Piccolo vademecum sulle relazioni same sex per donne bi alle prime armi

È da un bel po’ che non scrivo.

Potrei dire che tra il mio nuovo ruolo lavorativo, gli eventi con Bproud e gli impegni personali mi rimangono ben poche energie da dedicare all’attivismo “virtuale”, ma il motivo non è solo questo: per diverso tempo ho avuto la sensazione che non mi rimanesse più molto da dire sulla bisessualità. Fino a quando, qualche settimana fa, è successa una cosa che mi ha fatto pensare che forse non era proprio così.

Vivendo qui a Bologna, ci è capitato di collaborare in vari modi con un’associazione che si occupa di migranti LGBT, dando una mano come potevamo. Di recente uno dei responsabili ci ha contattate di nuovo, stavolta per una questione un po’ diversa: una ragazza proveniente da un paese asiatico e attualmente residente in Italia – di cui ometteremo qualsiasi dato per questioni di privacy – aveva bisogno di parlare urgentemente con noi per questioni relative alla bisessualità.

Ho accettato di darle il mio numero di telefono e ci siamo sentite. Dopo qualche minuto mi sono resa conto che, contrariamente alle mie aspettative, la causa del suo malessere non era il suo orientamento bisessuale: pur avendolo capito da poco, era già abbastanza consapevole e la cosa non le aveva causato nemmeno troppi problemi a livello interpersonale. Questa ragazza stava male perché si era resa conto di amare un’altra ragazza e di non essere ricambiata, e soprattutto non sapeva con chi parlarne.

Pur mantenendo un atteggiamento accogliente e comprensivo, la prima cosa che ho pensato è stata: “è una cosa che capita a tutti, prima o poi, e purtroppo non c’è niente da fare“. Poi ho ripensato a come mi sono sentita la prima volta che mi sono innamorata – perdutamente e senza alcuna speranza – di una ragazza. Avevo quasi trent’anni e pensavo di avere capito come affrontare la vita da adulta, eppure questa cosa mi ha letteralmente ribaltata. Mi sono sentita una ragazzina sulle montagne russe: passavo continuamente dall’estasi al dolore più straziante e non avevo idea di come uscirne. Quindi le ho parlato delle emozioni che avevo provato quando mi trovavo al suo posto, e ho capito che in quel momento lei aveva solo bisogno di parlare con qualcuno che sapesse esattamente come ci si sente.

Quasi tutti gli adolescenti, quando si prendono la prima cotta, vivono una fase molto “drammatica”: tra gli ormoni che ti sballano e gli stravolgimenti emotivi da Sturm und Drang, è un periodo davvero intenso. Poi pian piano trovi un tuo equilibrio, cominci la tua vita da adulto e via. Questo succede che tu sia etero, gay o anything in between, a condizione che tu sia più o meno già consapevole del tuo orientamento. Certo, le difficoltà che devono affrontare gli adolescenti non eterosessuali sono tutt’altro che trascurabili, ma in un modo o nell’altro troviamo tutti la nostra strada.

Ma cosa succede se vivi tranquillamente la tua vita da etero e a un certo punto – a venticinque, trenta o cinquant’anni – capisci che forse del tutto etero non lo sei e ti innamori di una persona del tuo stesso sesso?

Succede che devi rifare tutto da capo! Il tuo equilibrio se ne va a quel paese. Qualsiasi età tu abbia, torni emotivamente ad avere 14 anni: ridi come una scema, fai le tre di notte anche se poi devi andare a lavorare, ti alimenti ad adrenalina e, se le cose vanno male, ti senti come se ti avesse investito un TIR. Tutte le regole che hai imparato sulle relazioni improvvisamente non ti servono più a niente e anche se hai impostato la tua vita in un certo modo, potresti dover cambiare radicalmente i tuoi piani. Con in più il fatto che è davvero difficile parlarne con qualcuno, perché non è una situazione che capita proprio a tutti.

Se da una parte è vero che ogni situazione è diversa, sicuramente il punto di vista di una persona che è stata “da entrambi i lati della barricata” può essere utile per capire – e perché no, sdrammatizzare – emozioni e sconvolgimenti vari.

Quindi ecco un piccolo vademecum dei pro e dei contro con cui deve fare i conti una donna che, dopo essere stata solo con gli uomini, affronta per la prima volta una relazione con un’altra donna.

