Francesca

Mi chiamo Francesca, ho 41 anni e sono bisessuale.

Messo così sembra semplice, quasi come se l’avessi sempre saputo e accettato, ma la verità è ben diversa…

Fino all’età di 25 anni ero convinta di essere etero, come la maggior parte delle persone che vedevo intorno a me. Ero consapevole di provare una “strana attrazione” per le forme femminili, ma pensavo che si trattasse di una forma di ammirazione o di amore per la bellezza in generale. Da ragazzina avevo “sperimentato” con alcune mie amiche, come tante altre, ma non avevo mai dato un significato particolare a quelle esperienze.

Nell’adolescenza ci sono stati dei momenti in cui mi sono accorta che la vista o il contatto con il corpo femminile mi provocava delle sensazioni intense, eppure era come se non mi ponessi il problema di catalogarle in alcun modo. E il fatto che, arrivata la pubertà, cominciassi a provare attrazione anche per i maschietti contribuiva a farmi sentire assolutamente “nella norma”, anche se dentro di me covavo da sempre la sensazione di essere, in qualche modo, diversa.

Al liceo non ho avuto storie, a parte un innamoramento non corrisposto per un ragazzo. Poi, all’università, ho conosciuto quello che sarebbe diventato il mio fidanzato e, in seguito, mio marito. La nostra storia è durata in tutto dieci anni, con molto amore ma anche qualche incertezza da parte sua e qualche occasionale sbandata per altri uomini da parte mia.

Finché un giorno conosco una ragazza… Appena la vedo, sento che si smuove qualcosa di inequivocabile dentro di me: cavoli, mi piaceva! E proprio con le stesse identiche sensazioni che provavo quando mi piaceva un ragazzo: quando le ero vicina mi agitavo e diventavo impacciata, la sognavo, cercavo qualsiasi pretesto per avere un contatto con lei…

Tuttavia, vivevo queste sensazioni come qualcosa di bello, normale e allo stesso tempo da tenere dentro senza dargli alcun seguito. E poi ero comunque fidanzata… Quindi ho deciso di prendere la cosa per quella che era: una semplice “cotta”. Per un po’ di tempo non mi è più successo niente del genere, tant’è che non avevo minimamente messo in discussione il mio orientamento. Ma il destino aveva deciso per me, e qualche anno dopo mi è successa la stessa cosa con un’altra ragazza. Solo che stavolta mi sono innamorata sul serio… e il fatto di sapere per certo che quella ragazza era lesbica mi ha mandata davvero in tilt! Faceva parte di un gruppo di persone molto variegato, ma con una componente gay e lesbica molto marcata: quello è stato il mio primo contatto diretto con la realtà LGBT.

Anche in quell’occasione ho scelto di non rivelare nulla né al mio ragazzo, né alla ragazza di cui mi ero innamorata. Ho cominciato a confidarmi con alcune amiche intime, ma nessuna sembrava provare le stesse cose che provavo io. Quindi ho cercato di “farmela passare”, anche perché nel frattempo io e il mio ex stavamo organizzando il nostro matrimonio.

Purtroppo, nemmeno sposarmi è servito… Mi sono rivolta alla psicologa da cui ero stata in cura anni prima, e l’unico consiglio che mi ha dato è stato di provare a vedere se stare con una donna poteva davvero essere la mia strada. Ma in quel momento non me la sono sentita di sconvolgere la mia vita per una persona che, tra l’altro, non provava nulla per me.

Nel giro di qualche mese, per fortuna, mi è passata, ma ormai ero consapevole che potevo provare attrazione e innamorarmi anche delle donne, anche se non immaginavo che sarei mai passata davvero “all’azione”.

E poi è arrivata Silvia 🙂

Ci siamo conosciute di persona nello stesso gruppo gay/lesbico di cui parlavo prima, ma in realtà abbiamo davvero imparato a conoscerci scrivendoci online. E dopo pochissimo non potevamo più fare a meno l’una dell’altra.

