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Milano Pride 2011 – Milano siamo anche noi! – Le foto

Ecco le foto del pride di Milano…

Buona visione!

 

Milano siamo anche noi (bisessuali) – Milano Pride 2011

 

Milano Pride 2011

Ciao a tutti,
volevamo informarvi che sabato 25 giugno 2011 ci sarà il consueto pride di Milano.

Quest’anno ci sono però delle novità importanti:

- Il nuovo sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha concesso il patrocinio all’evento.
E’ la prima volta nella storia del pride milanese che ciò accade, quindi non lasciamocelo sfuggire!
Facciamo vedere, con la nostra presenza, quanto è importante per la città questo evento e perchè è fondamentale avere l’appoggio del comune: siamo in tanti, tutti cittadini, e abbiamo bisogno di interagire con le istituzioni per avere finalmente anche noi, come gli altri milanesi, dei diritti e non solo dei doveri!

- Bproud ha dato la sua adesione ufficiale alla manifestazione!
qui trovate il sito ufficiale del pride con il nostro logo ben presente nella sezione ADESIONI:
http://www.pridemilano.org

Vi chiediamo di partecipare con noi.
Saremo presenti con uno striscione, lo stesso dell’EuroPride di Roma, magliette e volantini, quindi ci troverete senza problemi…
Facciamo sentire a tutto il modo LGT la presenza fisica della B…c’è bisogno di visibilità anche per noi!

- Abbiamo iniziato a partecipare alle riunioni del coordinamento arcobaleno, come unica rappresentanza bisessuale…se qualcuno vuole unirsi per le riunioni…siete benvenuti! Aiutateci a portare avanti le argomentazioni del mondo bisessuale!

PERCHE’ MILANO SIAMO ANCHE NOI BISESSUALI!

 

EuroPride Roma 2011

Ecco le nostre foto del Pride europeo di Roma!

 

Volantini EuroPride Roma 2011

Ciao a tutt*!

Come lo scorso anno per il Pride abbiamo deciso di fare dei volantini informativi da distribuire durante il corteo.
Quest’anno però abbiamo un’occasione imperdibile: il Pride europeo in Italia, che arriva a 10 anni di distanza da quello mondiale e ancora una volta a Roma…
Noi ci saremo, non potevamo mancare… e cercheremo di portare un po’ di informazione sulla bisessualità con un volantino solo in italiano e uno anche in inglese.

Come sempre abbiamo fatto tutto in casa, grafica, testi, stampa e taglio…speriamo che vi piacciano entrambi…

Fateci sapere cosa ne pensate!

Ecco le nostre nuove creature :-)

Volantino solo in italiano per l'EuroPride di Roma 2011

 

 

 

 

 

Retro del volantino solo in italiano per l'EuroPride di Roma 2011

 

 

 

 

 

 

Volantino italiano e inglese EuroPride di Roma 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Retro volantino italiano e inglese EuroPride di Roma 2011

Presentazione libro

Ecco alcune foto scattate in occasione della presentazione del libro “Due non è il doppio di uno” di Elettra Groppo, ed. Elmi’s World.

Ringraziamo tutti i partecipanti per le domande e la bella atmosfera, la libreria Pier Pour Hom per l’ospitalità e le belle foto e soprattutto l’autrice per averci dato l’opportunità di parlare di bisessualità e di presentarci, anche se per ora solo ufficiosamente, come futura associazione bisessuale.

Grazie ancora e a presto!

F. e S.

 

Due non è il doppio di uno

Ciao a tutti,
volevamo segnalarvi un evento a cui noi parteciperemo con entusiasmo.
Si tratta della presentazione del libro “Due non è il doppio di uno”, di Elettra Groppo, con prefazione di Aurelio Mancuso.
Il libro tratta, ATTENZIONE ATTENZIONE, del nostro argomento preferito: la bisessualità!
Essendo un EVENTO più unico che raro in Italia, vi invitiamo a partecipare numerosi per confrontarci su questo tema e magari finalmente conoscerci di persona.

L’incontro si terrà sabato 28 maggio alle ore 17.00 presso la libreria Pier OpenSpace di via Mortara (angolo via Alessandria) a Milano.
Per ulteriori informazioni potete visitare il sito della libreria oppure contattarla direttamente al numero 02.89075230.

