Rinascere: la storia di Mattia

Sono Mattia e ho 18 anni. È da più di un anno che mi sono accettato per quello che sono, quindi come bisessuale. L’ho sempre sentito, ma ho cercato di ignorarlo, di giustificarlo con mille scuse differenti.
Mi sono sempre detto che ero etero in tutto, che non avevo quel lato, che non ero mezzo gay in quanto per me era inconcepibile essere attratto dalle donne e allo stesso tempo dagli uomini.
O dagli uni o dalle altre, non riuscivo a pensare la bisessualità e naturalmente ad esserlo.

Il momento in cui mi sono liberato dalla paura e ho fatto coming out con me stesso è stata una grande conquista, perché potevo finalmente essere libero di guardare un uomo, di fantasticare su di lui, di esserne attratto senza vergognarmi di me stesso, senza temere di essere diverso, di essere un mostro. Ho compreso che sia gli uomini e le donne mi attraggono, mi piacciono, che per me è una cosa assolutamente normale nei confronti di entrambi e che non c’è niente di sbagliato nel mio essere diverso, nella mia persona che non è uguale alle altre, nella mia sessualità.
Ho iniziato ad esserne fiero.

A febbraio 2018 ho avuto diverse problematiche in famiglia e a scuola. Credevo di non essere amato, di non essere in grado di fare nulla di buono, di utile, di significativo. Credevo di morire giorno dopo giorno, era come se la mia vita avesse perso qualunque significato. Ero in una noia esistenziale tremenda, che mi indeboliva e mi toglieva il desiderio di fare qualunque cosa. Non sapevo dove sbattere la testa, non sapevo dove andare e come andare. Ero completamente perso.
A volte però la vita ci sorprende. All’inizio dell’anno prima avevo iniziato un’intensa attività di volontariato in un centro per persone disabili. Attività che svolgevo di pomeriggio e, andando a scuola, dovevo svolgere l’Alternanza Scuola – Lavoro che ho deciso di svolgere di mattina allo stesso centro per disabili dove facevo volontariato al pomeriggio.

Era martedì 20 febbraio 2018 e al centro trovai una sorpresa che non avrei mai immaginato. Era da poco arrivato un nuovo operatore con cui però non avevo ancora molto socializzato.
Quel giorno siamo usciti con i ragazzi, io e il nuovo operatore. Ci siamo occupati di loro, abbiamo dato loro da mangiare. L’operatore non pensava fossi così bravo ed era felice, non solo perché l’avevo aiutato, ma era felice di me, della mia persona. Gli erano letteralmente brillati gli occhi per me, come se mi amasse.
Inutile dire che provai già da subito un po’ di attrazione per lui, anche per il fatto che lui era ed e’ gay, però non ci siamo mai messi insieme e non abbiamo mai fatto nulla. Forse non ne avevo bisogno, mi bastava il bene che mi voleva, la stima che aveva per me. Tutte le volte che mi lodava, che gli brillavano gli occhi per me, che mi diceva che era contento che ci fossi, che non sapeva come avrebbe fatto senza di me, tutte le volte che era lui a fidarsi di me: questo mi bastava.

Il giovedì dopo ci siamo rivisti, era un pomeriggio e al centro c’era il Carnevale per i ragazzi. Appena mi ha visto mi ha abbracciato, gli sono brillati gli occhi e ha subito iniziato a scherzare con me, con quell’intesa come se ci capissimo con uno sguardo. Mi ha anche salvato da un colpo di pentolaccia un po’ sbadato che uno dei ragazzi aveva dato e mi sono sentito al sicuro tra le sue braccia: protetto, avvolto, custodito e amato.
Da lì a poco a Luca sono cambiati i turni e ci siamo visti molto di meno.
Si supera tutto naturalmente e questo inverno ci siamo visti diverse volte al centro, dopo tanto tempo. Quelle poche volte sono state a dir poco perfette, come sempre, come un tempo. Ho fatto coming out con lui perché mi sembrava giusto, non speravo in un qualche cambiamento e infatti ci siamo visti pochissimo, però sono felice per tutto il bello che c’è stato.

Ho iniziato a frequentare una persona, un uomo. A lui ho dato il primo bacio alla francese e con lui ho avuto il primo rapporto, anche se non completo. Mi sto trovando molto ma molto bene e anche lui l’ho conosciuto al centro.
Sono felice di aver detto queste cose e di aver fatto coming out, del mio orientamento e della mia vita. Spero che io e tutte le persone come me saranno libere di esprimersi e che nessuno sarà più discriminato.
Non è banalità, è necessario!!

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