Per farla breve: mi sono separata da mio marito, che purtroppo non l’ha presa bene, tanto che i nostri rapporti si sono interrotti, con grande sofferenza da parte di entrambi. Per fortuna l’anno scorso c’è stato un riavvicinamento e ora siamo entrambi sereni.

Sto con Silvia da allora, ormai otto anni fa.

All’inizio era tutto nuovo: alla tenera età di 31 anni mi sono ritrovata catapultata in una realtà che avevo solamente intravisto dal di fuori, fatta di coppie lesbiche, parziale clandestinità, Gay Pride e coming out… buffi, impacciati, pieni di ansia ma a volte anche inaspettatamente facili. Tuttavia, dopo l’adrenalina iniziale, ho iniziato a sentire che il disagio che avvertivo non era dovuto solo alla novità: guardandomi dentro con onestà, ho dovuto ammettere, a me stessa e a Silvia, che non avevo smesso di provare attrazione anche per gli uomini. All’inizio sono andata totalmente in crisi (e Silvia anche), perché ero convinta di dover in qualche modo “scegliere” tra due parti di me che non potevo né ignorare né cancellare, e anche perché più cercavo notizie sulla bisessualità, più mi rendevo conto che l’immagine che ne aveva la maggior parte delle persone era molto confusa e negativa. E soprattutto non esisteva nessun ente, nessuna associazione che potesse fornire un sostegno o un punto di riferimento positivi.

Poi, per fortuna, ho scovato in rete dei siti stranieri che ne parlavano in modo diverso e mi sono iscritta alla più grande community virtuale di bisessuali, www.bisexual.com. Lì finalmente mi sono potuta confrontare con persone estremamente diverse tra di loro, ma prive di pregiudizi e, soprattutto, bisessuali come me. Da allora le cose sono notevolmente migliorate e ho potuto continuare il mio percorso con maggiore serenità, continuando a crescere e a documentarmi sempre di più su questo tema. Ma mi piacerebbe fare qualcosa di più per fare in modo che anche altre persone abbiano questa possibilità. Ed è per questo che sono qui.

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9 thoughts on “Francesca

  1. Ciao Francesca,Ciao Silvia.
    Mi sento particolarmente vicina al racconto di Francesca. In tutto.
    Mi sono sposata.
    Ma so da sempre quello che provo anche per le donne.
    Ogni tanto mi innamoro di qualcuna.
    Voglio vivere ogni volta la profondità del rapporto.
    Mi fa ancora paura.
    Non riuscirò mai a parlarne con mio marito. Questo mi intristisce.

    Una volta sola ho avuto una storia, qualche anno fa. E’ stato struggente. Lei sposata, sempre stata etero. L’ho travolta…poi lei è rimasta incinta…un trauma..mi ha cancellata dalla sua vita.

    Sono stata male perchè era la prima volta che mi capitava..
    Poi ho trovato una specie di equilibrio..ho rimosso diciamo la cosa, ho creduto che fosse solo un sentimento legato a lei, a quella specifica persona. Superato questo, ho pensato che non mi sarebbe capitato più.

    Mi sono sposata, con un uomo fantastico, che mi ama e mi riempie la vita di attenzioni e di cure. L’ho tradito molte volte. Con uomini.
    Oggi sono molto attratta da una donna.
    Molto attratta.
    Vorrei poterla stringere.
    Anche lei etero naturalmente.

    Mi sento così strana…
    mi sento così diversa..

    mi piacerebbe confrontarmi…ma non è facile…
    Vi saluto e vi auguro di realizzare tutto quello che desiderate..

