Lettera aperta alla comunità LGT+

“Ma perché vuoi parlare di bisessualità?”
Questa domanda mi è stata fatta un sacco di volte: molte persone non riescono a capire perché mai una lesbica dovrebbe interessarsi ad un orientamento sessuale che non la riguarda personalmente.

A parte che quando mi fanno questo tipo di osservazione nella mia testa in automatico viene in mente il famoso discorso di Martin Niemöller (che molti credono un testo di Bertolt Brecht, ma non è così) che dice “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

Ma questa sarà una mia deformazione mentale e professionale legata all’impossibilità di capire perché NON dovrei trattare un tema che non mi riguarda personalmente, ma che parla di discriminazione e isolamento sociale di qualcuno.

Io stessa faccio parte di una minoranza e per me il “tutti per uno uno per tutti” è la base del funzionamento della società contro le discriminazioni.

La seconda reazione che mi viene è di rabbia, perché capisco subito che la persona che mi pone questa domanda non solo non sa neanche di cosa sta parlando, ma non ha idea di quante cose ci sarebbero da dire riguardo alle difficoltà che devono affrontare le persone bisessuali nella quotidianità.

Ci sono stati tantissimi studi sull’emarginazione e l’isolamento sociale a cui sono sottoposte le persone LGT, ma ancora relativamente poco si sa sulla B.

Proprio per questo motivo vorrei ora rispondere a questa domanda con alcuni dati ricavati da queste ricerche internazionali (perché in Italia ovviamente non c’è nulla).

E quindi ecco qui un po’ di informazioni che tutti gli attivisti LGBT+ dovrebbero conoscere.

Come prima cosa credo che sia fondamentale dire che è stato appurato che ben il 3,1% della popolazione si dichiara bisessuale (solo il 2,5% omosessuale).

Parliamo di ben il 48,9% delle persone LGBT!
Direi che è una bella fetta di persone e che è giunto il momento di smettere di ignorale.

Ben il 36% dei bisessuali ha problemi di depressione, ansia e tentativi di autolesionismo: il 45,4% delle donne e il 34,8% degli uomini tenta il suicidio ogni anno.
Tra i gay il tasso di tentato suicidio è del 25,2%, tra le lesbiche il 29,5% e tra gli etero siamo invece ben sotto il 10%.

La cosa più agghiacciante è che i tassi aumentano (per i/le bisessuali) nelle aree dove la comunità LGBT è più radicata, vedi San Francisco, per il semplice fatto che l’isolamento e la richiesta sociale di normalizzazione verso l’eterosessualità o l’omosessualità sono maggiori.

Secondo me questi dati rendono un po’ l’idea ma non bastano ancora.

Allora potremmo dire che ben il 74,9% delle donne Bi ha la possibilità di subire molestie di vario tipo (escluso lo stupro che ha un tasso di possibilità del 46,6%) contro il 46,4% delle donne lesbiche e il 43,3% delle donne etero.

Per quanto riguarda invece il lavoro, sebbene non ci siano differenze nel tasso di occupazione, una ricerca inglese ha dimostrato che i bisessuali guadagnano in media di meno rispetto a gay e lesbiche.

In America inoltre hanno dimostrato che le donne bisessuali hanno più del doppio delle probabilità di trovarsi in uno stato di povertà rispetto alle donne lesbiche (17,7% contro il 7,8%) e gli uomini bisessuali hanno quasi il 50% di probabilità in più di fare la stessa fine rispetto agli uomini gay (9,7% rispetto al 6,2%).

20 anni fa ho iniziato a capire che essere lesbica non era esattamente come essere etero e che la discriminazione non arrecava solo dei problemi etici, ma rovinava la mia vita nel quotidiano.

Il fatto che ci siano persone della comunità LGT che ad oggi non capiscono il perché sia importante parlare di bisessualità (ma non solo ovviamente) mi intristisce moltissimo e mi fa anche arrabbiare.

Per quello dico informatevi, chiedete, aprite la vostra mente e cercate di immedesimarvi anche voi negli altri.

Forse leggendo questi dati sarà più facile capire di cosa stiamo parlando.

La sofferenza delle persone bisessuali è quotidiana come purtroppo lo è anche la discriminazione che troppo spesso riempe le bocche e le menti di tantissimi attivisti LGT+.

Chiudo in un modo forse un po’ polemico, rivolgendo io una domanda in particolare a quelle persone della comunità LGT che pensano che la bisessualità non sia un orientamento valido o non sia necessario parlarne: voi che siete ancora discriminati o che lo eravate fino a ieri, come avete fatto a dimenticare cosa si prova e quanto male fa?

 

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