PRO

  • Le emozioni sono tutte più intense; non perché sia più intenso l’amore, ma perché in pochissimo tempo raggiungi un grado di sintonia emotiva-mentale-fisica che è difficilissimo avere in una storia etero. Se la telepatia esiste, le coppie di donne ne hanno il copyright.
  • Proprio per questo motivo, prima o poi si finisce per condividere tutto: perché usare due fondotinta quando ne possiamo comprare uno solo? Ho dimenticato a casa il pigiama… Che importa, puoi usare il mio! Perché dobbiamo pagare due affitti quando alla fine stiamo sempre a casa tua? La barzelletta delle due donne che al secondo appuntamento arrivano con il camion dei traslochi farà anche ridere, ma è ASSOLUTAMENTE VERA.
  • Ruoli di genere? Scordateveli. Sembra facile, ma non lo è per niente. Esempio: è San Valentino. Le compro i fiori? I cioccolatini? Me li comprerà lei? Non me li ha comprati, che stronza! Però non l’ho fatto nemmeno io, magari ci è rimasta male… E così via per tutto. È un gran casino finché non capisci che l’unica via di uscita è mettere in discussione tutto ciò che – consciamente o inconsciamente – abbiamo imparato sul “ruolo” di uomini e donne nella coppia. Mi piace cucinare? Ci penso io. Odio spolverare, ma lei si rilassa a farlo? Perfetto! Nessuna delle due sa come si cambia la pompa dell’olio? Per quello ci sono i benzinai 🙂
  • Il concetto di sesso è molto, molto più ampio. Nella nostra società etero- e fallocentrica, alcune cose fanno da contorno, ma la portata principale è sempre quella: la penetrazione pene-vagina. Per ovvi motivi anatomici, due donne non solo si devono ingegnare, ma hanno carta bianca nel definire quello che per loro è “sesso”, basandosi su un unico criterio: quello che le fa stare bene.
  • Stare con una donna non è solo avere una fidanzata. È un po’ come avere un’amante, una sorella, un’amica molto intima, una mamma e una figlia tutto in uno. La frase “marriage is an endless sleepover with your fav weirdo” deve averla coniata una lesbica (o una bi) in una relazione a lungo termine.
  • Sarà per l’assenza di modelli preconfezionati, ma nei rapporti same sex c’è un senso di libertà e leggerezza che non ho mai provato con un uomo, anche quando ero innamorata. Insomma, magari non avrai la suocera che ti invita a pranzo la domenica, ma vuoi mettere svegliarti la mattina e poter dire “dai, oggi andiamo al mare?”.

CONTRO

  • Le emozioni sono tutte più intense; anche in negativo. Il dramma è sempre dietro l’angolo, soprattutto se vi sincronizzate con il ciclo (e prima o poi succede a tutte). Un litigio in premestruo doppio non è mai un semplice litigio: è il preludio alla terza guerra mondiale. E soprattutto, tra sfuriate, pianti, analisi profonda delle motivazioni, scuse ecc può trascinarsi ad libitum. Fino a quando una delle due non dice: “Oh, basta dai. Birretta?”, e si riesce a riderci sopra.
  • Ma bisogna condividere proprio TUTTO TUTTO? Bello eh, ma dopo un po’ può diventare fastidioso. Forse vale la pena investire in vestiti, cosmetici e accessori diversi, anche solo per continuare a dire “ma che buon profumo che hai” 😉
  • Dalla condivisione alla simbiosi, il passo è brevissimo. Ma la simbiosi, per quanto bella e rassicurante, rischia di diventare una gabbia dorata da cui è difficile uscire. Un giorno ti svegli e cominci a notare che le differenze tra voi due si sono praticamente annullate, e con loro anche la tua identità. E questo non va bene.
  • Siccome nelle donne il bisogno di simbiosi è altrettanto forte di quello per le emozioni travolgenti, il rischio della monogamia seriale è concreto. Se la tua compagna diventa la tua fotocopia, prima o poi la noia prende il sopravvento, e se qualcun* altr* di interessante si trova al posto giusto nel momento giusto, basta un attimo e la frittata è fatta! The L word, per quanto romanzato, fa un quadro piuttosto veritiero.
  • Se si annulla la distanza, anche la passione è a rischio. Senza andare a scomodare la famigerata lesbian bed death, passati i primi tempi da fuochi d’artificio, se una sera siete entrambe stanche la tentazione copertina-Netflix-gatti è fortissima, ma rischia di diventare un’abitudine. Le donne sono bravissime a sublimare, quindi magari ne avete voglia entrambe, ma si sta così bene sul divano, possiamo anche coccolarci e basta… Oltre tutto, col passare degli anni, ci si rende conto di una cosa: il sesso tra donne è fisicamente faticoso. Credevo di essere l’unica a pensarla così, potendo fare un paragone oggettivo con il sesso con gli uomini, finché una donna lesbica non mi ha detto esattamente la stessa cosa (grazie, D!). Bisogna fare uno sforzo consapevole e coltivare anche l’aspetto fisico dell’amore, ricordandosi quanto è bello farlo con la donna che ami, altrimenti si finisce per fare le amiche e basta.
  • A meno che non siate cresciute in una famiglia dalle vedute moooolto aperte, l’aspetto “sociale” dell’avere una relazione con una donna non è proprio facilissimo, soprattutto se fino a quel momento avete avuto solo storie con uomini. Se poi amici e famigliari vogliono evitare di affrontare la cosa, illudersi che in fondo siate “solo amiche” è un attimo. Se condividete 33 mq e un solo letto matrimoniale con un uomo nessuno ha dubbi che siate una coppia, ma se lo dividete con una donna possono volerci degli anni (e svariati coming out) prima che si rendano conto della vostra relazione. E il don’t ask, don’t tell è una politica molto amata dalle famiglie. True story. Dopo il coming out, invece, vi aspettano frasi tipo: “Non hai trovato l’uomo giusto! Prima o poi cambierai idea! In fondo ti piacciono anche gli uomini, chi te lo fa fare? Quando vorrai dei figli…”. Non ti rendi conto di quanto sia facile a livello sociale avere una relazione con un uomo fino a quando non ti metti con una donna. E a volte può capitare di rimpiangere quella semplicità.

Ovviamente è un elenco basato sulla mia esperienza personale e assolutamente non esaustivo… Per questo ci piacerebbe molto sentire il vostro parere.

Avete avuto o siete attualmente in una relazione con una persona del sesso opposto dopo averne avute con persone dello stesso sesso – o viceversa? Quali differenze avete notato? Che consigli dareste a qualcuno che sta affrontando per la prima volta questa situazione?

Raccontateci la vostra storia!

F.

 

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