  2. Io anche ho cercato di giustificare quella sensazione come ammirazione o qualcosa del genere…però io l’ho capito in maniera diversa…non mi sono propriamente presa una cotta per una ragazza…più che altro mi capitava di eccitarmi pensando a lei(scusate le parole un pò dirette). Ero andata in panico non capivo se a me piacevano veramente le ragazze o fosse tutto lì, cioè tu mi fai questo effetto e basta. Però poi mi sono presa una cotta per una ragazza anche lei bisessuale ma non ero ricambiata. Mi ha anche trattata male brutta esperienza. Da li ho capito che mi piacciono le ragazze oltre ai ragazzi (sono fidanzata da più di un anno).
    Anche se molto spesso ho paura che sia soltanto una fissazione non lo so. Ps ho sedici anni

  3. Cara Missy93,
    grazie per avere condiviso con noi la tua esperienza. Vedo che sei molto giovane e ho la sensazione che il tuo smarrimento sia dovuto proprio alla difficoltà di dover gestire un orientamento sessuale diverso da quello della maggior parte dei tuoi coetanei. Il fatto che tu percepisca l’attrazione verso le ragazze principalmente dal punto di vista fisico non è né strano, né, a mio parere, una “fissazione”. Capita molto spesso che una persona bisessuale abbia una preferenza emotiva per un genere e un’attrazione solo fisica per l’altro. Non c’è assolutamente niente di male o di sbagliato. Purtroppo la società e i mezzi di comunicazione fanno di tutto per convincerci che si debba essere per forza o etero o gay, e se ci rendiamo conto di non corrispondere a nessuna delle due categorie (semplicemente perché non rispecchia quello che sentiamo), andiamo in crisi.
    In realtà è molto diffuso e naturale sentirsi attratti da entrambi i sessi, anche in modi e in proporzioni diverse.
    Se posso darti un consiglio, cerca di non adeguarti mai per forza a un’etichetta se senti che non rappresenta quello che sei veramente. Ascolta solo quello che senti e non pensare mai che sia sbagliato, anche probabilmente prima o poi incontrerai qualcuno che te lo dirà…
    Se ti va, continua a seguirci e se hai domande, dubbi o qualsiasi altra curiosità, scrivici in qualsiasi momento.
    Un abbraccio e in bocca al lupo per tutto!
    F. e S.

  4. Ciao e grazie a entrambe di aver creato questo sito; ho sempre trovato deprimente la mancanza assoluta di risorse e associazioni bisex in Italia. La mia vita sentimentale per certi versi è l’immagine speculare della tua, Francesca: due relazioni importantissime, la prima durata 9 anni con una donna, la seconda che dura da più di un anno con un uomo. Mentre stavo con la mia ex tendevo ad identificarmi (o lasciarmi identificare) come lesbica, visto che stavo con lei, intendevo stare sempre e solo con lei e i problemi che dovevamo affrontare erano gli stessi di una qualsiasi coppia lesbica. Mi ricordo di aver reagito con stizza quando mia madre, verso l’inizio del nostro rapporto, mi ha chiesto perché mi chiamavo lesbica nonostante il fatto che da adolescente fossi stata inequivocabilmente molto attratta da diversi ragazzi: anche se per fortuna i miei genitori avevano subito accettato il mio rapporto, interpretavo il suo commento come una speranza malcelata che un giorno mi sarei trovata un uomo. Le ho risposto che mi definivo lesbica perché lesbico era il mio rapporto, lesbico era il mio cerchio di amicizie, lesbiche erano le mie lotte politiche e sociali. Vabbe’, avevo 23 anni ed ero molto innamorata, a quel punto della mia vita chiamarmi bisessuale sembrava in qualche modo un tradimento della mia ragazza. Ci ho messo moltissimo a capire che NON chiamarmi bisessuale era un tradimento di me stessa. Nel corso degli anni ho cominciato, timidamente, a fare piccoli coming out da bisex con le amiche lesbiche, di solito quando la conversazione prendeva una piega discriminatoria che non mi piaceva. Ma non riuscivo a sopprimere del tutto il pensiero che magari mi giudicassero, che magari prevedessero una brutta fine per il nostro rapporto, che sembrava troppo perfetto per essere vero. Quando ha cominciato a incrinarsi (per motivi che non c’entravano niente con la mia bisessualità) forse ho lottato troppo a lungo per salvarlo anche per questo.

