusch
Ciao Annalisa,
Mi dispiace tantissimo per la difficile situazione che stai affrontando.
La fine di un matrimonio, una relazione di lunga durata, è sempre un evento traumatico, vissuto come un lutto anche, ma che ha il significato della rinascita dopo. Vedrai che poco per volta riemergerai più forte e splendente di prima. E non sentirti l'unica responsabilità, ma un 50/50, nella relazione eravate in due e in due avete creato ogni momento, anche il finale.

Per quanto riguarda la situazione con la tua collega, cerca, se puoi, di non vivere nella speranza di un suo cambiamento nei tuoi riguardi a livello sentimentale, non ti fa bene e non ti permette di andare avanti. Coltiva il rapporto di amicizia, se riesci a starle vicino senza starci male, ma con una distanza di sicurezza per proteggerti da altri urti. Esci con amici, conoscenti, dedica del tempo solo a te stessa, coccolati un po'.
Un abbraccio forte
Federica
Agatha Agatha da Venezia pubblicato il 15 Ottobre 2019 alle 8:45 PM:
Ciao sono Agatha,
vi scrivo perchè non vi conoscevo e sembra che le cose capitino proprio al momento giusto. Come iniziare? Ieri la mia ragazza mi ha girato il vostro link in cui è raccontata la vostra storia, all’episodio degli incontri al coro ero già in lacrime. Allora sono una ragazza che è sempre stata tranquillamente etero, cresciuta in un ambiente ipercattolico e con una madre altrettanto iper ecco! La mia famiglia è stata un disastro fin dalla mia nascita, ho subito molti abbandoni dalle figure maschili ( mio fratello a cui ero molto affezionata se n’è andato di casa molto presto e mio padre due anni dopo quando avevo 11 anni). Fin da piccola sono sempre stata una bambina che rispondeva a tono ai maschi, che loro “rispettavano”, all’asilo ero l’unica bimba, e non ho mai avuto storie o altro con un ragazzo fino ai 17 anni! Mi sono sempre considerata una bambina un po’ maschiaccio, non esteticamente, ma ho giocato a basket per anni, mi piaceva molto correre e vestirmi comoda!
Con il ragazzo che ho incontrato a 17 anni ho avuto una storia molto lunga ,che è durata fino a questo Natale 2018 ( ora di anni ne ho 26) , durante la quale ci siamo lasciati tantissime volte, eravamo molto incompatibili eppure molto legati, lui ha spesso a mio parere fatto le veci di una figura genitoriale per me. Sono rimasta con lui per molto tempo anche se forse sapevo che non ero più del tutto innamorata fino a che non è successo questo. A settembre ho cambiato casa all’università e quella che oggi é la mia ragazza era una frequentatrice assidua di casa mia, lei è lesbica. Io avevo già avuto una precedente esperienza molto strana nell’altro appartamento. Ero in camera con una ragazza lesbica e i suoi modi e i suoi atteggiamenti mi avevano mandata in crisi, a quel tempo ne avevo parlato anche con il mio ragazzo e mi ricordo che mi ero pure chiesta “e se fossi lesbica?”
Ero andata totalmente in crisi ma senza avere una vera risposta! Poi questo novembre succede il fatto, ad una festa io mi accorgo che inizio a guardare la mia attuale ragazza, la cerco con lo sguardo, mi emoziono a stare vicino a lei, e quando se ne va mi manca, assurdo!!! Quella è stata la notte più assurda della mia vita, l’ho passata nel letto in bianco a chiedermi cosa mi succedesse, ero elettrizzata ed emozionata e non riuscivo a capire di chi fosse quel corpo che sentiva quelle sensazioni fortissime! Poi il giorno dopo la rivedo e decido di andare a fondo e invitarla al cinema e qualche sera dopo ci siamo baciate durante una notte che ricorderò per sempre e che mi ha cambiato la vita. Diciamo quindi che nel giro di un mese io ho lasciato il mio ragazzo (con grande sofferenza per una persona che mi ha accompagnata per così tanto) e mi sono messa con lei, senza nessun dubbio o perplessità su quanto sentissi, ero davvero innamorata persa. Da quel giorno fino ad ora l’ho detto a tutti i miei amici e tutte le persone più care che però in molti(questo mi lascia un amaro in bocca) continuano a considerarla una fase pur essendo felici per me!
Porto lei a casa (perché io non abito nella mia città universitaria) tre volte in incognito sperando potesse essere una cosa positiva per mia mamma in un futuro averle dato un volto e aver visto che non era un mostro che sputa fuoco (quello che alcuni cattolici pensano degli omosessuali). Insomma tentativo fallito, ad agosto mia mamma si insospettisce, lo scopre e quando torno a casa per parlarne con lei e mio padre col cuore in mano loro mi aggrediscono (soprattutto mio padre), mia madre mi toglie tutti i soldi e decide di non pagarmi più l’affitto per l’università. In quel frangente ho sentito di tutto, che ero stata irretita, che il diavolo mi aveva presa, mio padre sosteneva che le lesbiche non si dovessero azzardare a stare con una non lesbica e che a mio padre faceva schifo!
Da quel momento io non sono tornata più a casa e ad oggi ho ancora contatti con mia mamma e i miei fratelli ( uno dei quali ha pianto di commozione quando gliel’ho raccontato). Mia mamma pensa che non sia la mia strada (dice di conoscermi meglio di chiunque altro, probabilmente anche di me!) e che io abbia avuto solo esperienze negative con gli uomini e avuto un padre assente! ( ho avuto anche una storia da amante a 21 con un 40 che mi ha distrutta) ma non ho mai perso la fiducia negli uomini, perlomeno non ho proprio sentito questo! Insomma ora sono giorni che mia madre mi ha ritirato fuori questa cosa che non è la mia strada e che sono finita in un tranello tanto che sono un po’ preoccupata. Io sono felice ma ammetto di essere una che si mette sempre molto in discussione, che pensa e che ascolta gli altri, quindi se mia madre mi dice certe cose inconsciamente mi colpisce. Purtroppo però la sua visione cozza proprio con quello che sento e con la mia storia (tra 3 mesi è un anno, assurdo!) con la mia ragazza e siamo proprio felici . Forse io per prima sono scettica e ricerco molte giustificazioni a quello che è successo?!?Insomma l’ultimo incontro con mia madre mi ha spinta a capirne di più e devo dire che sono confusa. Una cosa che mi ha sconvolta molto in questi mesi ad esempio è sapere che la mia ragazza ogni tanto mi dice “gli uomini non mi interessano ma magari proverei”, cioè in pratica, io non ci capisco più nulla, ma perché? Lei non è mai stata con uomini e a volte li apprezza anche se non con vero interesse però io penso spesso che forse è perché non è mai stata con nessun uomo che è lesbica. Insomma, è come se io stessa cercassi giustificazioni sul suo orientamento come mia madre fa con me! Quindi, dato che attualmente non so più chi sono e non so più se davvero sto sbagliando tutto o semplicemente questa è la realtà e tutto il resto è fantasia (tipo la religione estremizzata) vi chiedo aiuto! Scusate il lungo messaggio, ma davvero non riesco a credere di potervi scrivere e chiedere queste cose, grazie che siete qui!
P.s. Questa cosa della bisessualità io proprio non la capisco, se fossi lesbica sarebbe tutto più chiaro, invece così mi sembro solo una persona confusa che non ha ancora capito niente della vita e salta di palo in frasca! Devo dire però che da quando ho provato a stare con una donna non so se tornerei più a stare con un uomo ma non nego che in qualche modo gli uomini mi attirino sempre!