Speriamo di vedervi in tanti!

Silvia e Fra

Bisessualità nei media

Ciao a tutti,

ben ritrovati sul nostro blog. Dopo un’ulteriore, lunga pausa – dovuta a un turbinio di impegni personali legati al nostro imminente trasloco – eccoci con un nuovo argomento per il nostro blog.

Anche quando non scrivo, mi piace comunque tenermi informata e aggiornata sull’argomento bisessualità, per vedere come cambia ed evolve il modo in cui viene rappresentata in Italia e nel mondo. Devo ammettere che né io né Silvia siamo persone estremamente gossippare e teledipendenti, quindi il mezzo principale che utilizzo per monitorare la situazione è il web. A questo proposito devo purtroppo segnalare che uno dei siti che avevo elencato tra i link interessanti si è misteriosamente trasformato in un blog che rasenta il fondamentalismo religioso… Il sito è in inglese, e nonostante la mia dimestichezza con la lingua non ho capito subito quale fosse la sua nuova natura, ma una cosa è certa: non parla più di bisessualità. Si tratta di Bi Social News. Peccato, perché forniva uno sguardo sempre aggiornato sulla realtà bi negli USA…

Comunque sia, a volte guardo anch’io la TV e ho ovviamente i miei programmi preferiti :-)

Ho un debole per le serie TV americane, quelle che ti fanno “staccare la spina” per un’oretta senza impegnare troppo la mente. Non amo quelle cruente, anche se ho apprezzato molto il coming out che la bisessuale Anna Paquin (la biondina di True Blood, già premio Oscar alla tenera età di 11 anni per Lezioni di Piano) ha fatto qualche mese fa nell’ambito della campagna We Give A Damn. Personalmente però preferisco le commedie leggere, ma non demenziali. Una di quelle che mi ha “presa” di più ultimamente è Glee. Sarà per la musica, sarà per l’altissima percentuale di storie e personaggi “rainbow”, ma insomma, devo ammettere che mi piace parecchio :-) Tuttavia, sono rimasta un po’ perplessa da quello che è successo nell’ultima puntata che ho visto su Sky. Per farla breve, un ragazzo dichiaratamente gay bacia – da ubriaco – una ragazza e, per così dire, apprezza parecchio l’esperienza, tanto che accetta un appuntamento con lei. Un suo amico, altrettanto gay e innamorato di lui, gli fa la paternale liquidando la bisessualità con i soliti luoghi comuni. L’accusato dapprima si arrabbia… ma poi, ribaciando la ragazza da sobrio, conferma la sua inossidabile omosessualità. Facendo qualche ricerca ho anche scoperto che nella stagione precedente due delle protagoniste femminili – che successivamente sono state solo con ragazzi – hanno avuto una pseudo relazione tra loro, resa tuttavia con una certa superficialità, o almeno così sembra dalle descrizioni che ne vengono fatte sul web. Insomma, sono rimasta un po’ delusa, non tanto per le singole storie, ma perché una serie così seguita che parla della bisessualità in questo modo non fa che aumentare i pregiudizi invece di dissiparli.

Credo che i media abbiano una responsabilità molto grande nel comunicare determinati concetti e purtroppo devo riscontrare che nella maggior parte dei casi, i bisessuali vengono rappresentati come psicopatici (ad esempio l’inquietante Catherine Tramell di Basic Instinct) o pericolosi indecisi che prima o poi si “redimono”, in un senso o nell’altro (non mi è mai andato giù il voltafaccia di Alice in The L Word, che da fiera bisessuale diventa lesbica piena di giudizi negativi sui bi).

Per fortuna non sempre è così. Ci sono alcuni casi in cui la bisessualità, pur con gradi e sfumature diverse, viene mostrata come una identità possibile e non migliore o peggiore delle altre. Ecco alcuni esempi:

Frida: film ispirato alla vita della famosa pittrice, nota per avere avuto relazioni con uomini e con donne, anche se l’affettività è riservata solo agli uomini.

Imagine Me and You: una delle mie commedie preferite :-) Il “cambiamento” che vive la protagonista non mette in alcun modo in discussione la sua identità: semplicemente, decide di seguire il cuore. Guardatelo!!