    Poi ci siamo lasciate (in modo amichevole, per fortuna) e mi sono ritrovata da sola con un’identità un po’ frammentata. A dover fare coming out non semplicemente accennando alla mia fidanzata, ma chiamandomi bisessuale, e spesso odiando l’interesse che questa parola suscitava in tanti maschi – odiandolo nonostante il fatto che avessi una fortissima attrazione verso il sesso maschile, rifiorita dopo anni in cui l’avevo repressa, in cui mi sentivo in colpa soltanto per l’occasionale fantasia sessuale. Io che pensavo di essermi accettata fino in fondo, di essere diventata una vera professionista del coming out, mi ritrovavo a balbettare e arrossire come se fosse la prima volta! In più, avendo cambiato città, mi ritrovavo in un ambiente quasi esclusivamente eterosessuale; mi sentivo strana anche a tentare di entrare in nuovi circoli lesbici quando nella vita privata stavo frequentando solo ragazzi e non provavo molta attrazione verso le donne, perché le associavo a ferite ancora fresche. Ma non ero neppure etero, e mi mancava la sensazione di avere un contesto sociale in cui mi potessi rilassare, senza dover sempre spiegare certe cose, in cui si ridesse – o non ridesse – delle stesse battute, in cui si capissero certi riferimenti al volo. Però lentamente mi sono resa conto che un tale contesto sociale, per me, non esiste, perlomeno non esiste già bell’e pronto, va costruito pezzetto per pezzetto. E’ molto simile alla mia condizione di straniera in Italia dopo 12 anni: non sarò mai di qui, ma non sono più di là. Sì, è complicato, ma è anche qualcosa di cui essere orgogliosa, perché l’essere straniera e l’essere bisessuale hanno significato dovermi mettere costantemente in discussione e quest’esperienza, per me, è una ricchezza. Non è rilassante, ma ho i secoli nei secoli per rilassarmi e solo una vita per cercare di capire me stessa e cercare di capire gli altri. Anch’io sono traduttrice, Francesca… possibile che ci sia una propensione caratteriale?

    Poco più di un anno fa mi sono innamorata di un uomo stupendo e una delle prime cose che mi sono piaciute di lui era il suo atteggiamento verso il mio orientamento sessuale. Non si stupiva, non mostrava un interesse lubrico – niente proposte di “cose a tre”! – ha capito subito l’importanza del mio rapporto precedente, sapendo che quella storia d’amore, anche se finito, mi ha resa la persona che sono e che lui ama. Silvia, non ti so dire quanto sia vitale avere un/a compagno/a che non solo ti “accetta”, ma che ti ascolta, che ti sostiene, che è fiero/a di te esattamente come sei; il fatto che questo sito sia anche al nome tuo mi pare un grande atto d’amore. Con il mio ragazzo parliamo spesso di notizie GBLTQ, è venuto a qualche evento, l’anno prossimo vorrei proporgli di andare al Pride insieme – quello che devo superare, pian piano, non è una sua reticenza ma una mia propria difficoltà interiore a conciliare due parti della mia vita, a capire che in realtà sono una cosa sola. Pian piano.