Help!
In tutto questo, io ragazze sono innamorata persa e stare con una donna mi piace tantissimo, con lei poi, veramente tanto! 🙂
Grazie!
Francesca Risposta dell'amministratore di: Francesca
Cara Agatha,
sono Francesca. Ci tenevo a essere io a rispondere al tuo messaggio perché ritrovo nella tua storia molti punti che rispecchiano il percorso che ho fatto anch'io anni fa, all'inizio della mia storia con Silvia.
Innanzitutto, lasciami dire che mi dispiace molto per il comportamento che la tua famiglia ha avuto nei tuoi confronti: a volte non è facile per i genitori rendersi conto che la loro figlia non è quella che pensavano, soprattutto se provengono da un ambiente con una mentalità piuttosto chiusa. Spero davvero che con il tempo le loro posizioni possano ammorbidirsi e che il vostro rapporto possa essere più sereno.
Le cose che ti sei sentita dire - è una fase, sei confusa, ecc. - sono le stesse che moltissime persone sentono nel momento in cui fanno coming out come bisessuali. Queste parole possono essere molto dannose, perché spesso insinuano dubbi su sentimenti e sensazioni che invece sono chiarissimi per la persona che li prova. Però, dato che le dice una persona cara, una parte di noi inevitabilmente finisce per crederci.
Quello che dici verso la fine del tuo messaggio - il fatto di "non riuscire a capire" la bisessualità - mi porta a pensare che forse tutti questi messaggi negativi che hai ricevuto ti hanno portata a mettere in dubbio una cosa che provi con chiarezza: sei stata attratta dagli uomini in passato, ora stai con una ragazza di cui sei molto innamorata ma in qualche modo gli uomini continuano a piacerti.
Ovviamente non sta a me stabilire quale sia il tuo orientamento: ognuno fa il suo percorso, che richiede tempo, pazienza e introspezione. Ma queste tue parole mi ricordano esattamente quello che provavo all'inizio della mia relazione con Silvia: mi chiedevo chi fossi, ero sicura di amarla ma mi piacevano ancora gli uomini. Eppure non potevo essere bisessuale! Non ero certo una che andava con tutti, che non era in grado di stare in una relazione, che tradiva ogni due per tre... Ho desiderato con tutta me stessa di essere lesbica, perché pensavo che avrebbe "eliminato" una parte di me che sentivo molto scomoda, di cui in fondo mi vergognavo.
Poi pian piano ho capito che non c'era nulla da vergognarsi: sono bisessuale perché mi piacciono uomini e donne, non perché io corrisponda a tutti gli stereotipi negativi che purtroppo sono ancora associati a questo orientamento. Sono monogama per natura ma parlo apertamente con mia moglie anche delle attrazioni che provo per gli uomini, e questo è il mio modo di essere bisessuale: ognuno ha il suo, con una sfumatura diversa, e va bene così.
Non è stato un percorso breve né lineare, ma una volta accettato serenamente chi ero è stato tutto in discesa.
Quindi, a prescindere dal tuo orientamento e dalle tue scelte relazionali presenti e future, ti auguro soprattutto una cosa: di ascoltare solo quello che senti e di seguirlo senza giudicarlo, e soprattutto senza dare troppo peso a quello che gli altri dicono di te. Solo tu potrai capire la differenza.
Per qualsiasi altro dubbio o domanda, siamo sempre qui 🙂

Un abbraccio,
Francesca