Kissing Jessica Stein: anche se per entrambe le protagoniste la bisessualità sembra essere davvero una fase di passaggio, non ci sono giudizi o pregiudizi. E soprattutto mostra che il passaggio non è necessariamente verso l’omosessualità.

The Rocky Horror Picture Show: è vero, la storia è surreale e il protagonista è un pazzo assassino… ma alla fine non si può non volergli bene!! E vogliamo parlare di Brad, che inizialmente è restio ma poi si lascia sedurre più che volentieri? Un film (e uno spettacolo teatrale) mitico, in cui davvero tutto è possibile: don’t dream it, be it!

Shortbus: film poco conosciuto e rigorosamente per maggiorenni, perché le scene di sesso sono tante, esplicite e tutte vere. Ma vale la pena guardarlo. Il perché dovrete scoprirlo da soli :-)

Infine vi segnalo un film un po’ difficile da reperire e purtroppo solo in inglese (io al massimo l’ho trovato sottotitolato in spagnolo): The Gymnast. È la storia di una donna sui quarant’anni, ex ginnasta, sposata e in cerca di un figlio che non arriva, che improvvisamente si innamora di una giovane ginnasta lesbica. È molto serioso, ma altrettanto bello.

Chiudo questo lungo post con due notizie belle: la prima è che l’American Institute of Bisexuality, nell’ambito della campagna It Gets Better, che mira a dissuadere i giovani LGBT in difficoltà dal commettere suicidio, ha creato un video con tante testimonianze pensate proprio per i giovani bisessuali. Lo trovate qui.

La seconda notizia è che… andiamo all’EuroPride di Roma!!

Per i dettagli ci si rivede al prossimo post :-)

Notte a tutti,

F.

Dopo tanto tempo, siamo di nuovo qui

È passata una vita dall’ultima volta che ho scritto su questo blog… Nel frattempo sono successe talmente tante cose che racchiuderle tutte in poche righe sarebbe impossibile, non tanto per i fatti in sé ma per le emozioni che ogni cambiamento – o mancato cambiamento – ha comportato dentro di noi.

Nell’ultimo articolo accennavo ai problemi di salute di Silvia, che per fortuna si sono risolti per il meglio. Superato quel momento, sempre prese dalla nostra situazione lavorativa più che precaria, abbiamo incanalato tutte le nostre energie in un nuovo progetto: trasferirci all’estero e aprire una nostra attività a Berlino. Dopo mesi di preparativi e di ricerche, quando tutto sembrava filare liscio, abbiamo fatto un’amara scoperta: il sistema sanitario è stato riformato nel 2007 e ora è prevalentemente privatizzato, come in America. Risultato: costi fissi troppo alti. Quindi addio progetto, addio sogno di una nuova vita in un altro paese, che soprattutto sul fronte dei diritti LGBT è senz’altro più avanti del nostro.

Dopo i primi momenti di sconforto – anche se in realtà dobbiamo ancora riprenderci del tutto dallo shock – abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e accettare la realtà, cercando per quanto possibile di capire se c’è un motivo per cui dobbiamo rimanere ancora qui.

Tra le altre cose, il pensiero è volato a Bproud. Anche se per molto tempo abbiamo trascurato questo blog, non aggiornandone i contenuti, non abbiamo potuto fare a meno di notare che le visite continuano a essere costanti. Ci sono tante persone che, magari per curiosità o perché arrivano qui per vie traverse, continuano a leggerci e a scoprirci.

A queste persone, a voi che leggete, voglio dire grazie di cuore, perché in un momento in cui niente sembrava avere più senso, l’idea che ci fosse ancora così tanto da fare e da dire per far capire cos’è davvero la bisessualità ci ha dato la sensazione che in qualche modo stiamo comunque facendo la nostra parte per rendere il nostro paese un pochino migliore. È solo un tassello, ma in un momento sia storico sia personale così cupo e difficile, sentire che siamo un po’ utili è davvero prezioso.

Quindi si ricomincia da qui.