  5. Carissima Jo, ti ringraziamo davvero di cuore per i tuoi commenti al sito e per averci raccontato la tua storia. Sono
    Francesca ma ti parlo a nome di entrambe e mi dispiace molto non avere potuto risponderti prima, ma ero impegnata con una traduzione con tempi di consegna molto stretti e immagino che tu capisca la situazione! Stanotte partiamo per le vacanze, ma purtroppo dureranno solo una settimana, quindi al nostro ritorno ci piacerebbe risponderti con la dovuta calma. Tutte e due, perché ci teniamo davvero entrambe. Per ora grazie di cuore per tutto quello che hai scritto. Un abbraccio e a presto! Francesca e Silvia

  6. Care Francesca e Silvia, ho cercato a lungo un luogo in cui confrontarmi con persone come me, perché ero sicura che esistessero e vi ringrazio di aver creato questo blog! Anch’io ho avuto un uomo per tanto tempo, poi mi sono innamorata di una donna e ora, da single, non voglio schierarmi da un lato per semplificare la mia vita, né m’interessano le squallide realtà d’incontri estemporanei con coppie annoiate. Ho la fortuna di vivere a Milano e mi piacerebbe sapere se c’è un luogo dove si possono incontrare donne e uomini come noi, per due chiacchiere ed un confronto, poi non si sa mai. Un abbraccio a voi

  7. Cara Ailura,
    con un ritardo incredibile, grazie per il tuo commento 🙂
    Ti chiediamo sinceramente scusa per avere impiegato così tanto tempo per darti una risposta.
    Come abbiamo accennato qualche tempo fa sul blog, ci siamo trasferite a Bologna da qualche mese e siamo ancora in subbuglio… Per essere più precisi, nell’ultimo mese Silvia è stata impegnatissima e poi travolta da alcune questioni lavorativo-organizzative, che forse pian piano si stanno sistemando, ma ovviamente la cosa ci ha assorbite in modo quasi totale.
    Risponderti era sulla mia “to do list” da tempo, ma sono riuscita a farlo solo oggi. Perdono!
    Per tornare alla tua domanda, purtroppo non sono a conoscenza di luoghi fisici in cui sia possibile incontrare persone bisessuali, né a Milano né altrove. E come ben sai, anche in Internet il panorama è piuttosto squallido, anche se pian piano le cose stanno cambiando.
    Anche presso le associazioni tipo Arcigay o Arcilesbica non ci sono eventi o serate organizzate in modo specifico per noi.
    Qualche anno fa ci abbiamo provato io e Silvia, ma i tempi non erano ancora maturi e alla fine della fiera quasi nessuno voleva metterci la faccia…
    Comunque sia penso che tu faccia benissimo ad approfittare di questa fase da single per lasciarti aperte più strade. Essere bisessuali può essere difficile in alcuni momenti, ma da un certo punto di vista ti dà un grande vantaggio: la persona giusta per te può essere un uomo o una donna, quindi almeno sulla carta, se dall’altra parte c’è una certa apertura mentale, le possibilità di incontrarla sono più numerose 😉
    Un piccolo consiglio però mi sento di dartelo: anche se non sembra, ci sono dei piccoli progressi sia all’interno sia all’esterno della comunità LGBT italiana.
    Diverse volte mi è capitato di partire armata fino ai denti nel mio dichiararmi bisessuale – a causa delle brutte esperienze avute in passato – e di rimanere invece sorpresa dalla tranquillità con cui veniva accolta la mia dichiarazione.
    Se conosci qualcuno che ti interessa, quindi, non avere paura a dire ciò che sei.
    Per come la penso io, è meglio dover rispondere a qualche domanda in più, soprattutto se nasce da una sana curiosità, piuttosto che tralasciare o nascondere una parte importante di quello che sei.
    E se proprio dall’altra parte incontri ostilità o diffidenza… non demordere, continua a cercare: il mondo è pieno di persone aperte e fuori dagli schemi pronte ad apprezzarti nella tua totalità.
    Un abbraccio, continua a seguirci e in bocca al lupo!

