Adotta anche tu un B-pet

È difficile che coloro che leggono questo blog non sappiano a cosa mi riferisco quando cito Woody Allen: “Bisexuality immediately doubles your chances for a date on Saturday night” (la bisessualità raddoppia istantaneamente le tue possibilità di avere un appuntamento il sabato sera). Ed in effetti così è stato fin da quando, in “tenera” età, ho capito di essere bisessuale, o almeno da quando ho iniziato a sperimentare relazioni diverse con ragazzi e ragazze. Fantastico! Dopo l’entusiasmo iniziale, tuttavia, l’amaro risveglio: la gente odia le complicazioni, soprattutto in tema di amore/sesso… i bisessuali? Traditori, sessuomani, indecisi, falsi.

Inizia il mio primo esperimento di “closet”. Perché uscire con un ragazzo dicendogli che sono bisessuale? Perché complicarci la vita. Già come coppia gay abbiamo i nostri cazzi (ops)… 😉 Ma mano a mano che mi specializzo nella mia capacità di farmi gli affari miei e di tenermi dentro chi sono, qualcosa continua a premere. Un’urgenza che non poteva restare costretta. Glielo dico o non glielo dico?

Sarà forse che ho avuto la “fortuna” (momentanea) di incontrare nella mia vita anche persone bi-friendly ma la sorpresa di vedermi apprezzato proprio perché bisessuale è stata sconvolgente. Il problema è che all’inizio tutto è simpatico, poi inizia a dar fastidio. E un altro closet si specializza: mi rinchiudo di nuovo a non dire più a nessuno che sono bi perché odio che la gente mi consideri un animaletto speciale carino e coccoloso.

Le poche donne che non scappano da un bisessuale, hanno in testa il ragazzo sensibilone. Se poi vengono da una storia con un etero #ioeilruttolibero #nocongiuntivo #ilsaponequestosconosciuto è finita.
E qui il sangue sale proprio agli occhi: anche se io fossi il ragazzo più sensibile del mondo, che cazzo c’entra con l’orientamento sessuale? E magari mettici pure che attraversano la fase in cui aspirano all’amore romantico, sempre col sensibilone, ma tu sei semplicemente più infoiato di un pangolino…

I gay che non inorridiscono di fronte ad un bisessuale e non scappano a gambe levate, ti si attaccano come sanguisughe perché credono di aver trovato il “Vero Top” con la T Maiuscola, solo perché riesce a far sesso con le donne: il che se non fosse ridicolo sarebbe estremamente sessista e omofobo.

Capita anche l’imbarazzo (magari per alcuni la lusinga) della coppia etero o omo che ti vede come un miraggio in grado di dare una BOTTA di vita alla relazione con una sciolta cosa a tre e magari (mannaggialasfiga) tu stai attraversando un periodo in cui il sesso non ti interessa proprio.

In sostanza tu stai attraversando la fase più importante della tua vita, quella in cui stai tentando di formare e comprendere la complessità del tuo io e invece ti ritrovi nel bel mezzo di un “Mai Dire Banzai” solo che al posto dei rulli e degli ostacoli e dei “tracobbetti” (cit.) ci sono stereotipi di tutti i tipi: scivolosi, dolorosi, comici, sporchi che ti stritolano, ti forzano e ti danno gomitate a destra e a manca.

Non sei mai te stesso perché un selvaggio sessuomane stuolo di sedicenti seduttori vuole assolutamente il suo B-pet pink-purple-blu da abbinare al tacco 15 o al diadema di Swarovski. E pretende costantemente che tu corrisponda all’idea (giusta o sbagliata, positivamente o negativamente stereotipata) che ha della bisessualità.

A nulla vale l’accorata protesta: “IO SONO PIÙ DEL MIO ORIENTAMENTO SESSUALE…!!! E non accetto che questo venga né stigmatizzato né idolatrato“.

Ma rimane il fatto che alla fine, costantemente e irrinunciabilmente alla ricerca di una persona che mi ama né nonostante il mio orientamento né per il mio orientamento, una magnifica persona l’ho trovata.

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