E ricomincio col dire che ho avuto una piccola, grande soddisfazione: un paio di settimane fa sono stata chiamata dal Gruppo Scuola dell’Arcigay a replicare la “lezione” sulla bisessualità che avevo tenuto l’anno scorso in maniera molto informale e “pionieristica” – visto che in quel momento stavo seguendo io stessa il corso di formazione :-)

È davvero una bella soddisfazione, non tanto personale, quanto per essere riuscita a far capire che la bisessualità ha una sua dignità all’interno del movimento LGBT e proprio per questo merita di essere conosciuta e capita.

Nel nostro piccolo, io e Silvia continuiamo a cercare di parlarne ogni volta che se ne presenta l’occasione, e capita più spesso di quanto si possa pensare!

Speriamo di avere al più presto a disposizione altri spazi e momenti per portare avanti questo progetto.

Continuate a seguirci!

Un abbraccio,

F. e S.

Rieccoci :-)

Ciao a tutti,
dopo molto tempo, rieccoci online.
Ci scusiamo per l’assenza, ma un problemino di salute di Silvia ci ha, giustamente, tenute lontano dalla rete per un po’. Domani ci togliamo il pensiero definitivamente (speriamo!) e così torneremo a essere di nuovo presenti e attive in rete.
Intanto ringraziamo di cuore Nath per avere inserito alcuni nostri articoli nel suo blog Progetto GenderQueer, di cui riportiamo molto volentieri il link.

A proposito di link, per i meno bacchettoni riporto un video interessante. Si tratta di un’intervista a Buck Angel, attore porno ftm -ovvero transessuale female-to-male – nato biologicamente donna ma poi diventato uomo, pur avendo scelto di conservare i genitali femminili. In questa intervista parla della sua vita, del rapporto con il mondo dell’intrattenimento per adulti ma soprattutto di come sceglie da sempre di stare fuori da ogni tipo di etichetta e definizione, soprattutto per quanto riguarda il suo orientamento sessuale. Purtroppo è solo in inglese, ma è molto illuminante :-)

A presto!

F.

Treviglio Pride

Oltre alle foto che metteremo online al più presto, volevo condividere le emozioni di questa esperienza.
Al di là delle polemiche che ho scoperto con tantissimo dispiacere essere presenti come sempre all’interno del movimento LGBTQI, credo che sia stato uno dei pride più emozionanti a cui io abbia partecipato.
Vedere il popolo di Treviglio cambiare opinione al nostro passaggio, assistere ad una apertura mentale in diretta, vedere le persiane delle case prima socchiuse e poi lentamente aprirsi per finire spalancate è stata un’esperienza che ho provato solo una volta in vita mia prima di sabato, al pride di Bari, anno 2003.
Rivivere quelle stesse emozioni sembrava impossibile dato che nel frattempo siamo ritornati al pre-world pride (Roma, 2000), con una cattiveria omofoba più forte e dilagante di oltre 10 anni fa.
Grazie a Treviglio, grazie alla giunta comunale che ha messo la faccia, la forza, il coraggio e l’anima di approvare all’unanimità una mozione contro l’omofobia e di salire sul palco con voce rotta dall’emozione a gridare a tutti che c’è bisogno di diritti!
Grazie ai negozianti che hanno esposto il logo del pride e ci hanno accolto a braccia aperte.
Grazie ai carabinieri e alla polizia che hanno vigilato sulla nostra sicurezza.
Grazie alla civiltà di chi ci ha visti sfilare e ci ha applauditi.
Grazie a chi ha compiuto questo piccolo grande miracolo di riuscire ad organizzare un pride in una delle aree più omofobe del nord italia. E ci ha messo il cuore intero per parlare con le persone e andare oltre tutti gli scetticismi e le paure.
Grazie da un altro cuore, il mio.
Le polemiche le lascio a chi è così piccolo da non capire che sono questi i pride di cui l’Italia intera ha bisogno.
Quelli che vanno al cuore della gente e ne cambiano la mentalità.
Il resto è solo protagonismo fine a se stesso che purtroppo non ci ha mai portati da nessuna parte.
Peccato solo aver perso un’occasione in più per chiedere quello che ci spetta (ovvero i nostri diritti) in modo compatto.
Io personalmente non mi arrendo e come tutti gli anni dal 1998, sarò anche ai prossimi pride, perchè chi boicotta, o sceglie di non esserci, toglie solo un altro po’ di civiltà a questo paese.
Silvia

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