  8. Salve. Prima di tutto GRAZIE, per aver dato voce ai bisessuali, denigrati spesso e giudicati promiscui.
    Anche io sono bisessuale. E non è stato facile capirlo. Ho sofferto momento mentre cercavo in tutti i modi di convincermi di essere lesbica. Inutilmente. Lo facevo per aiutare la mia ragazza di allora, spaventata dalla mia confusione, per aiutare me stessa, pensando che una definizione imposta potesse aiutarmi a schiarirmi le idee. Non riuscivo a spiegare il semplice fatto di essere attratta sia da uomini che da donne. Mi sentivo sporca, in una “fase” perenne. Una componente senz’altro importante in questa confusione la giocava la paura del futuro, dell’orologio biologico. In un mondo così strano, dove le battaglie per i diritti fanno andirivieni da riforma e controriforma, l’idea di avere un figlio con una donna mi terrorizza. Non perché creda che il bambino riceverebbe meno amore o cure, ma perché ho paura di non essere abbastanza brava, forte o coraggiosa per reggere contro tutto. Questa cosa mi terrorizza in particolare e implicitamente mi “orienta” verso gli uomini, al tempo stesso facendomi sentire a disagio con me stessa. Grazie mille e ancora complimenti per il sito!

  9. Ciao Francesca e ciao Silvia.
    Vi volevo innanzitutto ringraziare e complimentarmi per aver creato questo sito. Devo ammettere di avervi scoperte per caso mentre giravo sul sito Lezpop in cerca di un qualche feedback/nozione sul mondo della bisessualità femminile.
    Sono davvero felice di avervi trovate perché non ho mai potuto avere un riscontro di come mi sento e/o quello che penso. I miei amici e parte della mia famiglia mi supportano molto e con i miei amici più intimi riesco ad esporre i miei dubbi e i miei stati d’animo. Purtroppo, però, sono tutti etero e, unica pecca che davvero hanno, non riescono a capirmi… C’è una certa “bifobia”: “devi preferire per forza uno dei due, come fai a non avere preferenze, ecc.” come se mi dovessi in un qualche modo schierare.
    Non ho ancora avuto una storia con un uomo, l’unica storia importante nella mia vita è stata con una donna, ma sono attratta anche dagli uomini, non solo dalle donne. Ebbene nessuna delle persone che ho accanto riesce a capire questo concetto chiave e, lo devo ammettere, a volte mi sento davvero persa come se fossi spaccata a metà: la parte di me attratta dagli uomini e quella attratta dalle donne, la mia parte “etero” e quella “saffica”. Tutto questo mi fa star male e mi causa giorni in cui sono felice di essere semplicemente me e giorni in cui mi sento sola e non mi sforzo neppure di parlarne perché, a fronte di più tentativi, nessuno dei miei amici riesce a comprendere cosa dico.
    Come te, Francesca, prima di innamorarmi sul serio di una donna, non mi curavo di spiegarmi quella strana attrazione e le cose che provavo per il gentil sesso e, proprio come nel tuo caso, il fatto di essere attratta anche dai ragazzi non mi ha chiarito per nulla le idee. Ero convinta anche io, come i miei amici, che bisognasse in un qualche modo “schierarsi” e questo mi ha portata nel corso degli anni a respingere, e addirittura ignorare completamente, la mia bisessualità come se la cosa non esistesse, arrivavo a dirmi “beh, ma le donne hanno un fisico più armonioso, ecc ecc”. Poi, però, ho perso completamente la testa per una donna e tutte le mie certezze sono crollate miseramente. I miei amici e chi mi era vicino ha iniziato a chiedermi “ma quindi sei lesbica?” e io mi ritrovavo a rispondere con un sincero (e altrettanto confuso) “non lo so” e andavo avanti rimandando la questione il più possibile. Ad un certo punto, però, ho iniziato a chiedermi anche io chi ero e così dopo anni di incertezze sono riuscita, non senza fatica, a capirmi e piano piano sto cercando di accettare me stessa anche se ancora oggi qualche volta mi sento “sdoppiata”.
    Spero che ciò che imparerò qui potrà aiutarmi e per questo vi ringrazio davvero per la creazione di questo sito.

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